Murazzi di Torino: dal fango al ritorno alla normalità per i locali della movida torinese

Murazzi di Torino: dal fango al ritorno alla normalità per i locali della movida torinese

Attualità Torino Mercoledì 27 novembre 2019

© Virginia Michetti
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Torino - È andata bene, questa volta il Po non ha piegato i Murazzi. Fango e sedimenti ovunque, le panchine in pietra trasformate in scogli per i gabbiani, il fiume ancora gonfio e carico di detriti: a poche ore dal passaggio della piena del Po le arcate mostravano gli effetti dell’esondazione, ma chi ci lavora si è messo subito all’opera per spazzarli via. I danni sono limitati, soprattutto in confronto con la piena del 2016. Nonostante l’allerta, la piena si è infatti tenuta sotto i due metri. Dietro le transenne che vietano l’accesso a tutta la zona i gestori dei locali della movida lungo fiume fanno la conta dei danni e lavorano per tornare alla normalità.

«Ho tenuto i contatti con le mie realtà durante tutto questo periodo – afferma Marco Giusta, assessore alle politiche giovanili di Torino – il fango è ovviamente un problema, ma non così grave come l’altra volta. Monitoro la situazione al massimo, ho allertato i tecnici del comune e sto seguendo con particolare attenzione tutta la vicenda perché è importantissimo che la Student Zone e tutti gli spazi di aggregazione come il Magazzino sul Po, l’Imbarchino e The Beach possano riaprire quanto prima. Se tutto va come deve andare, c’è solo tanto fango come sempre quando sale l’acqua».

È lo scotto da pagare quando si sta in riva al fiume. «Il fango e l’acqua sono la normalità dei Murazzi – aggiunge Giusta – succede, non ogni anno ma succede. Il problema è quando sale oltre una certa soglia e fa partire gli impianti elettrici e le attrezzature per cui bisogna fare investimenti importanti. Stavolta l’ha sfiorata, ci è andata vicino ma non l’ha toccata. Per le realtà che hanno la manutenzione ordinaria e straordinaria a carico loro, purtroppo possiamo solo dare una mano come abbiamo già fatto in passato. Invece per la Student Zone, che è l’unico spazio del Comune nell’area, nel 2016 l’inondazione ha fatto danni tali per cui abbiamo impiegato un anno per farla ripartire e abbiamo potuto riaprire solo nel 2018: questa volta mi pare che non ci sia questo rischio». I gestori dei locali confermano. Dopo l’iniziale preoccupazione, contano di tornare tutti operativi entro il weekend, se non prima

A cominciare dal Magazzino sul Po, a cui l’esondazione di tre anni fa aveva portato via uno degli storici portoni in legno e che era stato completamente invaso dal limo: ora invece, grazie alle misure di protezione che hanno adottato nel frattempo, ha sopportato bene l’urto del fiume. «Nel 2016 la piena era stata più alta superando di molto i due metri, stavolta da noi si deve essere fermata a 1,80 o 1,90 di altezza – racconta il vicepresidente del Magazzino sul Po Alessandro Carbonara – dentro il locale l’acqua è arrivata a un metro, che è la stessa altezza del 2016. Solo che allora la pressione aveva divelto e portato via una delle due porte, così dall’ultima alluvione l’abbiamo cambiata mettendola in acciaio e stavolta ha retto. A protezione dell’altro portone in legno originale che ci è rimasto, invece, abbiamo messo delle paratie alte più di due metri che abbiamo creato senza bucare le arcate, cosa che non avremmo potuto fare dato che siamo vincolati dalle Belle Arti. Fortunatamente, all’interno è filtrata solo acqua senza troppo fango. Non pensavamo comunque che arrivasse a un metro di acqua: avevamo staccato dei macchinari ma qualcosa si è bruciato, attrezzature del bar e i condizionatori. Ma per adesso più altro il grosso è fare pulizia: due giorni e siamo a posto, per giovedì si riapre».

Lo stesso vale per i due vicini Student Zone e The Beach. Nel 2016 l’onda di piena era arrivata a 2 metri e 70: allora la Student Zone,  lo spazio d'incontro e studio promossa dalla città di Torino, era stata colpita tanto duramente da rimanere inagibile per un anno e  mezzo, riaprendo i battenti solo nel giugno 2018. Invece stavolta, dopo l’iniziale preoccupazione data dagli spazi ricoperti di limo e dalla difficoltà ad aprire le porte, i danni per entrambi i locali si stanno rivelando contenuti. «La situazione è buona, sicuramente per le serate di venerdì e sabato saremo già riaperti – racconta il dj Max Paris – è importante che le persone lo sappiano, perché si è sempre un po’ restii a tornare dopo gli avvisi di maltempo. Sostanzialmente i danni sono lievi, il grosso del lavoro è stato pulire, ma intanto abbiamo già ripulito anche la strada davanti. Ci abbiamo lavorato in una quindicina di persone, tra cui anche dei clienti che ci hanno dato una mano. Di certo grazie all’Arpa che ci ha avvisato per tempo siamo riusciti a mettere in salvo per tempo i frigoriferi del bar, la strumentazione acustica come console e casse audio. L’acqua non ha rotto le porte, è entrata per un metro di altezza, ma adesso è già tutto a posto, aspettiamo solo l’ok dei vigili per riaprire».

«Dopo aver finito di pulire valuteremo eventuali danni all'impianto elettrico, ma contiamo di riaprire The Beach già da venerdì sera e Murazzi Student Zone da lunedì - aggiunge Paolo Romano, che gestisce i due locali -  siamo tranquilli, anche se ha ricominciato a piovere, l'Arpa non segnala nuovi rischi dal Po».

Spostandosi nel parco del Valentino, il sollievo all’Imbarchino è palpabile. «Qui è andata bene – dice Stefania Vulpi, una delle socie – l’acqua è stata abbastanza alta, ma siamo in fase di pulizie. I danni potremmo constatarli solo a pulizie finite, ma pensiamo che siano ridotti perché l’acqua non è arrivata al livello del bar. Quindi ci sono solo detriti e il morale è alto. Contiamo di essere operativi per giovedì, salvo ulteriori disavventure che speriamo siano finite».

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