40 Mondi: i temi di Biennale Democrazia 2021 a Torino e in un vocabolario condiviso

40 Mondi: i temi di Biennale Democrazia 2021 a Torino e in un vocabolario condiviso

Cultura Torino Lunedì 25 novembre 2019

© Pixabay

Torino - Biennale Democrazia, l'appuntamento che coinvolge Torino ogni due anni e che tornerà nel 2021, non si è fermata nell'anno di pausa, ma continua invece a sollecitare il suo pubblico per costruire insieme un programma condiviso. In corso è infatti un nuovo progetto che riguarda il senso e il significato delle parole utilizzate quotidiniamente nei tanti testi scritti ma anche nel parlato e nelle discussioni. Il progetto si chiama 40 mondi, il vocabolario di Biennale Democrazia, e si tratta di una partnership tra cheFare, il Polo del ‘900 di Torino e Biennale Democrazia stessa. Obiettivo: indagare in condivisione, attraverso la scrittura collaborativa, le tematiche più importanti che saranno esplorate nella prossima stagione della manifestazione.

Il progetto viene illustrato sulla piattaforma Che fare attraverso le parole di Martin Caparròs, giornalista ed esploratore, ovvero che «non ci sono troppe persone a studiare quanto di più difficile: ossia tutto ciò che ignoriamo, restituendo al lettore — almeno intuitivamente — le dimensioni di ciò che non conosciamo». Dunque ci è possibile ignorare il fatto che la Via Lattea, la galassia che ci nasconde, contiene all’incirca tra 100.000 e 400.000 milioni di soli (stella più, stella meno) come il nostro. Oppure «che l’Universo contiene all’incirca due milioni di milioni di galassie; che non siamo niente, noi, così completi, così assolutamente nulla». Le parole del giornalista sono prese come indicazione di umiltà e di comprensione dei limiti dell'uomo e delle porzioni di conoscenza accessibili, spesso limitate, davanti a un mondo tuttavia complesso.

«Siamo di fronte ad una moltiplicazione di livelli in cui il principio della distinzione (culturale, politica, economica) diventa un elemento separatore, che produce il proliferare di mondi non sempre connessi, non sempre comunicanti - prosegue la spiegazione di Che Fare - Proprio per questo, interrogarsi sulle forme e sui lessici divisivi diventa pratica culturale e politica, bisogno di agire quel verbo to humble attraverso il confronto e la definizione tra mondi, spazi e forme culturali».

Da questa esigenza prende forma 40 mondi, il vocabolario di Biennale Democrazia. Parole d'ordine confronto e connessione, tra mondi diversi di cultura, politica, presente passato e futuro. Dopo il Dizionario che cura le parole, pubblicato dal Fondo Tullio De Mauro di Torino in collaborazione con la casa editrice SuiGeneris in omaggio al linguista con la collaborazione di Rete Italiana di Cultura Popolare, si riaccende l'interesse per il lessico e per il significato delle parole.

In questo caso sono stati definiti 4 macro-mondi per 40 parole possibili (in un elenco aperto) su ciascuna delle quali interrogarsi per, dicono da Che Fare «capire quali urgenze necessitino di un approfondimento, quali termini possano far scaturire un dibattito, quali lemmi possano avviare una riflessione di maggior respiro». 4 mondi come le 4 tappe del percorso, strutturato online e con due tappe dal vivo che si svolgeranno a Torino. 

Il 21è stato lanciato il primo sondaggio sul primo mondo da indagare. Non potrebbe trattarsi che dell'Antropocene, ovvero «il mondo che ci circonda, il nostro mondo in crisi, alle prese con le sfide impossibili del cambiamento climatico, che impattano costantemente non solo sulle scelte globali di ordine materiale, ma anche sulle scelte che devono essere effettuate a partire da dimensioni culturali, etiche, politiche, non ultimo economiche. Tra negazionismo e catastrofismo, tra organizzazioni internazionali e movimenti dal basso (non ultimi, i Fridays for Future ed Extinction Rebellion) questo mondo ci chiede un cambiamento, che sia radicale o che si indirizzi verso le grandi forme di adattabilità di un pianeta, per quanto conosciuto, in inesorabile trasformazione».

Diverse le possibilità di scelta lessicale, si spazia da parole "calde" come clima e sostenibilità, ma si può scegliere anche risorse, consumo, e poi termini più o meno catastrofisti come adattabilità e fine. Non manca la mobilitazione, la decrescita, la scienza e la popolazione. Possibilità, per chi non fosse soddisfatto, di aggiungere un lemma a scelta. Si può liberamente partecipare online.

Si proseguirà il 28 novembre, il 5 e 12 dicembre. Ogni lancio prevede la scelta di due parole, sia tra quelle presenti che altre possibili, da aggiungere all’elenco, in modo da dare un corpo semantico ai mondi che si vorranno indagare. Le parole scelte, e quelle proposte, saranno poi le tracce di lavoro per due incontri dal vivo a Torino in cui rappresentanti di diversi mondi culturali si confronteranno per proporre percorsi di senso attorno alle parole, cercando di delineare le urgenze dei vari mondi. Al termine del percorso, i materiali prodotti costituiranno un primo canovaccio su cui Biennale Democrazia lavorerà al programma della sua prossima edizione.

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