Space Adventure: a Torino la storia dell'esplorazione spaziale in una mostra interattiva

Space Adventure: a Torino la storia dell'esplorazione spaziale in una mostra interattiva

2019-11-23 12:05:18

Da venerdì 22 novembre a domenica 22 marzo 2020

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Torino - Un viaggio emozionante nei misteri dello spazio e nella tecnologia umana che ha permesso di approdare sulla Luna e di arrivare ad avere una Stazione Spaziale Internazionale, orgoglio anche un po’ italiano e torinese. È questo il racconto affascinante di Space Adventure, la nuova mostra che ha preso vita alla Promotrice delle Belle Art di Torino e che resterà visitabile dal 22 novembre 2019 al 22 marzo 2020.

Un viaggio emozionante e speciale, a ritroso, verso le grandi conquiste ottenute con le esplorazioni spaziali, e nel futuro, per comprendere meglio le prossime sfide che vedranno l’uomo arrivare, forse, anche su Marte. In mostra sono esposti oggetti della NASA, memorabilia spaziali che vanno dalle tute dei primi astronauti fino a quelle più moderne, ai modelli in scala dei razzi e delle navicelle e a curiosità che affascinano e trasmettono la centralità della ricerca e dei grandi passi compiuti a partire dagli anni Cinquanta fino a oggi. Astronauti, tecnici e scienziati: sono loro i protagonisti di Space Adventure, un racconto che inizia dalla fantasia, quella del racconto di Jules Verne del 1865, Dalla terra alla luna, il potere della fiction, dove con un cannone gli astronauti erano lanciati in un proiettile verso la Luna. Fantascienza, eppure sempre legata alla realtà, con riferimenti a dati scientifici.

La scienza infatti la fa da padrona nella ricostruzione dell’esplorazione spaziale: Space Adventure, produzione dell'US Space & Rocket Center, il museo della NASA di Huntsville-Alabama, è realizzata a Torino daExtramusem divulgazione scientifica e dall’Associazione RADAR. Non a caso è stata scelta Torino, sede di uno dei distretti spaziali italiani e centro propulsore di tante attività internazionali. Come ha ricordato il giornalista scientifico Piero Bianucci, presente all’inaugurazione della mostra, l’Italia è stato il terzo paese al mondo a lanciare nello spazio un satellite, in modo autonomo. Al comando della missione del 1981 Luigi Broglio, piemontese, che diresse un lavoro scientifico originale per misurare la densità dell’aria a quote tra gli 80 e i 100 chilometri da terra. Il satellite fu lanciato da una base americana, ma il team della sala controllo era tutto italiano, segno di una fiducia diffusa da parte degli USA verso la capacità culturale e spaziale dell’Italia, non così forte altrove. Dopo il 1957, con la missione russa, e il 1958 con quella americana, il satellite italiano San Marco segnò dunque l’esordio spaziale italiano, e diede l’impulso alla nascita dell’Agenzia Spaziale Italiana che si impose con i suoi programmi di successo.

Dagli anni Ottanta l’Italia non ha smesso di partecipare alle attività di ricerca, e il filo con la NASA non si è mai interrotto, unendo i laboratori torinesi con componenti che orbitano a centinaia di chilometri sopra le nostre teste. La cupola della Stazione Spaziale Internazionale, per esempio, è stata costruita a Torino, città da cui potrebbero partire anche componenti essenziali per le prossime missioni di esplorazione di Marte e della sua atmosfera.

Non stupisce che tra i numerosi collaboratori della mostra, molti siano giovani studenti del Politecnico di Torino, che organizza laboratori a Space Adventure per bambini e scuole. I visitatori di Space Adventure saranno accompagnati in mostra dai “pilot”, giovani nella classica tuta spaziale blu che nel corso dell’esplorazione racconteranno la storia dell’uomo nello spazio, dal 1957, anno dello Sputnik, primo satellite russo, riprodotto a Torino in scala uno a uno, con i suoi “bip famosi in tutto il mondo”, a Yuri Gagarin, pioniere dell’avventura spaziale e primo uomo ad andare in orbita. In molti ricorderanno la cagnetta Laika, lanciata nello spazio come test per provare la possibilità di inviare poi anche l’uomo nello spazio: a Torino è in mostra anche un modello della sua cuccia.

Alla rivoluzione portata dai russi successe presto quella americana: nasceva la Nasa, con i primi satelliti made in USA, risposta in tempi di guerra fredda all’avanzata tecnologica russa. Da allora, una corsa senza freni, prima verso la luna, con la galleria delle missioni Apollo, la cui “navicella” rappresenta una delle chicche in mostra, e via via con tutte le successive missioni dall’allunaggio in avanti, fino all’Apollo 17 del 1967, che portarono 12 astronauti sulla Luna. Ancora, lo Skylab, la stazione spaziale americana lanciata nel 1973 col Saturn V, che ospitò diverse missioni e, in totale, 9 astronauti impegnati in esperimenti sui raggi ultravioletti e i raggi x, fino ad arrivare allo Space Shuttle, il primo veicolo riutilizzabile progettato per orbite terrestri.

Lo Space Shuttle, si legge nel percorso, ha effettuato 135 voli dal 12 aprile 1981 al 21 luglio 2011, sostenendo ricerche sulla microgravità e il comportamento della stessa Stazione spaziale internazionale, il vero e proprio laboratorio scientifico orbitante che negli ultimi anni è salito all’onor di cronaca per aver ospitato astronauti italiani come Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano. Tra modellini, memorabilia, la cabina di pilotaggio con la sua affascinante plancia di comando e le tute spaziali, unità di mobilità extraveicolare usate per le “passeggiate spaziali”, spiccano oggetti curiosi come le confezioni di cibo appositamente preparate per gli astronauti, tra cui per cura e buon gusto, si fanno notare i piatti italiani pensati per Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano che includono addirittura il cioccolato torinese di Guido Gobino.

C’è tanta Italia infatti nella Stazione Spaziale Internazionale, che coinvolge 15 nazioni e cinque agenzie spaziali ed è il più grande progetto internazionale della storia in tempo di pace. Il primo modulo fu lanciato nel 1998, la previsione di utilizzo della stazione è fino al 2024, forse fino al 2030 e, sorprendentemente, il 42% dei componenti vanta proprio la firma di team italiani.

Un richiamo alla curiosità, alla scienza, all’innovazione, che il visitatore di Space Adventure potrà sperimentare di persona grazie allo Space Lab, un laboratorio dove,grazie ai simulatori, i visitatori potranno sperimentare le stesse sensazioni che provano astronauti e cosmonauti durante l’addestramento. Si potrà vivere l’esperienza dell’assenza di gravità, quella della perdita dell'orientamento spaziale,  cimentarsi nell’atterraggio dello Space Shuttle al ritorno di una missione come in un vero training per astronauti.

Insomma, a Space Aventure sarà possibile vivere un’avventura straordinaria, che nasce dalla fantasia e che, passando attraverso la migliore tecnologia italiana e internazionale, apre le porte al sogno di esplorare lo spazio infinito e trovare un giorno, chissà, altre forme di vita, altri pianeti, altre meraviglie da raccontare.

Orari della mostra:

Venerdì
dalle 14:00 alle 19:00 [ultimo ingresso ore 18:00]
Sabato, Domenica e Festivi
dalle 10:00 alle 19:00 [ultimo ingresso ore 18:00]
Dal 21.12.2019 al 6.01.2020
dalle 10:00 alle 19:00 [ultimo ingresso ore 18:00].

Info e biglietti online.

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