Eutopia Dystopia: una performance immersiva al Polo del '900, per parlare di Europa - Torino

Cultura Torino Martedì 19 novembre 2019

Eutopia Dystopia: una performance immersiva al Polo del '900, per parlare di Europa

Torino - Il titolo è emblematico: Eutopia Dystopia. Si tratta del nuovo progetto di innovazione civica a Torino che Betwyll porterà dal 22 al 24 novembre 2019 al Polo del ‘900 con un evento un po’ installazione artistica e un po’ performance.

«La performance Your Past belongs to Them Now è l’atto finale di un processo più lungo – spiega Pierluigi Vaccaneo, co-fondatore dell'Associazione Twitteratura – Con Eutopia Dystopia abbiamo vinto il Bando CivICa della Compagnia di San Paolo proponendo un’attività che vuole riflettere sull’europeismo e la necessità che abbiamo, in quanto cittadini italiani ed europei, di ritrovare le nostre comuni tradizioni europee. Come farlo? Per cercare di coinvolgere i cittadini sul tema abbiamo pensato di combinare il social reading e la performane artistica».

La prima parte di Eutopia Dystopia ha preso vita durante l’ottobre 2019, quando l'Associazione Twitteratura, attraverso l'app Betwyl, ha stimolato la sua comunità, da tempo attiva sui social, a ragionare su temi legati all’Europa attraverso i testi che l’hanno culturalmente fondata. Lo ha fatto con la proposta di letture e autori, da Shakespeare a Proust e Goethe, senza tralasciare Iliade e Odissea, testi fondanti per la letteratura e il pensiero occidentale. Libri e dibattito, ma attraverso il digitale: la app TwLetteratura è stata sviluppata appositamente per il social reading, incoraggiando così nuovi pubblici a prendere parte in riflessioni e iniziative culturali incentrate sull’analisi testuale.

«Lavoriamo molto con le scuole – aggiunge Vaccaneo – il nostro è uno strumento utile per la didattica, ci siamo concentrati sulle buone pratiche nell’uso delle nuove tecnologie e lo abbiamo definito social reading. Per questo progetto specifico, Eutopia Dystopia, abbiamo voluto combinare il social reading alla volontà di parlare dell’Europa attraverso le basi della nostra cultura e una performance artistica da vivere, con elementi di innovazione».

Con il progetto sta infatti collaborando l’artista danese Inga Gerner Nielsen, che sarà protagonista della restituzione del progetto in scena al Polo del ‘900. È stata infatti lei a formare i performer italiani che incontreranno il pubblico portandolo in una sorta di viaggio esperienziale attraverso un futuro distopico. «Siamo nel 2039 – racconta Vaccaneo – un momento in cui la comunità ha perso la propria memoria a causa di uno shock energetico che ha cancellato le memorie digitali di ognuno. Non abbiamo più accesso fisico al nostro patrimonio di memoria, che sarà quindi ricostruito da un gruppo di persone attraverso la realizzazione di piccoli oggetti. La performance porterà l’utente a lavorare per la costruzione dei mattoncini che aiuteranno la comunità a ricostruire la memoria perduta».

Da qui il titolo, Your Past belongs to Them Now, uno scenario in cui non esiste più memoria, ricostruito in un luogo che invece si fa memoria viva, il Polo del ‘900 di Torino. «La distopia che portiamo in scena si sposa perfettamente con la funzione del Polo – confermano gli organizzatori – è un luogo fondato sul passato ma che si rivolge al futuro attraverso nuovi linguaggi, approcci e metodologie di divulgazione culturale. È una sfida e insieme una provocazione, mettere all’interno di quelle stanze il social reading con una performance e questa visione sul futuro che potrà essere sempre più lo scenario reale verso il quale ci dirigiamo. L’idea è combinare il linguaggio dell’arte e quel che facciamo noi in un luogo fisico, il Polo, dove incontrare persone e passare loro messaggi, sperando che questo attivi riflessioni e riletture».

Riattivare insomma una memoria, capace di diventare davvero europea. E se numerose iscrizioni alla performance arrivano dalle scuole, l’obiettivo è quello di rivolgersi a un target vario, dalle nuove generazioni ai meno giovani, sperando che possano fruirne con la volontà di partecipare a un’esperienza che vorrebbe far aumentare la consapevolezza e l’attenzione su temi marginalizzati, come l’europeismo.

Non solo, Eutopia Dystopia avrà anche una ricaduta in ambito accademico con un progetto di ricerca. «Tutto quello che accadrà sarà oggetto di studio del professor Falk Heinrich, direttore di RELATE, il Research Laboratory for Art and Technology dell’Università di Aalborg, Danimarca – spiegano da Betwyll – la nostra volontà è quella di creare una sorta di progetto pilota che potrà essere replicato in altri ecosistemi. Speriamo che la prima occasione, in Italia, possa diventare una buona pratica in cui un’istituzione culturale come il Polo del ‘900 ospita un evento innovativo che combina tecnologia e arte performativa».

Tra ricerca e identità europea, il progetto prevede anche un appuntamento, venerdì 22 novembre, con Parla con FRidA, il forum di ricerca dell’Università di Torino, un dibattito con aperitivo che avrà al centro il tema affrontato però da un ventaglio di punti di vista differenti. La partecipazione è libera e gratuita e si effettua su eventbrite.

Anche chi vorrà prendere parte alla performance Your Past belongs to Them Now dovrà registrarsi online: la performance è complessa e chi parteciperà sarà seguito one to one dai performance, da cui la necessità di effettuare la registrazione. Eutopia Dystopia, assicurano da Twitteratura, è una tappa di un percorso più lungo che potrebbe portare a novità con il Polo del ‘900. Per restare aggiornati, è possibile seguire il sito oppure scaricare la app.

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