Torino Film Festival 2019: il programma all'insegna dell'horror

Torino Film Festival 2019: il programma all'insegna dell'horror

Cinema Torino Venerdì 15 novembre 2019

Torino - Buio in sala, dal 23 al 30 novembre si accende il 37esimo Torino Film Festival. E lo fa con un inno all’horror, a partire dall’emblematica Barbara Steele, attrice britannica icona del genere che emerge dal buio del manifesto 2019 e che verrà insignita, prima donna e prima attrice, con il Gran Premio Torino.

L’edizione di quest’anno partendo da un budget di 1.900.000 euro, porta nei cinema del festival (le prime cinque sale del Reposi e nelle tre sale del Massimo) 197 film, di cui 142 lungometraggi, 11 mediometraggi e 31 cortometraggi, tutti selezionati tra più di 4000 opere visionate. Sono 45 le anteprime mondiali, 28 quelle internazionali e 64 quelle italiane, divise nelle tradizionali sezioni del concorso Torino 37, Festa Mobile, After Hours, TFFdoc, Italiana Corti, Onde, e la retrospettiva horror Si può fare! L’horror Classico 1919-1969.

Il Tff37 viene preceduto da Prendete posto. Inizia il film,concerto di apertura di Torino Città del cinema 2020, giovedì 21 novembre al Teatro Regio: per l’occasione l’orchestra del Teatro Regio interpreta le conl,le sonore che hanno fatto la storia del cinema italiano (biglietteria del Teatro regio). 

L’inaugurazione del Festival di venerdì 22 novembre (a inviti), è affidata a Jojo Rabbit: il film d’apertura è opera di Taika Waititi (suo il gioiellino mokumentary What we do in the shadows, presentato e premiato al Tff nel 2014), che torna con una satira atipica sul nazismo interpretato dallo stesso Waititi con Scarlett Johansson e Sam Rockwell: il film già premiato con il People’s Choice Award al festival di Toronto, uscirà nelle sale italiane il 23 gennaio 2020.

Il film di chiusura di sabato 30 novembre è invece Knives Out di Rian Johnson (già regista, tra gli altri, di Looper e di Star Wars: Gli ultimi Jedi) che uscirà poi il 5 dicembre col titolo Cena con delitto: moderno giallo deduttivo con un casto corale che conta nomi come Daniel Craig, Chris Evans, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, DonJohnson, Christopher Plummer.

Guest director di quest’anno è Carlo Verdone, che presenta Cinque grandi emozioni, la sezione da lui curata con cinque suoi film del cuore: sono Ordet di Carl Theodor Dreyer, Buon compleanno Mr. Grape  di Lasse Hallström, Divorzio all'italiana di Pietro Germi, Oltre il giardino di Hal Ashby e Viale del tramonto di Billy Wilder.

Nel mezzo, una settimana di proiezioni e di eventi speciali. Sabato 23 novembre alle 15 in Sala 2 al Reposi la selezione di corti internazionali inediti in Italia All you Need id Short (ingresso libero fino a esaurimento posti) e in contemporanea al Massimo 3 il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera 2019 attribuito a Lorenzo Ventavoli. A mezzanotte al Massimo 1 prende il via l’immancabile appuntamento con la Notte Horror con in programma due novità e un classico del genere (Blood Quantum di Jeff Barnaby del 2019, Creature From The Black Lagoon di Jack Arnold del 1954 e The Lodge di Severin Fiala e Veronika Franz del 2019).

Il cineasta britannico Brian Welsh, presente in Festa Mobile con il trascinante Beats, riceve il premio Hamilton Behind The Camera Award: l’appuntamento è per domenica 24 novembre alle 22.15 al Cinema Massimo.

Tra i titoli in Festa Mobile ce n’è uno che tocca un tema sempre caldo: è Vaccini. 9 lezioni di scienza di Elisabetta Sgarbi e viene presentato in prima mondiale lunedì 25 novembre alle 18.00 presso l’Auditorium Grattacielo Intesa Sanpaolo (Corso Inghilterra 3, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria a partire dal 15 novembre ore 14.00 sul sito di TFF o del Grattacielo Sanpaolo).

Lunedì 25 novembre è anche il giorno dedicato a Mario Soldati, con proiezioni e interventi nella Sala 3 del Cinema Massimo (intitolata, non a caso, Sala Soldati).

Martedì 26 novembre si tengono tre conferenze aperte presso l’auditorium Guido Quazza a Palazzo Nuovo (via SantOttavio, piano -1): alle 9.00 il seminario Mario Soldati: letteratura, cinema e dintorni, alle 15.00 la conferenza di Kristin Thompson, alle 16.30 la conferenza di David Bordwell.

L’icona del cinema horror Barbara Steele arriva in città per venire insignita del Gran Premio Torino mercoledì 27 novembre alle 20.15 al Massimo 3. A seguire proiezione del film La maschera del demonio di Mario Bava.

E a proposito di horror, giovedì 28 novembre alle 11.00 al Massimo 3 si tiene il panel dedicato alla retrospettiva 2019 L’horror Classico: Da Caligari Agli Zombie. Lo stesso giorno alle 15.00 all’Auditorium Guido Quazza viene proiettato L’ultimo piano di Scuola G.M. Volonté.

Venerdì 29 novembre alle 13.30 si tiene la seconda edizione del Glocal Video Contest per filmmaker Under 30 Torino Factory, mentre alle 17.30 al Reposi sala 1 si svolge Cinema D’Aqcua, prima edizione del concorso per cortometraggi italiani organizzato da QC Terme.

E per chi può partecipare, venerdì 29 novembre alle 20.00 si tiene il Premio Langhe Roero e Monferrato, consegnato a Roberto Benigni, con charity dinner curata da uno chef stellato: il ricavato sarà devoluto in beneficenza alla Fondazione per la Ricerca sul Cancro Onlus (per informazioni www.fctp.it).

Parlando dei film che segnano l’edizione 2019 del Torino Film Festival, tra i quasi 200 titoli che passeranno sugli schermi del Reposi e del Massimo nel concorso Torino 37 c’è un solo italiano, Il grande passo di Antonio Padovan (al secondo film dopo Finché c’è prosecco c’è speranza) con Giuseppe Battiston e Stefano Fresi, mentre due registi italiani firmano la produzione statunitense Now is Everything, il figlio d’arte Riccardo Spinotti e Valentina De Amicis.

Molti gli italiani invece nella sezione Festa Mobile: tra gli altri, Asia Argento che racconta Frida Kahlo in Frida Viva la Vida di Giovanni Troilo, Stefano Consiglio che racconta Altan in Mi chiamo Altan e faccio Vignette, Maurizio Zaccaro che in Nour racconta una delle storie da Lampedusa del dottor Piero Bartolo (interpretato da Sergio Castellitto). Spiccano anche Magari di Ginevra Elkann con Riccardo Scamarcio e Alba Rorwacher, Lontano Lontano di Gianni Di Gregorio con l’ultima apparizione di Ennio Fantastichini, Simple Women di Chiara Malta con Jasmine Trinca.

Invece tra i grandi titoli internazionali in Festa Mobile, ricordiamo lo spionistico Spider in the Web di Eran Riklis con Ben Kingsley e Monica Bellucci, e il thriller The Good Liar di Bill Condon con la coppia di ferro Ian McKellen e Helen Mirren e Dreamland di Miles Joris-Peyrafitte con Margot Robbie rapinatrice di banche. Titolo omonimo, Dreamland, per il neo-noir di Bruce McDonald con Henry Rollins e Juliette Lewis presente nella sezione After Hours.

Per la sua ultima edizione da direttrice, Emanuele Martini ha curato la retrospettiva Si può Fare! L’horror classico 1919-1969: «Visto che l’horror è tra i generi più apprezzati, mi pareva giusto mostrare i film che hanno segnato la storia del genere» ha commentato alla conferenza di presentazione, raccontando di aver lavorato per sottrazione per arrivare a soli 35 titoli rappresentativi, una selezione che ha definito scherzosamente «un sacrificio di sangue». Si parte così da Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene del 1920, Nosferatu il Vampiro di Murnau del 1922, The Phantom of the Opera di Rupert Julian del 1925 e Frankestein di James Whale del 1931,  fino a Rosemary’s Baby di Romans Polansky del 1968, Toby Dammit di Federico Fellini del 1968 e Il mostro di Londra di Roy Ward Baker del 1971, passando tra gli altri per Alfred Hitchcock (con Gli Uccelli del 1963), Roger Corman, Terence Fisher, Riccardo Freda e Mario Bava.

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