Pelagio Palagi in mostra ai Musei Reali di Torino tra memoria e invenzione

Pelagio Palagi in mostra ai Musei Reali di Torino tra memoria e invenzione

Mostre Torino Martedì 12 novembre 2019

© Daniele Bottallo

Torino - Musei Reali di Torino e Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna insieme per una nuova mostra dedicata a Pelagio Palagi, creatore degli affascinanti salotti della parte ottocentesca della residenza dei Savoia. Pelagio Palagi a Torino. Memoria e invenzione nel Palazzo Reale è la nuova mostra che dal 9 novembre 2019 al 9 febbraio 2020 approfondirà nello Spazio Scoperte della Galleria Sabauda l’attività svolta dall’architetto bolognese, eclettica personalità artistica, dal 1832 a Torino, in qualità di “Pittore preposto alla decorazione dei Reali Palazzi” per Carlo Alberto di Savoia.

Il Palazzo Reale di Torino è per eccellenza il luogo in cui l’arte di Palagi ha raggiunto la massima espressione: l’architetto riallestì la residenza per i Savoia, conferendo alla struttura un nuovo e monumentale aspetto, allineato alle nuove esigenze legate alle grandi ambizioni del sovrano e al cerimoniale di corte. Un lavoro che oggi sarebbe definito “di restyling”, eseguito anche grazie anche alla collaborazione di un team di pittori (Francesco Gonin, Carlo Bellosio), scultori e stuccatori (Giuseppe Gaggini, Francesco Somaini, Diego Marielloni), ebanisti (Gabriele Capello detto il Moncalvo), bronzisti (ditte Colla e Odetti, Manfredini e Viscardi).

Dopo Juvarra, Palagi è infatti il secondo grande nome tra le maestranze artistiche hanno dato forma alle Residenze sabaude: artista, architetto, designer, pittore, Palagi ha lasciato il proprio archivio di disegni nella sua città, Bologna. Un patrimonio di autografi che oggi torna ai Musei Reali di Torino in mostra riconnettendosi tra rime e rimandi agli arredi della residenza.

Cuore della mostra sono i trentuno fogli della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna messi in dialogo, dove possibile, con le opere a cui si riferiscono. Il percorso espositivo inizia al secondo piano della Galleria Sabauda, precisamente dallo Spazio Scoperte.

Rimandi alla Grecia classica, al mondo etrusco e non soltanto testimoniano l’abilità di Palagi di ricollegarsi alle antichità testimoniando però novità: ecco dunque il titolo della mostra, che oscilla tra memoria e invenzione, perché sono proprio la memoria e l’invenzione costante ad aver caratterizzato l’attività intera di Palagi. 

Duplice la valenza della mostra, che da una parte intende far conoscere il patrimonio degli archivi di Bologna, dall’altro ricollega ai disegni la capacità dell’architetto di dialogare con l’arte classica inventando di volta in volta sgabelli, divani, cornici, lampadari e opere pittoriche rivelatrici di una cultura e di un pensiero capaci di portare il Palazzo Reale oltre ogni immaginazione.

Accanto ai disegni progettuali relativi al Salone delle Guardie Svizzere e alle principali sale di rappresentanza, sono anche allestite alcune opere effettivamente realizzate e tuttora conservate a Palazzo Reale. Nello specifico, il dipinto raffigurante San Michele Arcangelo (modello per una vetrata realizzata nel Castello di Pollenzo), il taboretto scolpito in legno dorato e il ricco candelabro figurato in bronzo dorato provenienti dalla Sala delle Udienze Private, a testimoniare l’attività dell’équipe palagiana. I diversi progetti, accostati uno all’altro, permettono di cogliere le caratteristiche stilistiche di Palagi, fra recuperi classici e rispetto delle preesistenze barocche. Ampio rilievo è dato alla progettazione della neoclassica Sala da Ballo, autentico capolavoro dell’artista, al disegno di un nuovo Scalone d’Onore (mai realizzato), agli ambienti e agli arredi dell’Armeria Reale.

La mostra prosegue nello spazio adiacente lo Spazio Scoperte, con gli importanti progetti per le sale allestite al Secondo Piano di Palazzo Reale per le nozze di Vittorio Emanuele II avvenute nel 1842. I disegni per la cancellata, realizzata in bronzo nella Piazzetta Reale, e i progetti per i Giardini concludono questa sezione della mostra.

Lungo il percorso di visita del Piano Nobile di Palazzo Reale è infine possibile seguire un vero itinerario palagiano, con rimandi ai disegni in mostra e visite guidate dedicate anche ad ambienti del Secondo Piano, normalmente chiusi al pubblico, dove le suggestive sale del Salotto Blu e del Salotto Rosso furono completamente riallestite dal Palagi.

Dietro al progetto, un team di giovani ricercatrici che, per un progetto di tesi, ha scandagliato l’archivio immenso di Palagi a Bolgona ben 2500 disegni attraverso i quali rintracciare connessioni tra mobili e pitture del Palazzo torinese. Da qui è nato un progetto di studio, lavoro e ricerca finalizzato alla valorizzazione ulteriore degli oggetti dei Musei Reali realizzati e progettati dall’architetto.

Una mostra che rende giustizia all’artista: additato come un distruttore del barocco secentesco di Palazzo Reale, l’architetto agì invece, come hanno spiegato i curatori della mostra, nel rispetto e conservazione di quanto fatto da Juvarra, in sintonia con cultura e aspettative di Carlo Alberto. Simbolicamente, Palagi muove proprio nel 1860, alle soglie dell’Italia unita, con lo stesso Carlo Alberto allontanato dal centro.

L’esposizione ai Musei Reali è curata da Giorgio Careddu, Franco Gualano e Lorenza Santa dei Musei Reali, con la collaborazione della prof.ssa Marinella Pigozzi dell’Università degli Studi di Bologna. Alla realizzazione dell’esposizione e del relativo catalogo ha infatti partecipato l’Università di Bologna con la Scuola di Specializzazione in beni storico artistici. Il frutto di questa ricerca sarà pubblicato in forma di regesto insieme alle schede scientifiche dei disegni esposti, redatte per l’occasione dagli studenti specializzati.

La mostra è visitabile fino al 9 febbraio 2020, l’ingresso è compreso nell’abituale costo del biglietto dei Musei Reali.

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.