Wer ist wer: al Polo del '900 di Torino una escape room racconta il Muro di Berlino

Cultura Torino Giovedì 7 novembre 2019

Wer ist wer: al Polo del '900 di Torino una escape room racconta il Muro di Berlino

Torino - Un intero weekend di eventi, è così che il Polo del ‘900 di Torino ricorda i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. Una sfilata di incontri che vedrà una curiosa inaugurazione durante la mattinata del 10 novembre, quella della escape room di We Are Müesli, Wer ist Wer, una innovativa esperienza di gioco che si riallaccia a temi storici creando un mondo distopico a tema Germania 1989.

Il riferimento è quello, voluto, alla DDR e al suo apparato spionistico, la Stasi, nel costante rapporto di minaccia, più o meno celata, con i cittadini. Wer ist Wer è una escape room singolare e atipica dove non scappare da un pericolo pressante, ma in cui invece percepire un’inquietudine più infida cimentandosi in un “test di conformità”. I giocatori diventeranno cittadini di un ipotetico stato e come tali dovranno rispondere al test per dimostrare di essere conformi, valutando le dichiarazioni di nove personaggi e con regole da rispettare. Quattro i finali possibili,alle prese con le strategie dei servizi di sicurezza e riflettendo sulla presenza dei muri che, prima e dopo Berlino, continuano a comparire nel mondo.

La caratteristica di Wer ist Wer-  chi è chi - sarà proprio quella di avere dei legami con la realtà storica. Cornice perfetta per la presentazione, la Sala Voltoni del Polo del ‘900, dove sarà possibile partecipare all’esperienza fino all’8 dicembre. Come commenta Alessandro Bollo, direttore del Polo, «Per attualizzare la riflessione su un avvenimento importante come la caduta del muro, abbiamo assecondato la natura più sperimentale del Polo che ha portato alla realizzazione di un’escape room sul tema muro di Berlino, un’esperienza di gioco unica che apre nuovi sviluppi per il coinvolgimento dei giovani su temi storici e d’attualità».

Dietro la escape room Wer ist wer c’è il duo milanese di game designer We Are Müesli, vincitore del bando ORA! Produzioni di cultura contemporanea della Compagnia di San Paolo. «Siamo uno studio indipendente di sviluppo di giochi, attivo dal 2013 – racconta Claudia Molinari, visual designer, che insieme all’autore e sceneggiatore Matteo Pozzi costituisce il duo – a ogni progetto dedichiamo un team specifico che fornisce valore aggiunto alla tematica culturale che decidiamo di affrontare. Tendenzialmente infatti ci occupiamo di storie con risvolti culturali e diamo alle nostre esperienze di gioco un taglio stilistico alto. Per noi i giochi sono un media come tutti gli altri, dunque così come il cinema indipendente ha una sua poetica, dei suoi colori e sapori, anche per noi il gioco ha lo stesso tipo emancipazione, è così che lo intendiamo».

Uno storytelling non convenzionale, questa l’idea del duo, che nel tempo si è adattata a progetti e tematiche importanti, raccontandole con l’innovativa prospettiva del gioco. «Dopo il primo successo, Cave! Cave! Deus videt! Abbiamo continuano a fare giochi su temi di studio che ci interessavano – prosegue Claudia – per esempio quello sulla Resistenza nel territorio milanese, la cui immagine guida erano dei fiammiferi, perché tale era la durata delle esperienze raccontante dai personaggi minori, il tempo della bruciatura di un fiammifero».

Valorizzazione del territorio, memoria, cultura: il gioco diventa così un linguaggio per parlare di politica avvicinando pubblici tendenzialmente estranei al mondo del gaming. «Usiamo un linguaggio visivo semplice – chiariscono da We Are Müesli – l’intento è quello di fare delle esperienze inclusive: non si vince e non si perde nei nostri giochi, si resta invece con delle domande o delle interpretazioni che il giocatore può farsi».

Proprio per le possibilità di audience engagement e development in spazi culturali come archivi, biblioteche e centri culturali, Wer ist Wer ha incontrato la collaborazione del Polo del ‘900 di Torino che ha sposato il progetto inserendolo negli eventi per i trent’anni dalla caduta del muro di Berlino. «Dal momento che le escape room sono contenitori di esperienze formidabili e le persone sono sempre molto coinvolte, ci siamo detti che potevamo non usare tematiche fini a se stesse, ma invece altre che potessero far ragionare su temi storici realmente accaduti – fa notare Claudia parlando ancora del progetto – questo non impedisce di lasciare al giocatore la possibilità vivere l’esperienza e fruire lo spazio, ma al tempo stesso lo porta a farsi delle domande, per esempio sulla caduta del muro di Berlino».

Molti linguaggi si mescolano in Wer ist Wer. C’è per esempio il lavoro con una compagnia teatrale, che ha dato i volti a nove personaggi di cui il giocatore dovrà capire la conformità. «Siamo in uno stato ipotetico dove esiste un muro – raccontano i designer – volutamente non parliamo di un luogo preciso perché la riflessione è più generale, ha a che fare con cosa vuol dire vivere al di qua e al di là del muro. Attraverso nove videoriproduzioni di soggetti diversi i giocatori sono chiamati a fare un test sulla lealtà. Un po’ come se l’ipotetico Ministero chiamasse per chiedere di testare la propria lealtà allo stato. Dentro la room, sulla base di ciò che dicono i soggetti si dovrà capire la conformità o meno, partendo dall’idea che ci si è fatta. A seconda delle risposte si verrà reindirizzati. I giocatori, insomma, giudicano per essere loro stessi giudicati: è un processo molto kafkiano».

Un mondo distopico angosciante, tanto finto quanto attuale, con echi alla Black Mirror, ma con dietro un lavoro storico che parte dalle pratiche della Stasi e dall’ossessione per il controllo della DDR dal 1957 al 1989, pratica ricorrente in ogni sistema di potere, dove è fondamentale erigere muri e barriere per stabilire chi è dentro e chi è fuori, chi è normale e chi è diverso, chi è conforme e chi no. «Vorremmo far riflettere su cosa significa vivere in un regime – spiegano ancora i creatori – dietro questa room c’è un lavoro storico profondo della nostra collaboratrice Benedetta Pierfederici, oltre al talento di Paolo Tajé, game designer, e al supporto di due giovanissimi talenti, Nicolò Marchetti e Federico Gambarana. È un team vario, molto diverso da quello delle escape room tradizionali e ci ha permesso di “alzare l’asticella” su come utilizzare il contenitore del gioco unendo qualcosa di diverso».

Quella al Polo del ‘900 di Torino sarà una prima uscita per l’escape room, che sarà fruibile dal 10 novembre all’8 dicembre prenotandosi via mail. Considerato il potenziale pubblico allargato e l’efficacia del linguaggio, We Are Müesli non esclude di portare il format anche altrove, magari all’estero, dal momento che il lavoro che c’è dietro è importante, impegnativo, molto curato – come confermano - secondo noi vale la pena cercare di far provare Wer ist Wer a più pubblici possibili e in più posti».

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