Flashback 2019 a Torino: erranti tra opere d'arte nel tempo e nello spazio

Flashback 2019 a Torino: erranti tra opere d'arte nel tempo e nello spazio

Mostre Torino Mercoledì 30 ottobre 2019

Torino - A spasso nell’arte, viaggiando nel tempo e nello spazio nel giro di pochi passi: questo è Flashback, la fiera dove tutta l’arte è contemporanea. La settima edizione del progetto dedicato all’arte, che si tiene dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour, offre un’occasione straordinaria per chi è interessato all’arte: di renderla accessibile.

Chi visita la fiera diretta da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe può vedere da vicinissimo numerosi capolavori di ogni epoca e genere, entrando in contatto con il mondo dell’arte fuori dai musei e dalle mostre, un mondo che spesso si ritiene distante e dietro confini invalicabili. Se normalmente non si entra infatti in una galleria per vedere le opere che vi sono esposte, qui sono le gallerie che espongono al pubblico i loro tesori. Si può dialogare con i galleristi, scoprire quanto costa un Gauguin o un Fontana, chiedere direttamente ai professionisti dell’arte le storie dietro le opere.

Il titolo dell’edizione 2019 è Gli Erranti / The Wanderers, non a caso. «Abbiamo presentato Flashback come un viaggio nel tempo – spiega la direttrice della fiera Ginevra Pucci – credo che per il grande pubblico possa essere un modo per perdersi in altri periodi ed entrare in una dimensione parallela nella quale poter vivere le opere, alcune anche molto importanti, perché ci sono opere che normalmente si vedono solo nei musei, quindi una grande opportunità».

A Flashback si possono vedere capolavori di tutte le epoche: se la concentrazione maggiore riguarda soprattutto arte antica e moderna, ci sono affascinanti incursioni nel contemporaneo. Si può saltare da Pablo Picasso ad Armando Testa, da Giorgio Vasari a Giorgio De Chirico, da Antonio Canova a Julian Schnabel. «Ci sono gallerie che hanno fatto un bellissimo lavoro di accostamento di opere molto distanti dal punto di vista temporale», nota Pucci.

Inoltre, il fatto che le opere esposte siano acquistabili accorcia le distanze col pubblico, secondo la direttrice, e permette di coglierne il valore «indipendentemente che ci sia la cornice museale che dice che quella cosa è importante», nota. «È pazzesco vedere qui opere che starebbero bene nei musei e sapere che sono in vendita, ma proprio il fatto che siano in vendita ritengo che le rendano più vicine alle persone, perché ci si trova a pensare che possano entrare a far parte della quotidianità. L’arte dovrebbe far parte del quotidiano di ognuno. Alla fine, le grandi opere del passato come ad esempio quelle del Caravaggio erano fatte per le persone, che in esse cercavano messaggi».

Il titolo dell’edizione 2019 diventa un fil rouge che lega l’esposizione delle diverse gallerie. «La nostra idea è che Flashback sia un racconto di cui ogni edizione è un capitolo diverso. Ogni anno serve a focalizzare su un aspetto. Quest’anno gli Erranti ha un doppio significato: sia quello di perdersi nelle opere, ma anche di darsi la possibilità di sbagliare. Tutte le gallerie ci seguono e adattano le loro esposizioni sulla costruzione di un racconto corale, che possa coinvolgere le persone perché alla fine tutto questo lo facciamo per le persone».

Di fianco alle gallerie ci sono tre Flashback exhibition, ovvero tre mostre personali: il primo è il wall painting dei The Wanderers di Sergio Cascavilla, all’ingresso del foyer; c’è poi la doppia personale di Eva Marisaldi e Hidetoshi Nagasawa, Cambiando dimora: i passi nel tempo; e inoltre la mostra Gli anni 80 dedicata a Marco Gastini. Lo stand l'associazione Untitled, partner di Flashback che per il secondo anno ha il compito di curare uno spazio al lavoro di un artista vivente, è dedicato poi alla selezione di opere dell'artista sudafricano William Kentridge, tra cui un impattante arazzo i cui Erranti rimandano all'apartheid e al colonialismo in Africa. Inoltre in ingresso un’area è dedicata al progetto speciale Opera Viva Barriera di Milano.

E se le opere sono il fulcro principale, ci sono incursioni nella musica con Flashback Sound, nell’audiovisivo con l’installazione #ognimareèramingo, talk quotidiani a cura della scuola Holden, laboratori per adulti e per studenti, mentre per il primo anno nasce l’area Food & Drink per declinare in chiave gastronomica il tema dell’edizione 2019.

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