Eugenio in Via di Gioia: dagli alberi alla musica, ecco come prenderà vita la «foresta sonora» collettiva in Trentino - Torino

Eugenio in Via di Gioia: dagli alberi alla musica, ecco come prenderà vita la «foresta sonora» collettiva in Trentino

Attualità Torino Martedì 29 ottobre 2019

© Pixabay

Torino - Quando li avevamo intervistati, nella primavera 2019, gli Eugenio in Via di Gioia ci avevano raccontato di un album, il loro terzo lavoro, Natura viva, che aveva al centro della riflessione la natura. Non solo una metafora, ma un tema portante che, se già nel precedente album Tutti su per terra era accennato, in questo nuovo lavoro diventa il grande protagonista, facendo delle canzoni dei piccoli manifesti di un’epoca, sguardi sul mondo.

Sono gli sguardi di una generazione che è scesa in piazza più volte durante il 2019 aderendo agli scioperi globali per il clima, eventi che hanno coinvolto decine di migliaia di giovani a Torino e hanno visto presenti in piazza con la loro musica anche gli Eugenio in via di Gioia. Che la band torinese, formata da Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici sia particolarmente attenta ai temi ambientali non è una novità: se infatti il frontman della band, Eugenio Cesaro, è stato recentemente ospite al Festival dell’Innovazione e della Scienza di Settimo torinese proprio per un talk tra musica e parole dedicato alla sostenibilità, l’impegno del gruppo era già serpeggiato in rete grazie al progetto Lettera al prossimo, promosso proprio in occasione dello sciopero per il clima di settembre 2019.

Lettera al prossimo è il titolo di uno dei brani di Natura viva: «Giurami che veglierai con me se no poi domani saranno guai» si dice nella canzone, un inno al futuro del pianeta che è diventato qualcosa di più concreto, una campagna di impegno attivo per una natura davvero viva. La band ha così lanciato una piattaforma dove era possibile far nascere e crescere una foresta collettiva donando una cifra a scelta a partire da un euro. Più salivano le donazioni, più diminuivano i giorni che allontanavano il presente da una realizzazione concreta, la piantumazione di una foresta. Il conto alla rovescia è stato velocissimo, in una inaspettata e autentica azione collettiva organizzata dalla band insieme a Federforeste – Federazione Italiana delle Comunità Forestali.

«Doveva arrivare nel duemila e cinquanta e invece sta per essere completata dopo poco più di una settimana. Abbiamo risparmiato 31 anni in 10 giorni esatti, abbiamo azzerato il counter e la nostra foresta collettiva è in arrivo» scrivevano gli artisti a pochi giorni dal lancio della piattaforma, sul loro profilo facebook, davanti a una campagna conclusa con successo in soli dieci giorni. E una volta raccolti i fondi? L’impegno degli Eugenio in Via di Gioia non si è fermato alle parole e alle promesse.

Una Lettera al prossimo diventata azione concreta, e una lettera vera, quella che Federforeste inviava a ottobre agli stessi Eugenio in Via Di Gioia: «accogliamo con estrema soddisfazione la notizia del velocissimo raggiungimento dell'obbiettivo economico prefissato e finalizzato alla ripiantumazione di una foresta abbattuta dalla tempesta Vaia in Trentino. Federforeste dal canto suo è impegnata nell'individuazione del sito ove effettuare all'inizio della nuova stagione vegetativa, le opportune pratiche di ripiantumazione e le successive cure che possano garantire un buon attecchimento e crescita della nuova foresta»

Oggi, 29 ottobre, a un anno esatto dalla tempesta Vaia che distrusse 42.500 ettari di bosco nel nord-est Italia, arriva la notizia del luogo dove la foresta collettiva prenderà vita, rigenerando uno dei boschi rasi al suolo da quel terribile evento atmosferico. «La nostra lettera al prossimo sarà destinata alla foresta di Paneveggio, Trento – scrivono gli Eugenio - questa primavera saranno piantati i nostri abeti rossi. Paneveggio è notoriamente conosciuta come la foresta degli abeti di risonanza e per la costruzione dei violini stradivari, in altri termini, la musica la fa da padrona».

Insomma, una bellissima storia di musica e passione, che non poteva concludersi diversamente, tra l’incanto degli abeti “sonori” e l’entusiasmo di una band nata per le vie di Torino e oggi tra le più originali della scena italiana. E mentre la natura torna viva laddove era stata distrutta, la band rassicura di tenere informata la sua community che si è dimostrata così attiva e sensibile nei confronti della foresta: «vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi, affinché il nostro impegno sia duraturo e le nostre azioni concrete – annunciano - Siamo ufficialmente partiti». Non resta che seguirli, sul sito e sulla pagina Facebook.

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