Bruttissima: a Torino il nuovo evento diffuso nella settimana dell'arte contemporanea

Bruttissima: a Torino il nuovo evento diffuso nella settimana dell'arte contemporanea

Mostre Torino Martedì 29 ottobre 2019

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Torino - È la settimana di Artissima a Torino, e del microcosmo di fiere ed eventi artistici che creano la galassia della settimana torinese dell’arte contemporanea. Non c’era momento migliore dunque per lanciare il proprio messaggio sotto i riflettori del grande mondo dell’arte, ed ecco che da martedì 29 ottobre a domenica 3 novembre scende in campo, per la sua prima edizione, Bruttissima.

Descritta come «l'evento irrinunciabile della settimana dell'arte contemporanea torinese», Bruttissima è la nuova proposta del collettivo Simplification Art, che proprio in occasione della settimana di Artissima era uscito allo scoperto nel 2018 promuovendo la nascita di Brutto. Un modo anonimo, ironico e irriverente per puntare il dito contro ciò che non piace, in un’epoca in cui a dominare è il like imperversante sui social.

Un anno fa Brutto si esprimeva così in merito all’azione di “impacchettamento” della Caserma di via Asti: «Vogliamo offrire a tutti non solo il disappunto ma soprattutto il valore del disappunto e la consapevolezza del ruolo che inevitabilmente abbiamo di fronte all'arte e alle sue provocazioni. Al pubblico la scelta: fermarsi a un segnale o superarlo, smentirlo o confermarlo, rimuoverlo o lasciarlo». Bruttissima sarà dunque «poco sperimentale, per nulla innovativa, e dedicata a un pubblico Brutto ma sofisticato», questa la descrizione dell’evento diffuso sul territorio, la prima rassegna gratuita, diffusa, site-specific, «disallineata, autoprodotta e autoautorizzata» dell'intero panorama cittadino. Bruttissima sarà una collezione di opere e installazioni «realizzate senza nessuno scopo politico ma con la sola volontà, soggettiva e non richiesta, di dire brutto».

«Se è brutto, è brutto», è fin dalla nascita il claim del collettivo Simplification Art che propone una protesta e una provocazione fuori dal coro, priva dell’ipocrisia che riveste tutta l’arte di bellezza estetica. Gli interventi di Brutto sono sempre legati a spazi specifici, con la volontà di ripensare luoghi, piazze e quartieri di Torino accendendo la riflessione sul loro statuto estetico e la loro funzione all'interno del tessuto urbano.

E così sarà dunque anche per Bruttissima, una rassegna di luoghi che spaziano dal Girone Baldissera, a Mike chiama Mike, in corso Siccardi angolo via Cernaia, e ancora la Tuttobrutto, in via San Tommaso angolo via Pietro Micca, e piazzale Valdo Fusi con Led led led, ma anche la collinetta del Valentino su corso Massimo D’Azeglio, dove ci sarà un Google Street Brutto, per terminare sui Murazzi del Po Gipo Farassino, con Bruttino e Bruttina, «omaggio alla movida negata e all’approdo fantasma». Non mancherà l’area Kids, come in tutte le fiere che si rispettino: la si troverà in largo Montebello, si potrà portare la letterina per Brutto e farsi un selfie sotto l’albero con un Babbo Natale speciale.

Una provocazione bruciante, che punta il dito sulle contraddizioni irrisolte di una città dinamica e fortemente legata al mondo dell’arte contemporanea, come dimostra la ricchezza della settimana di Contemporary Torino. In quanto contemporaneo, anche il messaggio di Brutto ha da raccontare la sua opinione, che si tinge di ulteriore e divertito sarcasmo con la rassegna di targhe commemorative che sarà parte di Bruttissima: piazza Baldissera e i suoi problemi di circolazione, il Murattolo del Balon, il Grattacielo Rai “di nessuno”, Palazzo Nuovo, definito “nuovo ma sempre brutto”, il Jurassik Park dell’ex zoo di corso asale, e la Caserma La Marmora. Un’infilata di punti “caldi”, ricorrenti nella cronaca amministrativa della città e fulcro di numerose polemiche, tutte andate in scena nell’ultimo anno, da quando Brutto ha deciso di scendere in campo a raccontare la propria protesta.

Dopo aver “impacchettato” la caserma La Marmoria di Via Asti in occasione di Paratissima 2028 con un nastro decorato dalla scritta brutto, il collettivo era tornato ad agire di notte in piazza Baldissera. La grande rotonda, già alla ribalta per suoi ingorghi automobilistici da incubo, finiti nella cronaca cittadina, era stata segnalata come luogo brutto di Torino, e ancora una volta “impacchettata” con un nastro dal messaggio chiarissimo ed esplicito: brutto.

Ancora, alle soglie del Natale 2018 il collettivo aveva acceso su Piazzale Valdo Fusi una insolita “luce d’artista” a tema Brutto, descrivendola come «la luce d'artista che era sempre mancata, un modo per dire, dopo Milano e Roma, buon Natale alla nostra città. Ovviamente nulla di personale o politico ma solo la volontà soggettiva e non richiesta di accendere Brutto». Azioni non solo torinesi, perché durante il Festival di Sanremo 2019 Brutto era passato anche in Riviera, manifestandosi con la scritta Brutto apposta sulla statua di Mike Buongiorno, nel centro di Sanremo.

«Brutto – spiegava il Collettivo in occasione di Paratissima 2018 – segnala la possibilità che un luogo, un oggetto e addirittura una manifestazione possano essere suscettibili di disappunto estetico. Senza sottotesti politici, Brutto asseconda invece la democraticità dell'arte ed esalta il rapporto profondo che unisce artista e fruitore». Il disappunto estetico si esprimerà ancora una volta attraverso gli strumenti dell’arte urbana, diventano con Bruttissima un festival diffuso tra quegli stessi spazi urbani messi in discussione con nastri, cartelli, installazioni. L’arte contemporanea, del resto, ha l’innato potere di raccontare l’arte stessa e rimetterla in discussione, anche e soprattutto nel rapporto con il pubblico. Un potere che si eleva al quadrato quando applicato a spazi vivi e vissuti come le stesse città, tessuti brulicanti di contrasti e problematiche, estetiche ma non solo.

Come tutte le fiere d’arte, anche Bruttissima avrà i suoi punti di ristoro in città, diffusi come le stesse “opere”, e non mancherà uno shop con il merchandising autorizzato. Strizzata d’occhio finale, l’allerta sul meteo: «in caso di brutto tempo – dice il Collettivo – fastidi o collezionismo, le opere potrebbero essere danneggiate, rimosse o rubate».

Pronti a scendere in strada alla ricerca di Brutto? Maggiori indizi, tra una risata e una riflessione sull’arte urbana, sui canali social del Collettivo Simplification Art, Facebook e Instagram.

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