Primo Levi: in mostra alla Gam di Torino le Figure in filo di rame

Primo Levi: in mostra alla Gam di Torino le Figure in filo di rame

Cultura Torino Giovedì 24 ottobre 2019

© Mario Monge

Torino - Un poliedro: così è Primo Levi, figura di intellettuale sfaccettata, chimico, scrittore, ma anche amanti di giochi matematici e creativo. Ed è proprio questo suo lato artistico ad arrivare in mostra alla Gam di Torino per uno degli appuntamenti parte dell’esteso calendario allestito dal Centro Studi Primo Levi in occasione del centenario dalla nascita dello scrittore. Figure, questo il titolo dell’esposizione: un percorso anomalo, per raccontare un lato altrettanto insolito dell’autore. Sono infatti quattordici le sculture in filo di rame realizzate dallo stesso Primo Levi che arrivano in mostra alla Wunderkammer della Gam dal 25 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020. 

Una vera “stanza delle meraviglie”, spazio di nicchia, sofisticato e affascinante, in cui scoprire uno dei tanti mondi di Primo Levi, quello intrecciato tra gioco e fantasia con fili di rame recuperati da scarti di lavorazione diventati creature del mondo animale e non solo, e regalate nel corso degli anni ad amici e parenti. È proprio così che sono state recuperate le opere in mostra, una per una cercate e rintracciate tra coloro che ne possedevano una. «Conoscevamo grazie alla famiglia di Primo Levi le persone cui lui aveva donato queste sculture - spiega Dario Disegni, a capo del Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Centenario della nascita di Primo Levi, tra le cui attività si inserisce anche la mostra alla Gam – le abbiamo rintracciate, alcune erano a casa, altre erano state regalate a parenti e amici. Sono stati contattati uno per uno e tutti generosamente hanno acconsentito a prestare questi materiali per una mostra che rappresenta una prima assoluta. Ognuno di loro era in una casa, li abbiamo raccolti, messi insieme e presentati in un allestimento che trovo molto bello con delle campane che permettono un dialogo diretto di ciascuno dei visitatori con ogni opera, ciascuno ha inoltre una frase tratta dai testi di Primo Levi che rimanda un po’ al senso di queste opere. È certamente una mostra molto particolare, non la classica mostra d’arte che si viene a vedere alla Gam, ma un percorso che dimostra un aspetto particolare di una persona straordinaria che il Centro Studi Primo Levi è impegnato a studiare da dieci anni e ancora per tanto tempo a venire. Il centenario è naturalmente un momento particolare ma serve anche per richiamare l’attenzione su un lavoro in corso che proseguirà nei prossimi anni. Riteniamo che il messaggio di Primo Levi che arriva dalle sue opere e dalla sua testimonianza sia di straordinaria attualità e abbia molto da insegnarci in un periodo così difficile e critico come quello che stiamo vivendo».

Al centro del percorso, la manualità, uno dei tanti “fili” della rete Primo Levi, quello ricordato anche dal film documentario trasmesso dalla Rai in occasione del compleanno di Primo Levi, lo scorso 31 luglio, Le mani di Primo Levi, a cura di Bruna Bertani. Non solo sculture in rame, tra i diversi colori del metallo e forme talvolta estremamente naturali e altre volte sognanti, come le figure che ricordano i mostri di Alfred Jarry con le loro spirali, ma anche l’ago per la lana e i bottoni, ma spunti per ulteriori mondi, idee, percorsi. Ci sono materiali di laboratorio, pagine di esercizi tra la matematica e la geometria, che accomunavano Primo Levi al padre, e i primi esperimenti di grafica al computer, un Machintos datato 1984. E poi ci sono i libri, quegli spunti per le Storie Naturali che tanto respiro hanno conferito alla scrittura di Primi Levi, troppo spesso relegato al mero ruolo di testimone dell’orrore nazista, e invece intellettuale dai mille interessi, e dalla penna tra le più efficaci del Novecento.

Una mostra insolita per la Gam, a confermarlo il direttore Riccardo Passoni: «Siamo stati contattati dal Centro Primo Levi di Torino nell’ottica di una partecipazione al lungo calendario di eventi, ma non avevo idea di cosa fare sul fronte di un museo di arte con un personaggio noto per essere uno scrittore e un testimone – ha detto infatti – Dario Disegni ha avuto l’idea di mostrare questo materiale, e da qui è nata la collaborazione e l’allestimento inedito che esplora l’universo creativo di un Primo Levi che non avremmo mai immaginato».

«Se faccio, capisco», è con questa frase di Bruno Munari che Ernesto Ferrero, presidente del Centro Primo Levi, ha illustrato il senso del percorso tra le opere di filo di rame, evidenziando la voglia di Levi di capire attraverso il fare, l’azione delle mani e la sua centralità. Un piccolo universo in una costellazione varia della quale molti riferimenti sono proprio nella bacheca centrale che corre nella Wunderkammer tra le singole scultura. Scoprirlo, e meravigliarsi di ogni sua declinazione, tra la chimica, la manualità, la stessa città di Torino, la natura, gli animali, è tra gli obiettivi del Centro Primo Levi, guidato dal direttore Fabio Levi che non ha mancato di ricordare gli appuntamenti passati che hanno ricordato l’autore nel corso del 2019, per il centenario, e quelli che ancora arriveranno, come la lettura in più lingue di La Tregua, o come l’omaggio alle Lezioni Primo Levi, che vedrà riuniti tutti gli studiosi che nel corso degli ultimi dieci anni si sono occupati di peculiarità del pensiero del chimico-scrittore torinese.

Tutti gli appuntamenti del calendario per il centenario di Primo Levi sono consultabilisul sito dedicato, mentre la mostra Figure sarà visitabile alla Gam dal 25 ottobre 2019 al 23 febbraio 2020. Fino al 31 gennaio 2020 è invece possibile visitare a Palazzo Cisterna la mostra I mondi di Primo Levi

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