Il Cap 10100 di Torino riapre tra concerti, musica e novità

Concerti Torino Mercoledì 9 ottobre 2019

Il Cap 10100 di Torino riapre tra concerti, musica e novità

Torino - È un grande ritorno sulla scena dei locali di Torino, quello del  Cap 10100, che riapre i battenti giovedì 17 e venerdì 18 ottobre 2019 con una doppia grande festa. Il 17 ottobre sarà una giornata su invito riservata all'incontro con le istituzioni, mentre il 18 ottobre sarà invece la giornata di festeggiamenti aperta al pubblico con ingresso gratuito, con festa la sera a partire dalle 21.00 quando sul palco si alterneranno la band bolognese Altre di B, Frank Sativa , i dj Skip e Cerotta.

Dopo un arresto forzato di due anni, il centro polifunzionale che si affaccia sul Po nella zona tra Vanchiglia e San Salvario è quindi pronto a riprendere la propria attività, per rinverdire e superare i traguardi che aveva raggiunto prima della chiusura. Perché al CAP10100 hanno avuto il lancio varie band della scena indipendente e progetti culturali torinesi, e sul suo palco sono passati tra gli altri Niccolò Fabi e i Verdena, gli Ex-Otago e Willie Peyote, Ermal Meta e Eugenio in Via Di  Gioia, Levante e Punkreas. E non solo concerti: il nuovo CAP10100 apre tutti i giorni sin dal mattino, offrendo insieme all’associazione Ideificio Torinese spazi aggregativi e laboratori per giovani e non solo.

Nel 2017, per una questione di concessioni limitrofe, l'amministrazione pubblica ha sospeso i servizi del locale senza preavviso. «Un passato che speriamo di dimenticare presto», commenta Valentina Gallo, presidentessa dell’Associazione Orfeo che dal 2012 gestisce gli spazi comunali di Corso Moncalieri 18. «Abbiamo avuto uno stop che non è stato né tecnicamente amministrativo né di sicurezza, ma che è in prima istanza è stato un atto politico e a cui è poi stato abbinato un atto amministrativo», commenta. «La motivazione era tutt’altro che sciocca, ovvero una compresenza di più attività in uno stesso palazzo con insufficienti entrate e uscite di sicurezza»: evento che si è verificato, spiega Valentina, «a causa di concessioni fatte erroneamente dallo stesso ente che poi si è accorto dell’errore. Lì per lì sembrava si dovesse venirne fuori con una soluzione nel giro di poco tempo. Effettivamente, nel settembre 2017 noi e tutti gli altri concessionari di Corso Moncalieri 18 ci presentammo in Circoscrizione con il Comune di Torino, proponendo la soluzione che hanno poi attivato due anni dopo».

La ripartenza, supportata, dalla circoscrizione 8 e del Comune di Torino era tutt’altro che scontata, perché tanta inattività è economicamente impegnativa. «Due anni di stop dal giorno alla notte significa riempirsi di debiti. Da quando abbiamo annunciato la riapertura abbiamo avuto dimostrazioni d’affetto e solidarietà gigantesche – dice Valentina – ma, dato che guardiamo anche agli errori che facciamo, sappiamo che ci sono state anche rimostranze. Tanti debiti causati dalla chiusura li stiamo già pagando, quelli a cui non siamo ancora arrivati verranno comunque affrontati una volta riattivato lo spazio».

«Non ci scorderemo mai cosa sono stati questi due anni di attesa – ribadisce – che non è stata un’attesa solo per noi, ma ci sono state associazioni che non hanno potuto fare progetti, persone che hanno perso il lavoro... non riapriamo come se niente fosse. Non me la prendo per le critiche che ho ricevuto, perché è umano cercare il capro espiatorio,e con chi altro se la sarebbero dovuta prendere?». Oltre a risolvere le questioni ancora aperte, l’Associazione Orfeo guarda al futuro del CAP10100, che va oltre l’offerta live: «In passato abbiamo peccato in comunicazione. Delle nostra attività risaltavano le serate e i concerti, ma noi anche prima della chiusura stavamo aperti tutto il giorno. Ora vogliamo che questo sia chiaro a tutti».

Il CAP10100, che con la riapertura conta 300 metri quadri in più, è infatti uno spazio sociale attivo tutti i giorni sin dal mattino fino al tardo pomeriggio o a sera in caso di eventi dal vivo. Si rivolge soprattutto ai giovani, in una fascia di età che va dai 14 ai 25 anni con tante proposte diurne, e l’accoglienza nei confronti di associazioni e singoli che vogliano proporre idee. «Siamo un centro del protagonismo giovanile della Città di Torino: se hai un interesse o ne cerchi uno nuovo, vieni al CAP sicuramente troverai un progetto interessante per te, o con il Partecipa e Proponi lo puoi presentare e sviluppare» spiega ancora Valentina. Tre i concetti chiave intorno a cui ruota la proposta del CAP10100: “Cultura è lavoro”, ovvero perché «chi lavora in ambito culturale, che sia musicista, artista, organizzatore di eventi, possa vivere della propria professione e non debba sentirsi chiedere “Cosa fai di lavoro?”»; “Innovazione”, perché «siamo un modello culturale interessante che vede una rete di associazioni, imprese e istituzioni, e vorremmo che diventasse un esempio di best practice»; e “Sostenibilità a 360°”, che non riguarda solo quella ambientale con utilizzo di materiali organici o riciclabili, ma anche economica, di uguaglianza sociale e cittadinanza attiva.

Insomma, il CAP10100 «deve essere il posto di tutti, anche di quei progetti che magari in periferia zoppicano e a cui invece il nostro spazio si presta. Deve avere una funzione di questo genere e deve stare in piedi, quindi deve aver la collaborazione di istituzioni, partner, sponsor e del privato sociale che è fondamentale, perché l’associazionismo è il tessuto della nostra città».

Ecco quindi come si svolgerà la settimana tipo al nuovo CAP10100. «Dal lunedì al mercoledì, salvo eventi straordinari, dalle 9 del mattino fino al pomeriggio, gli spazi del locale offriranno spazi aperti di aggregazione non strutturata dove fare riunioni associative, studiare, trovarsi insieme. Dalle 17 prenderanno il via vari laboratori come teatro in inglese, danza, yoga, progetti specifici dedicati alla figura femminile». Tra questi anche uno Spazio Safe, dedicato alla prevenzione di ogni forma di violenza e problematiche relazionali in luoghi pubblici insieme a volontari che si occupano di gestione del conflitto. Di giovedì, venerdì e sabato il CAP10100 rimarrà aperto fino a tarda serata riprendendo la programmazione di concerti ed e eventi dal vivo. La domenica il locale sarà chiuso, tranne due domeniche al mese in cui verranno proposte attività diurne per giovani e per famiglie con ragazzi.

L’offerta live non si rivolgerà solo ai giovanissimi ma anche alle fasce di età superiori: ad esempio, l’8 dicembre già in programma uno spettacolo di Paolo Jannacci. «Essendo il nostro uno spazio così grande in un punto centrale, nella nostra programmazione culturale vorremmo avere un taglio più ampio, da casa del quartiere. Anche la ristrutturazione è stata pensata in questo senso, ripensando tutti gli spazi, dai bagni in su. Per quanto riguarda le grafiche ci ispiriamo al Po, quindi tutto avrà un mood più fluviale, con verdi scuri e color petrolio».

Nel frattempo, la parte di teatro ricomincia con l’offerta laboratoriale, mentre la rassegna vera e propria ripartirà probabilmente con l’anno nuovo. «Purtroppo il teatro senza sostegno economico non si può fare: stiamo cercando di riaprire i dialoghi con gli enti che ci finanziavano in precedenza, anche questo è stato un grosso danno dato dalla chiusura».

La squadra dell’Associazione Orfeo è pronta alla ripartenza, e Valentina si augura che quella del CAP10100 sia un segnale di rinascita per la città. «È tutto da ricostruire – conclude Valentina – ma siamo una bella squadra e ce la faremo. Questi primi due mesi ci ripresentiamo e ci riassestiamo. Abbiamo chiaramente bisogno del supporto della città che tanto ci ha detto di aver sentito la nostra mancanza.  La nostra riapertura è un segnale importante per Torino. Sono leggermente sotto pressione, ma spero di fare un buon lavoro e spero che sia replicabile. Vorrei che dal CAP10110 i poi riaprisse tutto, che tornassero a lavorare tutti, che imparassimo tutti dagli errori passati».

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