World Press Photo 2019 a Torino: una finestra sul mondo in più di 150 fotografie

Mostre Torino Venerdì 27 settembre 2019

World Press Photo 2019 a Torino: una finestra sul mondo in più di 150 fotografie

© John Moore Getty Images

Torino - Dal 27 settembre al 17 novembre arriva alla ex Borsa Valori di Torino la mostra World Press Photo 2019. «Un album drammatico che lasciamo alle generazioni future», ecco cosa rappresenta la mostra, per il terzo anno a Torino, che raccoglie il meglio del fotogiornalismo mondiale in 155 scatti di grande impatto, un’occasione per scoprire la potenza di un lavoro delicato e pericoloso, e per farsi toccare in prima persona dal racconto di ciò che accade nel mondo. Scene di guerra, di confini, di morte, distruzione e crisi climatica che porta a siccità e fughe: c’è la sofferenza viva negli scatti da tutto il mondo di World Press Photo, ma c’è anche la bellezza della natura e dell’umanità negli scatti che immortalano attimi rari del mondo animale e istanti di successo in gare sportive.

Eventi, frontiere, sfide: c’è tutto il pianeta nel lavoro che seleziona le foto vincitrici del concorso che ogni anno vede parteciparemigliaia di fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais. Ogni anno i partecipanti si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports, Spot News. Obiettivo aggiudicarsi l’ambito premio ed un posto in questa mostra.

Tra le immagini che raccontano il 2018 si trova la vincitrice del World Press Photo of The Year 2019: Crying Girl on the Border di John Moore dell’agenzia Getty Image. L’immagine, di grande pathos, ritrae una bambina honduregna di circa due anni, Yanela, in un pianto disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio, è costretta a metterla a terra mentre viene perquisita da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico.

Promosso dall’omonima fondazione con sede ad Amsterdam, World Press Photo da 55 anni lavora in difesa del fotogiornalismo e dei reporter, presentando le foto più importanti della scena mondiale per raccontare lo stato attuale del fotogiornalismo. I 155 scatti in mostra sono stati selezionati tra settantamila foto in concorso, una collezione definita incredibile per il potere vivo del mezzo fotografico di catturare la complessità di storie spesso catastrofiche come quelle che hanno a che fare con gli impatti della crisi climatica e le sue catastrofiche implicazioni. La giuria che le ha selezionate era presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi. Tra i giurati c’erano anche il fotografo Neil Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah,  il responsabile dei progetti speciali di TIME Paul Moakley, la fotogiornalista Alice Martins e la fotogiornalista di Associated Press Maye-e Wong.

La novità di quest’anno all’interno delle categorie premiate è stata l’introduzione del premio World Press Photo Story of the Year, assegnato al fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto storie fotografiche con eccellenti editing, riguardanti un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”. Ad aggiudicarsi la nuova sezione l’olandese Pieter Ten Hoopen con con il progetto The Migrant Caravan: un foto-racconto, realizzato tra ottobre e novembre, dedicato all’immigrazione e alla più grande carovana di migranti partita dall’Honduras (e che ha raccolto persone da Nicaragua, El Salvador e Guatemala) e diretta negli Stati Uniti con oltre 7000 persone, tra cui almeno 2300 bambini (secondo quando affermato dalle agenzie delle Nazioni Unite).

Cinque i lavori degli italiani in mostra. Il reportage La crisi del lago Ciad di Marco Gualazzini, dell’agenzia Contrasto, ha vinto il primo premio per la sezione Environment stories. È stato Lorenzo Tugnoli, sempre dell’agenzia Contrasto, il vincitore del primo premio nella sezione General news stories con il reportage La crisi in Yemen realizzata fotografando i campi dei rifugiati, gli ospedali e la linea del fronte. Sarà esposto anche lo scatto di Daniele Volpe, fotografo indipendente, secondo premio foto singole per la sezione general news con Still Life Volcano. E ancora, ospiti della sezione Digital Storytelling saranno gli autori del video Ghadeer: Matteo Delbò, filmaker Rai, e la torinese Chiara Avesani, giornalista freelance, e collaboratrice di Report (Rai) e Sky News. Il loro lavoro è risultato vincitore del terzo premio nella categoria short video, nonché parte del progetto Frontline of peace: documentari web sugli sforzi di ricostruzione in Iraq.

La mostra torinese, che si inserisce nel tour italiano di World Press Photo 2019, ha l’obiettivo di avvicinare realtà geografiche lontane: una finestra sul mondo, sulla quale soffermarsi per capire, riflettere, e ancora una volta per tornare a toccare con viva mano i drammi e le bellezze del mondo, tornando ad apprezzare il durissimo lavoro dei fotogiornalisti, spesso freelance e spesso esposti a grandi rischi.

Tra le novità della mostra 2019 l'esposizione delle opere vincitrici della sezione Digital Storytelling, per la prima volta a Torino. Si tratta dei video racconti di giornalisti visivi, produttori o narratori realizzati con l’uso della tecnologia digitale e fruibili anche con smartphone o tablet per i quali saranno allestite due sale di proiezione dei cortometraggi premiati e un monitor touchscreen dedicato alla sezione interactive. Proposte anche delle audioguide dove le voci dei fotografi raccontano in prima persona le sensazioni provate durante gli scatti.

Una mostra che anche un festival di attualità grazie al programma di incontri che prenderà vita a Torino durante l’esposizione di World Press Photo. A ingresso gratuito, gli incontri toccheranno grandi temi contemporanei, dall’emergenza ambientale ai diritti negati alle donne in molti paesi del mondo, ma anche dibattiti sul giornalismo e le nuove frontiere della comunicazione. Senza dimenticare la storia: ha infatti confermato la sua partecipazione per raccontarsi al pubblico di World Press Photo Bruno Segre, decano dei giornalisti torinesi che con i suoi 101 anni è visitatore fisso delle precedenti edizioni.

Tutte le informazioni sulla mostra World Press Photo 2019 a Torino sono online.

Approfondisci con: Il cambiamento climatico in Perù: il racconto di tre giornalisti torinesi, 14 novembre 2019 , Tutta mia la città, Enrica Tesio e Daniele Solavaggione, 15 novembre 2019 , World Press Photo 2019 a Torino, fino al 17 novembre 2019

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