Parole da salvare: a Torino in arrivo un dizionario Zanichelli gigante

Parole da salvare: a Torino in arrivo un dizionario Zanichelli gigante

Cultura Torino Giovedì 26 settembre 2019

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Torino - Salvare le parole: questo l’intento dell’iniziativa 2019 di Zanichelli, che sarà in tour per diverse città italiane con un dizionario Zingarelli gigante, l’AreaZ, una zona a lessico illimitato in cui trovare le parole giuste per esprimere il mondo, allestita per adottare parole che rischiano di essere dimenticate. #Paroledasalvare, hashtag che vorrebbe riprendere la campagna del 2018, che portò graffiti cancellabili per le strade delle città, arriverà anche a Torino in via Garibaldi, nel tratto pedonale tra corso Palestro e piazza Statuto. Il dizionario gigante sarà installato da domenica 29 settembre a venerdì 4 ottobre, dalle 10.00 alle 19.00.

Passanti, cittadini e visitatori saranno invitati a scegliere una parola e a prendersene cura, usandola in modo opportuno. Ma quali saranno le parole a rischio? Sullo Zingarelli 2020 sono segnalate con un fiorellino, un simbolo grafico che accompagna ben 3126 parole. Sono loro le parole da salvare, termini della lingua comune sempre meno presenti nell'uso scritto, orale e nei mezzi di informazione. Ed è con la volontà di difendere queste parole – spesso trascurate a favore di sinonimi più comuni e intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive – che la casa editrice Zanichelli presenta il progetto 2019.

Come funzionerà il dizionario gigante? Nell’AreaZ sarà presente un monitor installato sulla ideale quarta di copertina del tomo gigante. Un touchscreen proporrà a rotazione 5 dei 3126 lemmi da salvare. Una volta selezionata la parola che più si preferisce salvare, spazio ai social, perché sarà possibile postarla sui propri canali Facebook e Instagram con il suo significato, diffondendo e condividendo parole e significati. Per chi ai social network preferisce le reti sociali tradizionali Zanichelli ha pensato a cartoline vere e proprie: ogni cartolina conterrà una parola da salvare con il suo significato, da affrancare e spedire.

Missione didattica in forma giocosa, l’intenzione di Zanichelli è quella di far conoscere una parte meno nota del patrimonio lessicale italiano, ma anche di invitare al suo utilizzo, per ritrovare il gusto di prediligere parole meno consuete arricchendo di sfumature il proprio modo di comunicare. Un processo contrario alle mode che favoriscono parole nuove e neologismi, ma che premia la capacità di scegliere esattamente il termine più giusto, quello più calzante per esprimersi nella maniera più chiara ed efficace possibile.

Una parola vale l’altra? Certo che no. Perché, come ricorda Zanichelli, «anche i sinonimi non ripetono il medesimo concetto, rivelando così il valore insostituibile di molte parole da salvare, per fare a meno delle quali si è costretti a usare al loro posto spiegazioni più o meno lunghe e articolate, ma anche molto meno icastiche, cioè meno espressive, meno vivide, meno precise».

Al centro del progetto, la facoltà di riflettere sul rapporto con sé e con la realtà circostante. Come spiega ancora Zanichelli infatti «il lessico è l’insieme delle parole usate da una comunità di parlanti. La parola, facoltà ed espressione peculiare dell'essere umano (che rimanda alla ricchezza originale, al pecus “bestiame”), è uno strumento essenziale di comunicazione ed è in stretta relazione con l'attività del pensare. L’impoverimento del lessico comporta spesso un impoverimento del pensiero, del ragionamento e della capacità di comunicare, quindi di essere in relazione con l’altro. Ampliare il proprio lessico non significa pavoneggiarsi o peggio assumere toni snobistici, ma significa arricchire gli strumenti a disposizione per sviluppare la propria personalità e migliorare la propria capacità di comprensione».

Alcuni esempi? Invece di affermare che qualcuno ci vuole“ingannare” o “prendere in giro”, possiamo usare abbindolare (che rinvia al “bindolo”, all'arcolaio che girava per dipanare una matassa trasformandola in gomitolo), circuire (che rinvia a sua volta a una circolarità, a un “andare intorno”) oppure irretire (che rimanda invece a un a un “prendere nella rete” e che contiene anche il significato di “sedurre”, cioè di condurre a sé). Un atteggiamento può essere definito ondìvago, che in letteratura significa propriamente “che vaga sulle onde”, e oggi è usato espressivamente anche nel linguaggio non letterario col significato di “incerto” o “indeciso”, “tentennante”.

Altri esempi di parole da salvare sono recalcitrare (originariamente “indietreggiare  tirando calci”, detto per esempio di cavalli o muli, e più in generale “rifiutarsi, fare resistenza a una proposta o altro”), pusillanime (dall'animo piccolo, meschino), adombrarsi (spaventarsi davanti a un’ombra, nel caso di un cavallo, ma più in generale “turbarsi, rabbuiarsi, incupirsi”) o ancora sciatto, che significa trascurato, non accurato, da un latino exactus (ex aptus) cioè non adatto, non conveniente, approssimativo – per esempio in prosa sciatta, linguaggio sciatto.

E se le etimologie capaci di rivelare storie e stratificazioni socio-linguistiche saranno utilizzate anche nelle scuole per progetti didattici, a tutti è invece rivolta la sfida di aprirsi a parole da salvare, per allargare non solo il proprio vocabolario, ma la propria capacità di raccontare la realtà (e non solo). Zanichelli fornisce infatti alcuni lampanti esempi di frasi in cui una sola parola contribuisce a veicolare in maniera chiara e non fraintendibile un concetto.

Ero al parco quando venni assalita da un cane piccolo, tozzo e ringhioso può diventare Ero al parco quando venni assalita da un botolo.

Quelle nuvole precedono e annunciano una tempesta può diventare Quelle nuvole sono foriere di tempesta

Narrano che quel santone fosse in grado di sollevarsi in aria fisicamente, contro le leggi della gravità può diventare Narrano che quel santone fosse in grado di levitare

Elisa mi sembra una giovane donna attraente e sensuale può diventare  Elisa mi sembra una nàiade

Vegetariano o vegano? No, mangio di tutto può diventare Vegetariano o vegano? No, sono onnivoro

Tende a indulgere in atti di ossequio eccessivamente cerimoniosi e adulatori può diventare Tende a indulgere in salamelecchi

Osservate la bellezza dei sottili getti d'acqua che sgorgano con impeto di quella fontana può diventare Osservate la bellezza degli zampilli di quella fontana.

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