Flashback 2019: a Torino la fiera d'arte al Pala Alpitour è dedicata agli «erranti»

Mostre Torino Giovedì 26 settembre 2019

Flashback 2019: a Torino la fiera d'arte al Pala Alpitour è dedicata agli «erranti»

Torino - L’arte è tutta contemporanea, da sempre il claim di Flashback, la fiera d’arte che tornerà a Torino per la sua settima edizione, dal 31 ottobre al 3 novembre al Pala Alpitour. Tema dell’anno, gli erranti, “the wanderers”, un tema declinato come sempre nella galassia del contemporaneo.

«Passati 7 anni si inizia ad avere un’idea di cosa stiamo facendo- sono le parole della direttrice di Flashback Ginevra Pucci - Ogni edizione è un capitolo, ma lo scopo dal primo anno è vivere la vita senza pregiudizi, da sempre abbiamo vissuto Flashback come un’opera viva, opere di arte antica quanto opere di oggi, tutto dà spunti per il vivere quotidiano».

Personaggi, viandanti, cavalieri che si muovono tra spazio, tempo e paesaggio: una storia, proprio come vuole essere Flashback, con i galleristi eploratori. Il titolo dell’edizione prende spunto infatti da un romanzo di fantascienza datato 1986 della coppia di scrittori sovietici Arkadij e Boris Strugackij, tradotto in inglese come The Time Wanderers. Per Flashback questi Vagabondi nel tempo sono Gli Erranti / The Wanderers, osservatori instancabili, nomadi per scelta, alla continua ricerca della conoscenza.

I cartografi sulle terre ancora inesplorate scrivevano: “Qui ci sono i leoni”. Ed è proprio in questi luoghi di nessuno che si muovono Gli Erranti, viaggiatori nella storia dell’arte, senza paura, senza alcuna meta né programma; il senso sta nella scoperta, negli errori di percorso, negli incontri e nell’assenza di pregiudizi. È così che il vagabondaggio aiuta ad affinare i sensi e l’errare ha il doppio significato del muoversi senza meta ma anche del deviare dal vero, sbagliare per conoscere.

Questo nuovo capitolo di Flashback è una storia di mistero e scoperta che interroga e appassiona sin dalla copertina. Otto sono le opere create da Sergio Cascavilla, oggetti volanti non identificati, spore aliene, asteroidi alla deriva nello spazio, pezzi di un Tetris impossibile. Opere sul punto di fondersi in esiti che possiamo a stento immaginare. Ed è proprio nell’accostare l’inconciliabile, nell’armonizzare ciò che per sua natura è stridente, che risiede il senso della nostra ricerca sull’arte.

«Flashback ha un ruolo rilevante nella galassia delle attività legate ai linguaggi contemporanei della settimana torinese dell’arte – ha confermato l’assessore alla cultura del comune di Torino Francesca Leon- è un evento fieristico di qualità con un forte legame con il contemporaneo. E non solo, perché è anche un’attività costante sul territorio, nella relazione tra arte e vita delle persone come conferma il progetto Opera Viva di Alessandro Bulgini, una chiave di lettura diversa per le persone che vivono la città».

Un racconto a più voci, un itinerario che si muove in ogni direzione, un’esperienza che coinvolge ogni senso. Anche quest’anno Flashback occuperà gli spazi del Pala Alpitour in tutte le sue diverse incarnazioni: special project, exhibition, lab, sound, storytelling, talk, video, food & drink.  Il Flashback special project Opera Viva Barriera di Milano è il progetto di arte urbana ideato da Alessandro Bulgini e curato da Christian Caliandro che, con il susseguirsi di cinque manifesti 6x3m in Piazza Bottesini a Torino, ha segnato il count down alla fiera. Oltre ai lavori di Rebecca Moccia, Laura Cionci e a quello conclusivo di Alessandro Bulgini, anche le opere di Emanuela Barilozzi Caruso e Nero/Alessandro Neretti (vincitori dell’Open Call) si traducono in un manifesto simil-pubblicitario che nega il linguaggio della pubblicità nel momento stesso in cui lo si usa e che trasforma gli spettatori in esploratori di un mondo sconosciuto nella convinzione che l’arte debba uscire dagli spazi istituzionali e integrarsi nella dimensione dell’esistenza quotidiana.

Le Flashback exhibition sono le mostre che per l’edizione 2019 saranno tre: il wall painting dei The Wanderers di Sergio Cascavilla, dal segno narrativamente surreale; la doppia personale di Eva Marisaldi e Hidetoshi Nagasawa, Cambiando dimora: i passi nel tempo, un progetto di Michela Casavola che mette a confronto due generazioni di artisti entrambi suggestionati dal trascorrere del tempo, dal motivo del viaggio e dalla sospensione temporale; la mostra Gli anni 80 dedicata a Marco Gastini, uno degli artisti italiani del secondo Dopoguerra più apprezzati, occasione per osservare la matrice errante dell’artista nel subentrare dei materiali più disparati.

I Flashback lab, a cura di Mariachiara Guerra, sono i laboratori didattici studiati come percorso di conoscenza dell’arte che si radica e connette con la storia del territorio, nell’ambizione di fornire ai partecipanti una cassetta degli attrezzi che li aiuti a riconoscere la Bellezza, nei luoghi del quotidiano.
Flashback sound è il ricco e vivace palinsesto dedicato alla musica che spazia tra passato e presente, tra musicalità che appartengono a diversi retaggi e diverse matrici compositive, a cura di Mauro Battisti e Ivan Bert.

L’arte è una storia infinita e illimitati sono i modi per raccontarla: per questo, nell’ambito di Flashback storytelling, abbiamo chiesto a quattro allievi della Scuola Holden di lasciarsi ispirare da alcune opere presentate in fiera e tesserci intorno un racconto. Si tratta di Sinoptica, progetto nato dalla collaborazione della Holden con Flashback e il cui obiettivo è avvicinare il pubblico alle opere d’arte attraverso un percorso inedito e multidisciplinare. Gli studenti potranno usare parole, immagini, gesti o suoni per inventare le loro performance e tradurre in un linguaggio contemporaneo il messaggio lanciato secoli fa dagli artisti esposti.

Anche in questa edizione non mancheranno gli appuntamenti di Flashback talk, Parole Nomadi sarà uno spazio dedicato alla divulgazione e alla lucida divagazione, con ospiti ed esperti che dialogheranno e si interrogheranno sulla natura nomade dell’arte e sul suo potere di superare confini e barriere per altri versi invalicabili.

La sezione delle immagini in movimento, Flashback video, di questa edizione è stata affidata al collettivo Ramingo, composto da Tommaso Magnano, Diego Berrè e Antonio Cavicchioni, che crea produzioni originali indagando l’arte e la società contemporanea nelle sue derive.

Nasce quest’anno Flashback food & drink, a cura di Elisa Avataneo, l’ultima sfida che declina in chiave gastronomica il tema di ciascuna edizione. Quest’anno vi accompagniamo in un viaggio di sapori attraverso continenti e (felici) errori: dalla cottura a bassa temperatura ai drink nati ‘sbagliati’ che hanno saputo connotare nuove culture. Si tratta di AFFINI @ Flashback, un progetto di Davide Pinto, che vi permetterà di errare anche con il palato.

E infine le gallerie, cuore pulsante, che a Flashback 2019 riportano al magico racconto dei principi di Serendippo, girovaghi instancabili, che nei loro viaggi inciampano a ogni passo in nuove meraviglie. Ed è proprio una storia di serendipità quella che Flashback 2019 vuole raccontare: un viaggio là dove finiscono le mappe, un’esplorazione nel tempo e nello spazio in cui ogni scoperta si porta dietro un altro tesoro da raccogliere. Dai frutti estivi e invernali delle allegorie pittoriche di Giorgio Vasari (Piacenti), alle Pietre di Piero Gilardi, (Biasutti & Biasutti), che con il poliuretano espanso imita la Natura; dalla statua dipinta, dorata ma svestita di una santa bambina, opera di Romano Alberti (Flavio Pozzallo) a L’archeologo coloniale di Giorgio De Chirico (Galleria dello Scudo); e ancora gli orologi Luigi XV (La Pendulerie) e il “quadro a quadretti” Liber di Aldo Mondino (Benappi) che giocando con il doppio significato di “libro-libero” inneggia a una libertà che solo la conoscenza può garantire.

Informazioni e programma sul sito di Flashback.

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