I 1000 volti di Lombroso nella mostra al Museo del Cinema di Torino

I 1000 volti di Lombroso nella mostra al Museo del Cinema di Torino

Mostre Torino Mercoledì 25 settembre 2019

© Alessandra Chiappori

Torino - Oltre trecento fotografie e alcune preziosi reperti del Museo Lombroso: ecco cosa si trova nella nuova mostra allestita al Museo del Cinema, un progetto che vede la collaborazione con l’Università di Torino e l’Accademia Albertina e che sarà visitabile all’interno della Mole, nello spazio dedicato alle mostre permanenti, fino al 6 gennaio 2020.

Concepita come nuovo capitolo di Faccemozioni, la grande mostra inaugurata la scorsa estate nell’Aula del Tempio, I 1000 volti di Lombroso espone una parte del fondo fotografico dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale dell’Università di Torino, dedicato al padre fondatore della criminologia. Archivi di facce antiche e moderne a dialogo, che segnalano come la fisiognomica sia un’interessante interfaccia tra discipline diverse.

La mostra sancisce una collaborazione sempre più stretta tra il Museo del Cinema di Torino e l’Università, con il suo Sistema Museale che valorizza le proprie collezioni anche con progetti come I 1000 volti di Lombroso. Soddisfatta di questa collaborazione Giulia Carluccio, prorettrice dell’Università di Torino, prossima all’insediamento. «Quella con l’Università è una collaborazione che vogliamo valorizzare – ha detto – per fare vivere le collezioni ,e il nostro patrimonio dialogando tra soggetti e istituzioni e per farci conoscere in modo più ampio».

Quattro i curatori della mostra, Cristina Cilli, Nicoletta Leonardi, Silvano Montaldo, Nadia Pugliese. La mostra ha per obiettivo quello di creare un parallelo tra le numerose fotografie del fondo Lombroso e le diverse sfaccettature del pensiero lombrosiano, metodo ben lontano da quello scientifico ma capace di raccontare il ruolo della scienza sul finire del XIX secolo. Sull’interpretazione del visibile Lombroso utilizzò infatti foto raccolte da diverse istituzioni per i suoi studi sui malati psichiatrici, per il suo trattato sull’uomo delinquente, per studi sul brigantaggio, la criminalità infantile, il rapporto tra criminologia e razzismo, e persino sulle donne criminali.

I 1000 volti di Lombroso approda al Museo del Cinema dopo un lungo lavoro di ricerca che ha visto le foto del fondo associate a oggetti, documenti e libri, in modo da raccontare il metodo lombrosiano. Una mostra di fotografia, in fondo, anche se contornata da altri reperti: tra il 1860 e il 1909 Lombroso raccolse infatti migliaia di foto provenienti da istituti psichiatrici e di detenzione, ne chiese a psicologi o medici e ne acquistò. Questa raccolta riflette gli interessi di Lombroso ma anche i rapporti istituzionali e il dialogo tra scienziati tra la seconda metà dell’800 e l’inizio del 900. Le foto erano infatti campioni scientifici per misurazioni antropometriche o descrizioni psicologiche a supporto delle teorie lombrosiane.

«L’impianto della mostra permette di rivedere i settori di ricerca di Lombroso attraverso il fondo fotografico», ha spiegato Silvano Montaldo, direttore scientifico del Museo Lombroso. Si va dal delitto politico alle rarissime foto di donne delinquenti, che Lombroso acquistò da un’antropologa russa. Compaiono anche i primi studi di polizia scientifica che testimoniano i rapporti tra la criminologia e la polizia, e si ha una rassegna della declinazione razzista delle teorie lombrosioane nei paesi post coloniali. Foto che, come ha sottolineato il direttore, rischiavano di scomparire ma appartengono invece al patrimonio italiano, dove devono restare.

Per tutta la durata di I mille volti di Lombroso, con il biglietto del Museo Nazionale del Cinema sarà possibile accedere al Museo Lombroso con tariffa ridotta di 3 euro. Viceversa, presentando il biglietto del Museo Lombroso al Museo Nazionale del Cinema l’ingresso sarà ridotto a 9 euro.

Tutte le informazioni sul sito del Museo Nazionale del Cinema e sul sito del Museo Lombroso.

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