Téchne: il primo disco dei Night Dreamers racconta Torino e il mito dell'automobile

Concerti Torino Lunedì 16 settembre 2019

Téchne: il primo disco dei Night Dreamers racconta Torino e il mito dell'automobile

Torino - È un racconto della leggenda, quella che ha a che fare con il mito dell’automobile e con il Novecento: si chiama Téchne, parola greca per definire non solo una tecnica e un’abilità, ma una vera e propria arte, ed è il primo album del quartetto jazz torinese Night Dreamers.

Nove tracce che ripercorrono la storia dei grandi piloti e meccanici, passando per celebri corse ed esplorando vie e quartieri di Torino, il tutto in chiave jazz, per un album interamente scritto dai Night Dreamers con la partecipazione come ospite di Giampaolo Casati, che ha suonato in due brani, La Sorte e il Quadrifoglio e The Red Flying Alfa.

Un progetto che ben dialoga con la città dell’automobile per antonomasia e dei jazz club, con omaggi alle quattro ruote che sanno di leggenda, come quello dedicato alla celebre 24 Ore di Le Mans, quello che si interroga sul destino di Giuseppe Campari, pilota Alfa Romeo, se non fosse tragicamente morto a Monza nel 1933, ma anche con esplorazioni di Mirafiori e di via Fratelli Carle, brano dedicato a Vittorio Jano, padre di tanti motori Alfa Romeo morto suicida. C’è persino Chet Baker, che in The Red Flying Alfa è sorpreso in cella a Lucca, mentre sogna di guidare la sua Alfa rossa tra le colline toscane.

«La nostra idea era quella di creare un concept album – spiegano i Night Dreamers – crediamo tutti nella musica descrittiva e a programma, abbiamo dunque individuato un tema che ci accomunava e lo abbiamo legato all’idea dell’auto, al mito romantico dell’automobile, cercando storie di piloti e ingegneri che hanno costruito motori storici, progettisti, designer o personaggi particolari. Ogni brano di Téchne è dedicato a un personaggio».

Non stupisce dunque di trovare il Nuvolari già cantato da Dalla, qui sorpreso in 6C1750, brano dedicato al famoso sorpasso a fari spenti” nella Mille Miglia del 1930 con l’inseguimento in scia ad Achille Varzi. E nemmeno Maria Teresa de Filippis, donna pilota classe 1926, prima a qualificarsi per un Gran Premio di Formula 1 alla fine degli anni Cinquanta, raccontata nel brano 10km, come la gara che vinse al volante della sua Fiato 500, sul percorso tra Cava de’ Tirreni e Salerno, una corsa swing che riecheggia Renato Carosone e uno scenario napoletano.

Brani a volte intimi, che raccontano vite anche tragiche, come confermano i Night Dreamers :«Quello che ci ha colpito sono le storie personali – spiegano Emanuele Sartoris, Dario Scopesi, Antonio Stizzoli e Simone Garino – alcuni brani ricordano personaggi e vicende legati a Torino, con le sue zone e quartieri. Il bello di questo progetto è proprio il racconto, abbiamo cercato anche di giocare con la forma dei brani proprio per evocare scenari. Per esempio in Campari, morto per un incidente in pista, la parte centrale presenta un assolo di batteria che dovrebbe evocare l’incidente, dopo ci siamo immaginati cosa sarebbe successo se non fosse finita così».

Un «gran disco» nelle parole di Antonio D’Anna, direttore e fondatore de Il Garage de L’Alfista, secondo cui in Téchne «pian piano scorrono le immagini di un film che è un unico, grande racconto nel quale l’uomo e l’automobile ripetono in versione meccanica le mille, infinite ed epiche gesta del cavaliere e il suo cavallo. Un sogno che ha attraversato tutto il XX secolo e continua ancora a farlo, si spera».

«Mi colpisce che quasi 50 anni dopo lo stesso mito, gli stessi eroi, da Campari a Nuvolari, da Sivocci a Jano, coinvolgano dei ragazzi di oggi, dei musicisti svegli, capaci, moderni. Moderno è infatti il loro jazz nell’accezione filologica della parola, quel “modern” che individua una certa complessità armonica, ritmica, melodica che dagli anni '40 in avanti ha segnato il cammino della musica nata afroamericana ma ormai lingua del mondo». Sono invece le parole di Massimo Bernardini, giornalista tv che firma le note di copertina di Téchne. Non poteva essere un altro nome ad avvallare il lavoro dei Night Dreamers, formazione che si è creata proprio grazie al programma di Bernardini in onda su Rai5 Nessun Dorma, di cui è la resident band. 

«È stato lì, lavorando su arrangiamenti a volte anche lontani dal jazz e dalla nostra formazione, che abbiamo dato vita al nostro sound – spiegano i Night Dreamers raccontando l’esperienza a Nessun Dorma – la cosa più difficile per una band jazz è infatti trovare un suono, spesso è un aspetto trascurato ma i brani devono suonare con uno stile. A noi è venuto facile, stranamente, perché da due anni lavoravamo al programma».

Téchnè, primo album della formazione, ha un sound aggressivo, intenso, che ricorda la vivacità e il brio delle corse automobilistiche, «un lavoro corale – aggiungono i musicisti – dall’inizio volevamo scrivere tutti, ci siamo divisi i compiti elencando temi e personaggi di cui avremmo voluto parlare. Ci piace fare un po’ di racconto oltre la musica ai concerti, spiegare da dove arrivano le idee, perché i brani sono stati sviluppati in un certo modo e cosa ci ha affascinato, siamo convinti che ne giovi anche l’ascolto: è una musica descrittiva, se vogliamo un concerto-racconto».

Prodotto dall’etichetta Alfa Music, Téchne uscirà ufficialmente il prossimo 20 settembre, data che coincide con il primo concerto di presentazione, che vedrà la band sul palco del Jazz Club di Torino.

Potrebbe interessarti anche: , Il Cap 10100 di Torino riapre tra concerti, musica e novità , EstOvest Festival 2019: le strade del suono. Il programma tra Piemonte e Liguria , I concerti di ottobre da non perdere a Torino: Pixies, Achille Lauro, Coez , Teatro Regio di Torino: la stagione dei concerti 2019/2020 , Reset festival 2019: giovani talenti e formazione musicale a Off Topic. Programma e ospiti

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.