Il Cinema Massimo di Torino compie 30 anni: i film in programma e gli eventi

Il Cinema Massimo di Torino compie 30 anni: i film in programma e gli eventi

Cinema Torino Giovedì 12 settembre 2019

© Alessandra Chiappori

Torino - 1989-2019: trent’anni, sono quelli che si appresta a festeggiare il Cinema Massimo di Torino, multisala del Museo Nazionale del cinema che, dopo aver inaugurato la stagione post estiva con la novità del restyling delle poltrone e un ammodernamento tecnologico, si prepara anche a proporre una nuova programmazione specifica per la sala Rondolino.

Riconosciuto come una delle sale di qualità più longeve di Torino e dell’Italia intera, dall’alto dei suoi trent’anni il Cinema Massimo vanta una storia e una serie di programmazioni di tutto rispetto. Sono stati infatti valutati intorno ai ventimila i film visti da oltre tre milioni e mezzo di spettatori, inclusi i festival che spesso la sala ospita,

La lunga e bella storia del Massimo prende il via il 27 aprile del 1989 con il film di Daniele Segre Occhi che videro, dedicato interamente alla figura di Maria Adriana Prolo e alla nascita del Museo del Cinema.Un’operazione, quella dell’avvio del Massimo, voluta e condotta da Lorenzo Ventavoli, all’epoca, nel 1989, direttore del Museo del Cinema. Allora la sala era stata stata chiusa in seguito alla tragedia del Cinema Statuto, e anche il Museo procedeva, come ha ricordato Sergio Toffetti, presidente del Museo del Cinema, «a velocità ridotta»

Costruito alla fine degli anni ’30 dall’architetto Ottorino Aloisio quale esempio di architettura gestuale racchiusa nella sua forma dinamica e fluente, il Cinema Massimo (si chiamava già così) venne danneggiato durante la guerra e prontamente ricostruito nell’immediato dopoguerra sempre dall’arch. Aloisio, che aveva progettato l’edificio destinandolo proprio allo spettacolo cinematografico. Strutturato in un’unica sala, la platea poteva ospitare circa mille spettatori, mentre la galleria altri seicento, e ha continuato la sua programmazione fino agli inizi degli anni ’80.

Ventavoli stesso ha ricordato come il Cinema Massimo fosse di proprietà di privato prima di essere assegnato al Museo nel biennio 1988-89. «Il Museo ne aveva bisogno per le sue attività, come retrospettive, commemorazioni e rassegne – ha spiegato l’ex direttore – non era una sala enorme ma adatta per una programmazione d’essai. Fu un’esperienza terra terra, senza troppa filosofia e piuttosto frutto delle esperienze che vedevamo a Parigi e in America. Il cinema si stava trasformando e se una sala per proiezione fosse stata divisa in più volumi avremmo ospitato una serie di spettacoli in grado di attirare pubblici diversi. Da allora il Massimo eccelle nella programmazione, sempre di primissimo ordine, e continua a distinguersi. La scommessa iniziale mi pare andata a buon fine: sono passati 30 anni e sono volati!».

In questi anni alla programmazione si alternano Roberto Turigliatto prima e Sergio Toffetti poi. Nasce la programmazione di prima visione, ad affiancare la programmazione cinetecaria. Sono molti gli ospiti nazionali e internazionali che hanno varcato le porte del cinema e incontrato il pubblico, in un continuo scambio culturale per una città che, dopo aver dato i natali al cinema italiano, stava ponendo le basi per la cultura cinematografica moderna. Nel 1998 il Cinema Massimo viene chiuso per ristrutturazione. 

In questi anni il cinema è diventato un punto di riferimento per tutti coloro che si occupano di cinema. Nelle sue sale ospita i tre festival afferenti al museo, Torino Film Festival, Lovers Film Festival e CinemAmbiente, oltre ad altri festival cinematografici cittadini. Tantissimi gli ospiti nazionali e internazionali che sono intervenuti al Cinema Massimo, per presentare un omaggio a loro dedicato o il loro ultimo film, una vocazione, questa, che la multisala ha avuto dal suo esordio e che continua a mantenere negli anni.

Quella del Massimo è una programmazione che, nelle parole di Toffetti, rappresenta forse «un’utopia cinefila», ma che tra ricordi di film, personaggi ed episodi passati conduce fino a oggi, alle soglie di un calendario ricco che guarda al passato con la speciale ottica del futuro. «La prospettiva è avere legami più stretti con gli eventi del museo e con i festival tra cui Lovers o il Torino Film Festival – ha annunciato Toffettii – la sede sarà infatti il Cinema Massimo, a dialogo con la Mole dove ci sarà un nuovo spazio espositivo per nuove mostre tra cui due dedicate a Scola e Pontecorvo, in partenza prossimamente. Il Massimo cercherà di mantenere un modello di programmazione da cineteca, prima aveva due sale di prima visione e una per la cineteca, la grande verrà mantenuta per le prime visioni, ma una delle altre due sarà usata per prime visioni fuori dal mercato e quindi che raramente potrebbero raggiungere la programmazione. Vogliamo cercare di mantenere un equilibrio tra commerciale ed essai. Il mestiere del museo è infatti quello di guardare indietro, alla storia: avanti ci guardino altri! Indietro si può naturalmente guardare con gli occhi del futuro, un esempio è la mostra FacceEmozioni che valorizza la collezione di fisiognomica del nostro archivio. Il lavoro del museo secondo me si basa su una visione nuova della storia».

Nel gennaio 2019 le Sale Uno, Due e Tre cambiano nome e vengono dedicate a tre grandi nomi del cinema di tutti i tempi. La Sala Uno diventa Sala Cabiria, ed è dedicata al primo kolossal della storia del cinema, realizzato a Torino nel 1914 da Giovanni Pastrone. La Sala Due diventa Sala Rondolino e rende omaggio a Gianni Rondolino, critico cinematografico e storico del cinema, fondatore nel 1982 del Festival Cinema Giovani, che poi sarebbe diventato Torino Film Festival. Il nome della Sala Tre viene deciso tramite un sondaggio tra gli spettatori del Cinema Massimo, che decidono di dedicarla a Mario Soldati.

La programmazione che celebra il trentennale partirà al Massimo il 26 settembre per concludersi i 2 ottobre 2019 in Sala Soldati. Sarà una rassegna che festeggia al suo interno tanti compleanni (dall’anniversario della rivoluzione rumena a Palombella rossa, dai sessant’anni de I 400 colpi alle settanta candeline di Riso amaro), oltre ad esaltare il cinema contemporaneo e i restauri da poco presentati nei grandi festival internazionali. Il ricco programma propone inoltre la visione di film appartenenti alle collezioni del museo e la sonorizzazione di film muti che ricordano il forte legame di Torino con il cinema muto.

Ospiti d’onore due maestri del cinema come Barbet Schroeder – per presentare il restauro di More, primo film musicato dai Pink Floyd - e Béla Tarr, con il suo travolgente Satántango. Ad aprire e chiudere la rassegna, due eventi musicali: Le Révélateur di Philippe Garrel con l’accompagnamento musicale dal vivo dei Tiresia (Bruno Dorella + Stefano Ghittoni), co-prodotto con il Pesaro Film Festival, e La Passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer, con l’accompagnamento musicale dal vivo di Stefano Maccagno e Max Viale, e la voce recitante di Eleonora Giovanardi.

Tutte le informazioni e il calendario sono sul sito del Cinema Massimo.

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