Doppia mostra a Camera con Larry Fink e Jacopo Benassi - Torino

Mostre Torino Mercoledì 17 luglio 2019

Doppia mostra a Camera con Larry Fink e Jacopo Benassi

Elton John's 60th B-Day
© LarryFink

Torino - Larry Fink e Jacopo Benassi sono i due protagonisti della programmazione estiva di Camera - Centro Italiano per la Fotografia. La galleria di via Delle Rosine 18 a Torino lancia infatti il nuovo format espositivo Camera Doppia, dal 18 luglio al 29 settembre: due mostre in contemporanea che dialogano e aprono un confronto tra due fotografi profondamente diversi, accomunati dall’uso del bianco e nero e della luce nei loro scatti e dalla ricerca dell’intimità e della caducità della vita.

Si è trattato di «trovare due autori che siano in qualche modo in grado di dialogare – ha commentato il direttore di Camera Walter Guadagnini – in questa occasione sono due autori che hanno aspetti diversissimi ma anche punti di convergenza profondi, tali per cui valesse la pena metterli a confronto. E le differenze sono evidenti: Fink è del ’41 e Benassi del ’70, quindi tra loro corrono 30 anni e due generazioni, hanno atteggiamenti nei confronti della fotografia diversi, esperienze diverse, provenienze diverse».

Così le prime cinque sale di Camera sono dedicate allo statunitense Larry Fink, classe 1941, che viene presentato con  la sua antologica Unbridled Curiosity (Sfrenata Curiosità) con circa 90 immagini realizzate dagli anni ’60 al 2018. Fink, nel suo mezzo secolo e più di carriera, ha fotografato le feste del jet set come i quartieri popolari, i backstage delle sfilate e le palestre pugilistiche, le serate di gala a Washington e le manifestazioni politiche nelle strade. Che siano illustri sconosciuti nelle strade di Harlem o Meryl Streep insieme a Natalie Portman alla notte degli Oscar, famiglie ignote nella loro quotidianità o David Bowie e Harvey Weinstein, Fink ai suoi soggetti ruba momenti intimi in momenti pubblici e ne mette a nudo l’essenza emotiva con una potenza estetica e un elevato senso poetico.

In tutto il suo percorso artistico, che sia ironico, cinico o delicato, Fink tocca «in maniera diversa ma con coerenza di stile e atteggiamento nei confronti della fotografia e del mondo il tema delle relazioni umane – ha aggiunto Guadagnini – date, soggetti, situazioni delle fotografie sono diverse, ma c’è qualcosa che le tiene unite: il fatto che in ogni immagine c’è una descrizione dei rapporti che si instaurano tra le persone». Sarà possibile ascoltare Larry Fink in persona: il fotografo sarà a Torino nel periodo conclusivo della mostra, da venerdì 20 a domenica 22 settembre, e terrà una lecture e un workshop a Camera.

Tutt’altro stile invece quello di Jacopo Benassi, fotografo nato a Bologna nel 1960 che ha lavorato tra gli altri con Paolo Sorrentino. A lui sono dedicati la Sala Grande e il lungo corridoio di Camera dove sono allestite le 60 immagini che compongono il suo progetto Crack. Come suggerisce il titolo, è un lavoro sulla rottura e una riflessione sulla caducità umana verso l’eternità dell’arte. Nei suoi scatti sempre illuminati dalla luce cruda del flash, Benassi accosta visi, corpi con tutta la loro vitalità e imperfezione o parti del corpo  (anche ferite, con cicatrici o tutori) ad immagini di statue in restauro, rotte eppure immortali, o con elementi della natura. È lo stesso Benassi il protagonista di diversi scatti: mentre stava lavorando a Crack è caduto rompendosi il ginocchio e ha trasformato questo evento in parte del progetto.

L’eccentrico fotografo bolognese ha spiegato in conferenza i vari elementi che compongono il suo progetto. «Ho scoperto che in archivio avevo molto materiale ispirato dalle persone che incontravo e dalla scultura, ed è stato semplice realizzare gli abbinamenti – ha raccontato Benassi – inoltre il mio compagno è restauratore di gessi e statue e il suo lavoro mi ha portato a riflettere su come il tempo possa distruggere e ricostruire. Poi questa primavera, mentre lavoravo a Crack, mi sono rotto i legamenti durante una vacanza in montagna. Il mio compagno mi ha curato e ha in qualche modo restaurato anche me. Da tutti questi elementi è scaturito un lavoro sulla scultura e la natura». Fanno parte delle opere anche le cornici, in legno grezzo, su cui l’artista ha lavorato scolpendole, e i vetri che le chiudono, appositamente tagliati «per far respirare le fotografie». In mostra anche alcune sculture prestate dal’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e assemblate dall’artista.  

A Benassi, giovedì 12 settembre alle ore 19.00, sarà dedicato un incontro col pubblico in cui direttore di Camera Walter Guadagnini ne approfondirà i contenuti e la struttura, raccontando le specifiche scelte curatoriali, mentre il fotografo scenderà nel dettaglio del corpus della mostra.

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