Camilleri, Primo Levi e il Salone del libro: Torino ricorda e omaggia lo scrittore

Cultura Torino Mercoledì 17 luglio 2019

Camilleri, Primo Levi e il Salone del libro: Torino ricorda e omaggia lo scrittore

Camilleri in video al Salone del libro 2019

Torino - La notizia si è riversata sui social e sulle testate, riempiendo i titoli dei telegiornali, i cuori e i pensieri dei tanti, tantissimi lettori che lo hanno seguito, amato e incoraggiato nell’ultimo mese, quello del ricovero ospedaliero che lo ha visto spegnersi. Andrea Camilleri non c’è più, eppure sono un mare in piena le sue parole che in queste ore circolano per il mondo mediatico, quell’ambiguo spazio che ha visto a volte fondere la versione di carta e di pellicola del suo personaggio più celebre, il commissario Montalbano.

Anche le istituzioni culturali torinesi non fanno eccezione nel ricordare con commozione e omaggi letterari il grande Maestro, narratore della Sicilia e insieme una delle voci della letteratura italiana intera. «Quanto ci mancherai» si legge sul profilo Facebook del Salone del libro, che lo scorso maggio 2019 ospitò un incontro-festa per il 50 anni dell’editore Sellerio, nell’ambito del quale fu trasmesso un augurio in video di Camilleri, che alla casa editrice palermitana tanto ha dato.

Anche il Circolo dei lettori non ha mancato di omaggiare lo scrittore: «Andrea Camilleri ci ha lasciati – si scrive sulla pagina Facebook, linkando poi una pagina del sito - Il giorno del suo novantesimo compleanno, ci siamo messi a ricordare tutto quello che ci è venuto in mente su di lui. Oggi abbiamo aggiunto 3 ricordi alla nostra lista. Allungatela voi, quanto volete, per sempre». Segue dunque la lista dei 93 ricordi per Andrea Camilleri.

Collisioni, il Festival Agrirock appena concluso a Barolo, ricorda con affetto lo scrittore: «Oggi abbiamo perso Andrea Camilleri – scrive l’organizzazione sui social -  Qualcuno forse ricorderà la videointervista che rilasciò per la prima edizione di Collisioni dato che ci teneva ad essere parte di questo strano festival di cui aveva apprezzato così tanto il titolo... Ricordiamo il suo amore per le sigarette, accese a ripetizione come gesto che era parte del suo pensare... Un grande tabagista in un mondo di sigarette elettroniche..
Ecco una parte di quello che ci disse allora: "Io credo che ci sia stato un periodo in cui essere giovani comportava una libertà di collisione; un giovane aveva davanti a sè una tale quantità di rotte diverse da poter intraprendere che le collisioni erano quasi inevitabili. La situazione di oggi è completamente diversa: il giovane non ha possibilità di scelta se non collidere contro la realtà che lo circonda: la possibilità di ‘non collisione’, oggi in Italia, è una possibilità di collusione che altera sensibilmente le prospettive della gioventù. Anche io sono stato giovane, e quindi diciamo che io ho visto, in 83 anni e passa di vita, non invecchiare quelli che erano i miei ideali, ma addirittura vederli scomparire assai prima che arrivassi alla vecchiaia. Per gli ex giovani c'è stata anche una Collisione che li ha portati all'affondamento: tutti gli ideali ai quali io personalmente avevo creduto da giovane, questi li ho visti scomparire uno appresso all'altro"».

Toccante il ricordo condiviso da Einaudi attraverso un post di Maurizio De Giovanni, che scrive di Camilleri: «Incontrarti è stato meraviglioso. Ascoltarti era meraviglioso. Leggerti è meraviglioso. Ricordarti sarà meraviglioso. Perderti oggi è terribile. Ciao, mio fantastico Maestro di sogno. Ti voglio tanto bene». «Buoni nuovi sogni grandissimo essere umano – scrive sui suoi canali il Circolo dei lettori di Novara - A rivederci nel posto più bello che potevi creare. Ciao Andrea». E anche la Fondazione Bottari Lattes ricorda il Maestro con uno dei suoi più recenti lavori, Conversazione su Tiresia, dove l’autore scrive «Da quando non ci vedo più, vedo le cose assai più chiaramente».

Il ricordo di Camilleri si riverbera anche attraverso la radio, che proprio a Torino nacque e ospitò una storia ricca di sperimentazioni grazie a grandi personaggi del mondo culturale italiano. Regista e sceneggiatore, anche Camilleri passò per gli uffici Rai di via Verdi, e non solo. Il 27 febbraio 2019 andava in onda su Fahreneit di Radio3, con la guida di Loredana Lipperini, un’emozionante intervista all’autore dedicata alle trasposizioni Rai dei suoi lavori, La stagione della caccia e Conversazione su Tiresia, romanzo il primo, adattato a fiction, e spettacolo teatrale il secondo, scritto da Cammilleri stesso e da lui interpretato al teatro greco di Siracusa nel giugno 2018, trasmesso integralmente sulla rete ammiraglia Rai nell’inverno del 2019. Nell’intervista con la Lipperini, Camilleri ricorda i dialoghi con Leucò di Pavese, una delle voci del Novecento torinese e italiano, e Primo Levi, altra stella della letteratura novecentesca, nonché torinese. Nell’intervista, ora in podcast, Camilleri racconta del suo incontro con Levi, a Torino, nel 1966, quando era in città per «fare un delizioso radiodramma di Levi che si chiamava Il versificatore». I due andarono a pranzare al Cambio e dopo Levi si offrì di condurre Camilleri a visitare il «bellissimo» Teatro Carignano. Solo in seguito a Camilleri venne in mente che era già stato in quel teatro per una regia che non lo aveva soddisfatto. «Avevo fatto una rimozione – dice lo scrittore - quando uscimmo, in penoso silenzio, dissi "Levi le devo una spiegazione: ho fatto una rimozione". "Non mi dica altro, mi disse lui, sapesse quante ne ho dovute fare io"». In quanto a storia del Novecento, Radio 3 oggi non ha mancato di ricordare Camilleri tirando fuori anche il podcast di Un’ipotesi di città futura. Nel giugno 1974 andò infatti in onda una trasmissione sperimentale, ideata dallo scrittore siciliano insieme all'etnomusicologo Sergio Liberovici, che vede protagonisti in radio proprio gli abitanti di un quartiere alle porte di Torino. Cinquanta minuti, che mettono insieme circa ottanta ore di registrazione, il racconto della vita cittadina torinese, con i suoi cortei e le sue manifestazioni, i canti popolari e le proteste.

Impossibile, infine, non citare Nicola Lagioia e il suo personale ricordo di Camilleri. «Mancherà molto – scrive il direttore del Salone del libro su Facebook - Oltre ad avere scritto una pagina altrimenti inimmaginabile di letteratura italiana, è stato al centro per tanti anni di una storia editoriale bellissima, quella di una casa editrice indipendente, la Sellerio, che si è trovata a pubblicare lo scrittore italiano più celebre al mondo in un clima di amicizia e oserei dire di felicità. In questo momento il pensiero va anche ad Antonio, a Olivia. Naturalmente a Enzo, a Elvira. Sono talmente dispiaciuto che non riesco a spendere troppe parole. Per aggiungere qualcosa, porto tre ricordi personali, i quali dicono molto della generosità di quest'uomo. Il primo. Camilleri arriva al ValleOccupato, sostiene gli occupanti e tiene una meravigliosa lezione su Sei personaggi in cerca d'autore di Pirandello, rappresentato per la prima volta proprio lì. Vorrei ricordare che in questo momento, cacciati gli occupanti, il Valle è muto. Il secondo. Con Marco Cassini, ai tempi di minimum fax, andiamo a trovare Camilleri a casa sua per farci dare dei consigli su un'antologia di scrittori siciliani che volevamo pubblicare. Camilleri è magnifico. Ci tiene una lezione privata sulla letteratura siciliana durata due ore e una decina di sigarette. Io e Cassini usciamo da casa sua rintronati da tanta bellezza e tanti aneddoti così perfettamente incastonati nel racconto».

Il terzo ricordo riporta ancora una volta a Torino, al 2017, anno del trentennale del Salone del libro, prima edizione firmata Lagioia. «Il nostro primo anno al Salone del Libro, in una situazione (tanto per cambiare) difficilissima. Scaraventati nella missione impossibile di salvare il Salone, chiediamo a Camilleri di darci un po' di sostegno, se crede. Lo fa immediatamente con un video, e per tutti noi (può sembrare poco, non lo è, tenendo conto della situazione in cui versavamo) è una importante iniezione di energia. Contribuisce insomma a darci il coraggio che serviva. Grazie. È stato bellissimo». Qui il video dell’intervento di Camilleri che, racconta, ama Torino, una bellissima città dove si è trovato bene, in grado di unire grande industria e letteratura e cultura. Una dedica speciale alla città dei libri, da parte di una voce che resterà unica e immortale proprio attraverso i suoi libri.

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