Concerti Torino Giovedì 11 luglio 2019

Apolide Festival 2019: dai Tre Allegri Ragazzi Morti a Franco 126, il programma completo

I tre allegri ragazzi morti

Torino - Da giovedì 18 a lunedì 21 luglio torna Apolide festival,  la kermesse musicale immersa nei boschi dell’Area Naturalistica Pianezze a Vialfrè e organizzata da Associazione Culturale To Locals e, da questa XVI edizione, insieme all'associazione Culturale Hiroshima Mon Amour.

72 ore di evasione dalla quotidianità all’insegna della buona musica. Ivreatronic, Tre Allegri Ragazzi Morti, Franco 126, Giorgio Poi, Clap! Clap!, Myss Keta, I hate my village e Arturo Brachett sono solo alcuni degli artisti che si esibiranno sui tre palcoscenici del festival (Main Stage, Soundwood Stage e Boobs Stage), che ospitano un ricco programma di live, dj set e incontri con i più interessanti nomi della scena internazionale, nazionale e locale tra rock, pop, indie, elettronica.

Apolide offre, dal mattino alla sera, anche un'ampia gamma di workshop creativi, attività sportive e olistiche. L’area market di prodotti artigianali, l’area food & beverage pensata per soddisfare tutte le esigenze, l’area kids dedicata alle famiglie e l’area camping, attrezzata in tre aree con servizi dedicati, rendono Apolide un festival speciale che, per il richiamo della foresta, fa dimenticare per qualche giorno la frenesia della quotidianità, proprio come in vacanza.

Programma completo

Al Main Stage, giovedì 18 luglio, si comincia con Giungla Infinita, una grande festa tra sperimentazioni e improvvisazioni elettroniche, con alcuni tra i principali nomi che stanno riscrivendo la scena musicale elettronica italiana. Motore propulsivo della serata inaugurale è l'armata elettronica del Canavese: Ivreatronic, una vera e propria scena musicale nata e cresciuta a Ivrea, città di Olivetti, del famoso Carnevale con la battaglia delle arance, e ora anche città di riferimento per la musica elettronica. Oltre agli alfieri di cerimonia Cosmo, Foresta, Enea Pascal, Splendore e Bitch Volley, ultimo nome uscito per Ivreatronic ci sono anche Uccelli, il side-project di Davide Panizza fondatore del collettivo Pop X; il progetto che unisce batucada e noise, samba ed elettronica dei Ninos du Brasil Clap! Clap!

L'etichetta indipendente La Tempesta, icona del panorama italiano e internazionale, è protagonista assoluta di venerdì 19 luglio  con La tempesta nel bosco, nuova edizione del suo festival itinerante, che arriva per la prima volta in Piemonte. Il Main Stage vede alternarsi I hate my village, il supergruppo, composto da Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion), Fabio Rondanini (Calibro35/Afterhours), Alberto Ferrari (Verdena) e Marco Fasolo (Jennifer Gentle); e poi i fondatori dell’etichetta La Tempesta, Tre allegri ragazzi morti, in tour con Sindacato dei sogni; Giorgio Canali & Rossofuoco in Undici canzoni di merda con la pioggia dentro, Sick Tamburo tra i gruppi alternative rock più interessanti del panorama italiano; e infine Populous, tra i producer italiani di musica elettronica più conosciuti a livello internazionale.

Sabato 20 luglio arriva invece Franco 126 con il suo folgorante esordio discografico Stanza Singola (Bomba Dischi) che continua a raccogliere consensi confermandosi come uno dei migliori dischi italiani di questa prima parte del 2019. A precederlo il polistrumentista, paroliere e produttore Giorgio Poi che torna dal vivo per presentare Smog, l’ultimo album uscito sempre per Bomba Dischi. Grande entusiasmo di pubblico e critica anche per Andrea Laszlo De Simone che con il suo Uomo Donna si è posizionato fra i migliori album del 2017. Con loro Myss Keta, misteriosa performer mascherata e rapper dall’attitudine punk, dal verbo dissacrante ed eccessivo. Accompagnata sul palco dalle inseparabili Ragazze di Porta Venezia aizzerà il pubblico con il nuovo piccantissimo disco Paprika (Island/Universal Music Italia) e tutti i successi che l’hanno resa celebre. Al grido This is indie!, la one night dedicata alla scena alternative internazionale e italiana dagli anni 2000 ad oggi, si conclude la terza giornata di Apolide.

Domenica 21 luglio il Main Stage cambia volto e si trasforma come l’ospite che va a presentare: il grande maestro del trasformismo internazionale: Arturo Brachetti. L’artista acclamato in tutto il mondo, si racconta in una serata speciale fatta di confidenze, ricordi e viaggi fantastici. Fregoli, Parigi e le luci della Tour Eiffel, Ugo Tognazzi, le ombre cinesi, la macchina da cucire della mamma, il Paradis Latin, e le mille fantasie di un ragazzo che voleva diventare regista o papa, prendono vita in un’intervista frizzante al confine tra vita privata e palcoscenico. A seguire, il live dei Rovere, band bolognese che presenta il promettente disco d'esordio Disponibile anche in mogano uscito a marzo e in chiusura, la grande festa Swing Circus, il travolgente party electro-swing dei torinesi The Sweet Life Society.

Sul Boobs Stage si comincia con due one man band 2.0: il produttore e percussionista tunisino Nuri e Irtumbranda (18 luglio). Dal venerdì prendono il via i breakfast live, i concerti mattutini che accompagnano il risveglio del pubblico campeggiatore con le atmosfere sintetiche e revival anni Ottanta dei Sacramento  (19 luglio), la musica strumentale come descrizione di paesaggi dello sperimentatore folk Seabuckthorn, alias Andy Cartwright, chitarrista inglese radicato ormai da anni nelle Alpi francesi del Sud (20 luglio); e Naturamorta (21 luglio).

I live poi proseguono dal pomeriggio fino alla sera. Il 19 luglio sotto il marchio de La tempesta nel bosco troviamo l’incrocio di elettronica, jazz, improvvisazione, chitarre affilate e break di batteria di taglio hip-hop di 72-Hour-Post-Fight: il cocktail di blues, desert e psych di servito da Black Snake Moan; l’esordio da solista di Alosi, voce e penna de Il pan del diavolo; il travolgente progetto dei Cacao Mental che fonde cumbia, musica elettronica e psichedelica. A chiudere le danze saranno i suoni caldi e tropicali di Mr Island. Nel cast anche Maria Antonietta nella veste di autrice di Sette ragazze imperdonabili, il suo primo libro uscito per Rizzoli. Nei giorni successivi è la volta di Mario Lewis e Silvia Martini (20 e 21 luglio); il blues made in Veneto di Krano, l’alternative rock band The Honshu Wolves dalla Svizzera, lo psych punk garage degli Steal Shit Do Drugs di Seattle (20 luglio); il post punk crudo dei francesi Chemin de la honte e le ballate tra cavalcate country e sfuriate garage dei Love Trap (21 luglio), la nuova band di Stefano Isaia (Movie Star Junkies, Lame) e Marco Spigariol (Vermillion Sands), due leggende della musica underground in Europa.

Per gli amanti dell’elettronica e della sperimentazione sonora c’è invece il Soundwood Stage: la consolle sarà accesa ogni mattina da una fra le maggiori personalità del clubbing torinese, Gambo, che declinerà i suoi set in The Groove. Deep and fatty sound from the Black Planet (19 luglio); Non siamo mica gli americani - da Aria di Alan Sorrenti a Sballi Ravvicinati del Terzo Tipo di Vasco Rossi (20 luglio); Spazio - Kosmische Musik and minimalistic vibes”(21 luglio).

La giornata di venerdì 19 luglio  è caratterizzata dalle tracce sonore di alcuni tra i più interessanti producer italiani pubblicati da La Tempesta International e da La Tempesta Dub. Dai profondi suoni del dubmaster Paolo Baldini Dubflies passando per il flusso liquido di riddims giamaicani e latini e frammenti di bassmusic inglese di Capibara fino ad arrivare all’intimismo post-soul, con forti influenze Hip Hop e quella morbidezza tutta umana che caratterizza la produzione di Godblesscomputers.

Sabato 20 luglio tocca alla star della techno Lorenzo Gianeri aka LOLLINO, che da animatore della vita notturna torinese con le serate The Plug, Krakatoa, Pop Killer e Doctor Sax è ora tra i più famosi dj europei, nonché vincitore 2016 del Burn Residency, una della competition per deejay più importanti e credibili in circolazione. Accanto a lui, i compagni di avventure Gambo e il collettivo Variables (Stev, Stay G e Boars)

Chiudono domenica 21 luglio il live dei Nina Simmons, un mix di differenti stili musicali, dall'elettronica all'hip hop, dal jazz alla dub music, con una particolare attenzione verso la musica etnica di tutti i continenti, e il dj set retrofuturistico tropicale dei Papaya.

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