Eugenio in Via di Gioia: il gran concerto a Torino per Stupinigi Sonic Park, tra natura viva e divertimento

Concerti Torino Lunedì 17 giugno 2019

Eugenio in Via di Gioia: il gran concerto a Torino per Stupinigi Sonic Park, tra natura viva e divertimento

© www.eugenioinviadigioia.it/

Torino - Eugenio Cesaro, Emanuele Via, Paolo Di Gioia e Lorenzo Federici: eccoli, gli Eugenio in Via di Gioia, in tour per presentare a tutti il loro terzo album Natura viva, che arriva dopo Lorenzo Federici (ironico omaggio al bassista, che non entrava nel nome del gruppo) e Tutti su per terra. La natura è al centro, non solo come metafora ma come tema portante che, se nel precedente lavoro era accennato, in questo nuovo album diventa protagonista, rendendolo quasi il manifesto di un’idea, di un’epoca, di un certo sguardo sul mondo.

E quello degli Eugenio in Via di Gioia è sicuramente uno sguardo mai banale: in arrivo dal mondo della musica di strada – hanno iniziato come buskers – i quattro si sono infatti guadagnati il favore di pubblico e critica in una scalata tra i locali torinesi, distinguendosi al contest Sotto il cielo di Fred e diventando oggi una delle giovani band più apprezzate dal pubblico, non solo torinese, protagonista di momenti come lo sciopero sul clima del marzo 2019, indetto dal movimento Fridays for Future, ma anche del concertone del 1 maggio a Roma.

Un successo che sfocerà presto in un’attesa data estiva, l’unica piemontese: gli Eugenio saranno infatti protagonisti il prossimo 6 luglio del Gran Concerto degli Eugenio in Via di Gioia alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, per Sonic Park. Una grande festa, come annunciano loro che tanto hanno suonato per strada, chitarra in spalla e piazze improvvisate. La giornata si annuncia vivacissima, con l’apertura degli ingressi al parco fin dalle 16.00 e un vero e proprio raduno nazionale “in via di gioia” che prevedrà tante iniziative e attività, fino al gran concerto serale che vedrà il gruppo esibirsi a casa per la data estiva del tour Natura viva. «Un'area verde ai piedi del gioiello monumentale residenza estiva dei Savoia, una location d'eccezione aperta per tutti già dalle ore 16.00 – annunciano loro - con sorprese, giochi, canzoni, pisolini al sole e ovviamente un concertone irripetibile, come sempre a Torino, nella migliore tradizione degli Eugenio in Via Di Gioia».

«Natura viva è un titolo che è arrivato alla fine di tutto il lavoro – spiega Eugenio raccontando l'album nuovo – è nato da una serie di ascolti che ci hanno fatto capire che l’album si concentrava su due temi principali. Il primo era la natura, un po’ come accadeva nell’album precedente, con un punto di vista un po’ meno universale ma intimo, accostata a un dubbio esistenziale, tant’è che la parola esistenza ritorna in tante canzoni. Ci piaceva accostare alla parola natura l’idea di qualcosa di vivo, abbiamo usato un gioco di parole per ricordare la natura morta, fatta di oggetti inanimati. Per quanto possa invece sembrare il contrario, la natura è parte integrante della nostra vita e non solo. Ci piaceva questa duplice valenza del titolo, sia come riferimento alla natura sia per i dubbi esistenziali».

L’approccio ironico al mondo e ai suoi problemi non è mai mancato nella musica degli Eugenio in Via di Gioia, eppure è un tratto distintivo che in Natura viva cede il passo a riflessioni più seriose. Certo, non manca lo spirito “made in Eugenio”, che accompagna la band nella comunicazione e nei live, ma l’intenzione è stata quella esplicita di mettere da parte l’autoironia: «ci siamo resi conto che a lungo andare rischiavamo di diventare cinici, un po’ nichilisti – sono le parole di Eugenio – soprattutto per quei giovani che non riescono più ad andare in profondità».

È invece proprio la parola profondità, insieme alla complessità, a stagliarsi sullo sfondo delle riflessioni di Natura viva, tra canzoni dove più che in dilemmi d’amore ci si imbatte in chiare riflessioni sul mondo, sulla natura e l’inquinamento, sulla distruzione di massa e la società capitalistica. Un disco impegnato, che coerentemente porta avanti una causa scendendo in campo e problematizzandola attraverso canzoni, musica, visioni. Ne dà la conferma lo stesso Eugenio, cantante e autore della maggior parte dei testi: «è un album più diretto rispetto ai precedenti – spiega – per quanto avessimo già provato a fare critica, era sempre nascosta ed edulcorata con ironia. Abbiamo invece scelto di essere più diretti e introspettivi: nel disco ci sono molto la prima e seconda persona singolare, un io e un tu. È stata una scelta naturale, ma a posteriori forse voleva proprio tradurre il bisogno di parlare singolarmente a noi stessi o al singolo interlocutore, chiamato in causa non più come folla o massa».

Una collettività miope che, però, fa da sfondo al grande problema centrale del disco, quello dell’ambiente, della sostenibilità. Un interesse sul quale gli Eugenio hanno dimostrato di avere sensibilità, partecipando come band allo sciopero sul clima del 15 marzo e con precise scelte che riguardano il disco e il concerto a Stupinigi, che sarà plastic free. «Non ci sentiamo parte di un movimento – precisano – raccontiamo cose attraverso la nostra musica, e quando possiamo diamo il nostro contributo».

«Siamo affezionati al tema per via della nostra formazione – è quanto dice Eugenio – sia io che Emanuele abbiamo studiato design al Politecnico di Torino, sede di un corso di laurea specialistica sul design sostenibile e l’ecodesign nato nel 2010 con insegnanti formati sui temi che sarebbero poi diventati attuali. Secondo me parleremo infatti sempre più di ambiente e meno di economia, tutta la politica virerà nei confronti dell’ambiente, ed è un discorso che noi abbiamo già affrontato un po’ prima che diventasse attuale. Qualcuno ci prendeva per catastrofisti o ambientalisti: non siamo niente di tutto ciò, cerchiamo solo di allarmare su quanto ci sta a cuore».

Che da parte della band ci sia la voglia di raccontare un possibile cambiamento, più che di lamentare una situazione, è testimoniato da brani come Lettera al prossimo, dove si scrive «giurami che veglierai con me» in una prospettiva ottimistica, che guarda al futuro. Forti della formazione universitaria, gli Eugenio guardano così anche al prodotto, a partire da un aspetto per molti scontato come il disco stesso, la sua veste fisica, che ha una copertina realizzata dall’artista Br1 e contiene immagini da colorare. «Una delle cose che ci hanno insegnato e ci portiamo dietro è che tutto ciò che è prodotto a livello aziendale per essere sostenibile deve avere una culla, e la sua tomba deve essere culla di altro – illustra bene il cantante - Il design sistemico insegna che non dovrebbero esserci rifiuti smaltiti ma le aziende dovrebbero comunicare perché i rifiuti di uno diventino prodotti per altri. Potrebbe essere un modello: per noi che viviamo la quotidianità la soluzione è di stare attenti a ogni azione. Abbiamo cercato di stampare il disco nel modo più sano e sostenibile: volevamo fosse da colorare e avevamo pensato ai pennarelli, ma sarebbe stata un’idea tutt’altro che sostenibile, alla fine abbiamo optato per le matite, che teoricamente inquinano meno, anche se ogni oggetto andrebbe poi studiato nel particolare».

Semplicità bandita nello sguardo che il gruppo, composto all’incirca da trentenni, posa sul mondo. Lo si intuisce da brani come Camera mia, che racconta la vita al tempo del precariato, esistenze monodose senza piani per l’estate, sorta di manifesto. «Insieme ad Altrove questo brano è stato scritto da Lorenzo Federici – spiega Eugenio – che finora non aveva mai scritto. Pensavamo che lo stile differisse dal mio, e di rischiare una dissonanza. In realtà il fatto di lavorare da molto insieme ha fatto sì che tutto si amalgamasse. Camera mia racconta un po’ la nostra vita e quella delle generazioni che come noi devono viaggiare per lavoro, e la cui casa diventa ovunque, o forse da nessuna parte».

La casa degli Eugenio, però, nonostante il tour e le tante esperienze in giro, resta Torino. «Ci troviamo bene in città – dicono – con Torino abbiamo un bel rapporto perché ci ha cullato e ci ha permesso di crescere in modo graduale, un aspetto affatto scontato. Città più grosse hanno più possibilità ma essendo così grandi vedono anche una dispersione, c’è poco spazio per gli artisti emergenti. Invece posti come Torino hanno avuto, quando abbiamo iniziato a suonare, una grande rete di locali che ci ha dato la possibilità di conoscerci e fare rete. È stato un viaggio ad accelerazione costante, un moto uniformemente accelerato senza particolare scombussolamento: oggi ci sentiamo come 5 anni fa, con la differenza che la gente che viene ai nostri concerti è sempre di più. Ma non ci turba, anzi ci piace proprio! Non stiamo subendo ma ce la stiamo godendo, dal futuro ci aspettiamo che si cresca sempre così, in modo graduale e uniforme e in tante sfaccettature che compongono il nostro progetto. Restiamo molto legati a Torino, e continueremo a esserlo: siamo felici, la squadra è sempre più ampia e il clima si è mantenuto lo stesso, va tutto alla grande!».

Intanto, la musica degli Eugenio si è spostata oltre i confini di Torino, e richiamerà i suoi fan nella dimora Unesco di Stupinigi per il primo raduno nazionale. «Lo abbiamo chiamato così perché inizierà nel pomeriggio e ci piaceva l’idea che partecipasse non solo chi vive a Torino – racconta Eugenio – secondo noi sarà uno dei tanti raduni nazionali da qui ai prossimi anni, un po’ come il dare inizio a una festa di via nel pomeriggio. Ci saranno tante possibilità, zone diverse allestite nel parco, sarà molto più che un semplice concerto».

Chi parteciperà al raduno nazionale del 6 luglio (i bimbi sotto i dieci anni entrano gratis previa prenotazione, scoprite tutto online) potrà infatti sperimentare workshop di capoeira, con allenamenti, parti musicali, ma anche primi passi da imparare, ma potrà anche scoprire il Museo di Stupinigi a tre euro. Non mancherà nemmeno un palchetto unplugged per quanti vorranno suonare: iscrizioni scrivendo una mail dal titolo "proposta eivdg" con un video o un brano in cui ci far ascoltare qualcosa e selezioni aperte fino al 25 giugno. Il tutto, nel segno di una “natura viva”, plastic free: pronti alla festa in Via di Gioia?

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