Jazz Around You Festival, il jazz a Chivasso e dintorni. L’intervista al direttore Daniele Ciuffreda - Torino

Concerti Torino Venerdì 24 maggio 2019

Jazz Around You Festival, il jazz a Chivasso e dintorni. L’intervista al direttore Daniele Ciuffreda

Torino - Il grande jazz approda in provincia di Torino, in particolare nell’area del chivassese con il Jazz Around You Festival. Il nuovo festival, alla sua prima edizione, conta otto appuntamenti tra il 25 maggio e il 14 luglio con cui porta artisti della scena jazz nazionale e internazionale nei teatri e nelle piazze di Casalborgono, Cavagnolo, Chivasso e Lauriano. Promosso dall’Associazione Culturale Blu Room, il festival diffuso è ideato e guidato dal chitarrista jazz Daniele Ciuffreda: nato a Chivasso nel 1987, il direttore creativo ci racconta la genesi e ci presenta il cartellone del JAY festival.

Hai già seguito in passato il Chivasso Jazz festival. Il JAY ne è la continuazione?

«Il Chivasso Jazz Festival era una piccola rassegna musicale circoscritta a Chivasso, che ha visto anche nomi importanti come Fabrizio Bosso, Alberto Gatto, Denis King,  che però contava solo tre o quattro appuntamenti all’anno. Ma da lì è scattata l’idea di espandere la rassegna alle altre città vicine e creare una rete che coinvolgesse i paesi intorno. Chivasso è un comune che conta 25mila abitanti ed è quindi medio grande nel circondario del torinese. Spesso i comuni più piccoli vicini non hanno le risorse economiche, logistiche e organizzative di ospitare musicisti di certo livello. Abbiamo così pensato di creare un nucleo da cui far crescere un festival del territorio che avesse il jazz come filo conduttore, unendo inoltre la grande musica internazionale con altre iniziative».

Non sono previsti solo concerti jazz nel programma di Jazz Around You Festival.

«La nostra volontà è mettere in risalto il territorio che ci ha visto nascere e crescere. Siamo orgogliosi di contribuire alla sua scoperta, per questo abbiamo creato la rassegna Spotlight,  che lega a quattro concerti del festival dei luoghi o dei personaggi caratteristici e significativi delle città che li ospita. Si tratta di un evento per ognuno dei comuni aderenti al festival che mette il focus su eccellenze o realtà poco note del territorio. Sabato 15 giugno, quando si esibiranno a Lauriano Daniele Tione e Alberto Mandarini, verranno proposte degustazioni del Caseificio Pugliese, importante azienda di Lauriano. Sabato 29 giugno, quando si esibirà il Michele Francesconi Trio a Cavagnolo, qui ci terrà una mostra storica dedicata a Casimiro Barello, importante personaggio vissuto a Cavagnolo nel 1800. In occasione del concerto del Simone Locarni Quartet, sabato 6 luglio a Casalborgone, sarà attiva una visita in collaborazione con il FAI al Borgo Antico “Leu” di Casalborgone, che è una cittadina medievale splendida. Chiuderà il festival una mostra a Chivasso in concomitanza con il concerto di Gianni Cazzola del 14 luglio:  sarà la personale di Alberto Capello, pittore piuttosto importante del posto, aperta nel weekend del 13 e 14 luglio. Insomma, abbiamo cercato di dare risalto a ogni città che crea il JAY, un festival nato con la voglia di unire, creare rete e fare squadra».

Gi otto concerti e alle iniziative collaterali sono a ingresso libero.

«Tutti gli eventi sono a ingresso a offerta libera, a scelta degli spettatori che avranno apprezzato i concerti. Abbiamo voluto mantenere questa filosofia che già abbiamo donato in passato, con la possibilità di donare quanto si desidera per contribuire alla realizzazione della prossima edizione».

Apre il JAY Festival uno spettacolo teatrale, sabato 25 maggio al Teatrino Civico di Chivasso. È Sax Crimes - Assassinio al Jazz Club, scritto dal saggista Franco Bergoglio e prodotto da Mirabilia Teatro.

«Esatto, il primo è uno spettacolo teatrale con delle parti suonate. Abbiamo voluto iniziare con un evento traversale per dare l’idea dell’interdisciplinarietà dal JAY, che è un festival della cultura a tutto tondo ed è ben rappresentato da questo spettacolo. “Sax Crimes” è un giallo con due attori, Alessia Olivetti e Andrea Murchio, che è anche il regista, e tre musicisti che suonano in scena, Alfredo Ponissi al sassofono, Claudio Nicola al contrabbasso e Francesco Brancato alla batteria. L’avevo visto un anno fa e mi aveva molto colpito, così ho subito pensato di portarlo al JAY: è molto ben congegnato, con scene ben architettate, una bella regia, un ottimo intreccio tra musica e recitazione».

Ci sono poi bei nomi nel cartellone nei successivi 7 eventi.

«Sì, dopo lo spettacolo iniziano i concerti. Domenica 2 giugno arriva Scott Hamilton, una delle punte di diamante del JAY festival, sassofonista americano che ormai vive in Italia, che conta collaborazioni con grandi nomi della vecchia guardia come della nuova generazione del jazz. Hamilton si esibirà con il Tony Match Trio, composto da Tony Match alla batteria, Sergio Di Gennaro al piano e Marco Piccirillo al contrabbasso.

Segue l’8 giugno il connubio interessante del duo di Luigi Tessarollo e Roberto Taufic, mescolanza tra la musica jazz italiana del primo e quella brasiliana del secondo: hanno due dischi all’attivo in cui mescolano le carte delle rispettive tradizioni musicali e la musica classica, creando un sound molto ben amalgamato e godibile. 

Il 15 luglio ci spostiamo a Lauriano con un altro duo molto affiatato con diversi dischi alle spalle, quello di Daniele Tione e Alberto Mandarini. Il loro concerto parte da un omaggio a Louis Armstrong e prosegue con variazioni e improvvisazioni. Tione in particolare è proprio di Lauriano, ma è la prima volta che suona per la sua città, siamo contenti di portarlo qui.

Il 22 giugno se il tempo ce lo concede ci sarà il primo concerto all’aperto di Chivasso, in piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa, con la cantante Deborah Carter: texana ma ormai europea di adozione, sarà in compagnia del suo quartetto italiano. Anche lei è una grande interprete nella tradizione del Great American Songbook: e stata di recente al Torino Jazz Festival e sentirla in quell’occasione ha confermato la bontà della scelta di averla in calendario.

Il 29 giugno quindi ci sposteremo a Cavagnolo con il concerto in trio del pianista emiliano Michele Francesconi, che presenta il suo lavoro Seasons. È un progetto musicale interessante con cui ha chiesto a colleghi compositori e strumentisti, Marco Ponchiroli, Stefano Travaglini e Luca Dell’Anna, di scrivere suites dedicate alle stagioni: ne emerge un lavoro che trae ispirazione dai diversi gusti degli artisti. Ogni suite sarà introdotta dal giornalista musicale de La Stampa Marco Basso.

Il 6 luglio si va a Casalborgone, nella piazza del borgo antico, il “Leu”, con il quartetto di Simone Locarni, un giovane pianista biellese. Lui è appassionato di musica popolare italiana, e a Luigi Tenco ha dedicato un disco che si intitola “Playin’ Tenco” in cui interpreta le musiche del cantautore con strumenti legati alla traduzione del jazz, cioè contrabbasso, batteria, clarinetto e pianoforte. Un quartetto jazz non proprio tradizionale dalle atmosfere morbide.

Chiuderemo il JAY il 14 luglio a Chivasso con il batteristaGianni Cazzola, emblema della batteria jazz in Italia che ha contribuito alla storia del genere da noi. Sarà in compagnia del suo quartetto Three Generation, perché è composto da musicisti di tre generazioni. È bello chiudere il festival con la contrapposizione tra il penultimo concerto di un giovanissimo e l’ultimo di un decano del jazz e di vedere lo scambio di energie e idee tra giovani e meno giovani».

Tu sei nato a Chivasso, hai alle spalle tour e collaborazioni importanti in Italia e in Europa e ora sei tornato a casa per il jazz.

«Sì, sono tornato a Torino, tenendo come base Chivasso. Ho sentito l’impulso di contribuire allo sviluppo del mio territorio, e dato che il mio ambito è la musica e in particolare il jazz, e da diversi anni mi occupo dell’organizzazione di eventi, ho deciso di mettermi in gioco in prima persona e tentare questa strada che ancora non era stata percorsa nel chivassese».

Un festival alla prima edizione è sempre una scommessa: com’è stata la reazione del territorio?

«Sono molto contento di come hanno risposto le amministrazioni comunali coinvolte. È un progetto abbastanza ambizioso e inizialmente anche un po’ rischioso, perché si trattava di unire varie forze. Ma i vari sindaci hanno da subito reagito con entusiasmo e volontà di partecipare. Poi sarebbe difficile portare a termine in maniera adeguata questo tipo di grandi manifestazioni senza il supporto di tanti sponsor e partner. A partire da a2a Gencogas che ha una centrale a Chivasso: sono felice abbiano accettato di diventare gli sponsor principali, è un segnale importante per un’azienda così grande voler dare un contributo alla cultura del territorio. Lo stesso vale per gli altri sponsor: SMAT Società Metropolitana Acque Torino, che è molto attiva sulla promozione culturale nell’area del torinese, e poi il Consorzio Formazione Canavese, Colia Assicurazioni e Previdenza UnipolSai Assicurazioni. E poi tutti i partner che hanno accettato di partecipare a questo progetto anche se è alla prima edizione: per noi è un grande risultato, ci permette di capire che è valido e non vediamo l’ora di cominciare».

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