Pop‑App: a Torino una mostra racconta i libri animati per l'infanzia, tra gioco e magia

2019-05-09 09:47:48

Da giovedì 9 maggio a domenica 30 giugno 2019

© Alessandra Chiappori

Torino - In fondo ne inventò uno anche Raymond Queneau nel 1961 con il suo Cent Mille Milliards de Poèmes, una «macchina per creare poesie»: niente altro che un libro animato, gioco combinatorio che permetteva di abbinare versi di un sonetto per produrre ogni volta un componimento nuovo.

Del potere creativo, della vita degli oggetti-libro e del loro carattere ludico ed educativo racconta la nuova mostra  Pop-App. Scienza, arte e gioco nella storia dei libri animati dalla carta alle app, promossa nell’ambito di un progetto che vede insiemel’Università di Roma La Sapienza e la Fondazione Tancredi di Barolo di Torino. Due le mostre, una romana e l’altra torinese, visitabile dall’8 maggio al 30 giugno 2019 in un percorso di incanto tra pagine, personaggi animati e meraviglie della creatività che si snoda tra Palazzo Barolo e gli spazi del MUSLI.

Il fascino del libro animato non smette da secoli di incantare artisti ma anche scienziati per le sue potenzialità creative ed educative, segnale che non si tratta di un prodotto dell’ingegno e di fine artigianato da relegare al passato, ma che è al contrario un’idea capace di dare luogo a sviluppi nel mondo odierno, quello del digitale, rappresentando così un materiale di riflessione per tutti.

Quella curata da Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, è una mostra che non guarda dunque al mondo di ieri, con il ricordo di capolavori editoriali capaci di stupire grandi e piccoli, ma che anzi invita a scoprire le potenzialità artistiche, creative, educative di questi libri e delle loro animazioni che – si svela così il gioco di parole del titolo Pop-App – sembrano avere molti legami con le tecnologie e le applicazioni digitali.

L’intento esplicito è proprio quello di unire saperi multidisciplinari, sfiorando anche l’arte contemporanea, ben rappresentata da alcuni libri animati di Bruno Munari, tra i lavori moderni di carattere ludico-didattico del Novecento per l’infanzia ospitati in mostra. A partire da alcuni antichi esemplari cinquecenteschi, il percorso racconta la storia dei libri animati destinati all’infanzia e pubblicati in Italia e all’estero dai primi dell’Ottocento fino alla metà del Novecento ed è corredato di prodotti multimediali e interattivi, che rivelano il funzionamento e gli effetti speciali di alcuni materiali esposti.

«Questi libri rappresentano un legame tra presente e futuro – ha ribadito Vagliani – oltre a essere di straordinaria bellezza sottolineano come fosse centrale l’intento di educare e giocare insieme. Il percorso inizia raccontando della tradizione degli antichi libri scientifici: il patrimonio del libro “in movimento” ci è arrivato proprio con strumenti così, trasformandosi poi nelle arlecchinate con i personaggi della commedia dell’arte, grazie alle quali ai bambini arrivavano tutte le componenti della cultura attraverso il gioco. Erano dispositivi che potevano essere usati

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