A Palazzo Madama le legature d'arte in mostra dalla collezione di Livio Ambrogio - Torino

Mostre Torino Martedì 7 maggio 2019

A Palazzo Madama le legature d'arte in mostra dalla collezione di Livio Ambrogio

Torino - Non poteva che prendere vita nella settimana in cui Torino gravita intorno al mondo del libri, quella del Salone Internazionale del Libro, la piccola e preziosa mostra che Palazzo Madama dedica a un aspetto artistico e insieme artigianale del mondo dell’editoria, quello delle legature. Quando il libro si riveste d’arte è infatti l’esposizione ospitata presso il Gabinetto Cinese del Museo dal 6 maggio al 30 settembre 2019. Due sale e tanti pezzi unici per una mostra che vuole essere un omaggio a un noto legatore torinese contemporaneo: Luciano Fagnola. Un maestro artigiano che negli ultimi vent’anni ha sperimentato tecniche sempre diverse per decorare le copertine di celebri libri d’autore, editati da stampatori d’eccellenza come Alberto Tallone.

Se la legatura è infatti la vera trama del libro, la serie di cuciture che permettono alle pagine di stare insieme e poter essere sfogliate, esistono lavori di legatura, come quelli di Luciano Fagnola, maestranza tutta locale per Torino, che uniscono l’esigenza artigianale di alta qualità a un intento artistico. E così ecco succedersi in mostra svariati tra i “classici” Fagnola che provengono dalla raccolta del collezionista torinese Livio Ambrogio. 28 i testi, tra letteratura, poesia, teatro: c’è infatti Dante con i diversi volumi della sua Commedia, il pregiato lavoro che racchiude il Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi, e poi i policromi intarsi di Pinocchio di Carlo Collodi, le Nozze di Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais e i gotici Racconti di Edgar Allan Poe, “rivestiti” dalle legature complesse e raffinate. Alcune di queste vedono la firma progettuale di artisti noti, tra i quali spiccano Francesco Casorati, Ugo Nespolo e Guido Giordano, ma anche di giovani talenti quali Irene Bedino, Luca Bosio, Samantha Farina e Elena Rivolta.

Si tratta di intendere la legatoria come arte applicata, «il fatto è che il libro in sé è un oggetto che tutti conoscono – ha spiegato Ugo Nespolo, presente all’inaugurazione della mostra – questa collezione piccina ma molto ricca dà spazio non tanto ai contenuti di questi libri ma al fatto che si tratti di oggetti artistici di alto artigianato. Ci si può domandare se esista differenza tra arte e artigianato: l’arte è sempre fatta di manualità, di capacità di eseguire e fare opere. I capolavori passano attraverso le mani di un artigiano che è un artista, del resto gli artisti lavoravano a bottega per imparare il mestiere, le tecniche, come l’intarsio di queste legature pregiate. Fagnola inoltre rappresenta un’eccellenza che dovremmo valorizzare: questa mostra evidenzia il grande patrimonio di cultura che rappresentano le nostre capacità manuali».

Le legature esposte sono “lavorate” con intarsi policromi in pelle, impressioni a secco e a sbalzo, mosaici policromi con decori in china colorata o ad acrilico e persino decorazioni con elementi metallici. La mostra di Palazzo Madama ospita lavori recenti che vanno dal 1997 fino al 2018. Datazioni apparentemente insolite per un Museo di arti applicate che vanta una collezione di 326 legature antiche entrate nelle collezioni del museo tra la fine del 1800 e l’inizio del ‘900, nonché un fondo di libri antichi con legature, pergamene e manoscritti miniati. Eppure, il tema del libro intreccia varie pagine della storia di Palazzo Madama e delle sue collezioni: si va dai libri antichi come modelli per gli artigiani, nell’idea di costante miglioramento delle produzioni correnti, fino al ventesimo secolo e all’apertura delle collezioni alle arti decorative.

Palazzo Madama ha infatti incrementato e valorizzato negli ultimi vent’anni il suo fondo, proponendo nel 2008 una rassegna dedicata a incunaboli e libri a stampa cinquecenteschi, nel 2009 una mostra sulle più preziose legature del museo, con particolare attenzione all’organizzazione della bottega, alle tecniche e agli strumenti impiegati dal legatore, nel 2011 la mostra La Città in tasca sugli almanacchi Palmaverde, editi a Torino tra XVIII e XIX secolo e nel 2012 l’esposizione Dante ti amo di manoscritti, incunaboli e libri a stampa della Divina Commedia, dal Quattrocento all’Ottocento, provenienti anche questi dalla collezione di Livio Ambrogio. Contestualmente si è proceduto all’aggiornamento inventariale del fondo museale librario e alla redazione del catalogo sistematico di tutte le legature del museo; un lavoro puntualissimo effettuato dallo studioso torinese Francesco Malaguzzi, recentemente scomparso, al quale questa nuova mostra è dedicata.

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