Atp di Tennis a Torino, svelato l'evento: «sembrava impossibile, sarà un'avventura meravigliosa»

Attualità Torino Lunedì 29 aprile 2019

Atp di Tennis a Torino, svelato l'evento: «sembrava impossibile, sarà un'avventura meravigliosa»

Torino - È una giornata di festa a Torino: per celebrare la vittoria della candidatura alla città per le ATP Finals di tennis, che saranno ospitate nel capoluogo dal 2021 al 2025, la sera del 29 aprile anche la Mole, simbolo della città, si accenderà con il logo del più importante evento sportivo al mondo legato al tennis.

Una festa che tutti sperano di poter vivere a lungo sulla scorta del ricordo che accese Torino nel 2006 per le Olimpiadi invernali, l’evento che ridipinse l’identità di una città scopertasi improvvisamente bella da visitare e da vivere. Se anche alla sindaca Chiara Appendino e a molti tra gli organizzatori non sembra ancora vero, le ATP arriveranno davvero, e come è stato annunciato più volte durante la conferenza di presentazione dell’evento, dopo le insidie e le difficoltà del percorso che ha portato alla candidatura e successiva vittoria, il momento ancora più difficile sarà proprio quello che si aprirà da oggi al 2021, con la creazione di un comitato di gestione dell’evento e con le molteplici sfide che Torino dovrà affrontare per arrivare pronta al via.

«Abbiamo fatto il possibile e l’impossibile – ha ricordato Chiara Appendino ripercorrendo il percorso che ha portato le ATP Finals a Torino – l’avventura è partita da molto lontano e a tratti è sembrata impossibile. Credo di aver piano dieci volte pensando di averla persa, e sorriso undici pensando invece di averla vinta. Ma a volte quando le cose sembrano impossibili, il talento della squadra riesce a smentire ogni previsione». Quella che attende Torino sarà sì una strada in salita, ma che premia e riconosce alcuni primati della città, e una tenacia a non mollare l’obiettivo. «Siamo profondamente convinti della bontà di questa candidatura fin dal primo giorno» ha infatti proseguito la sindaca.

Tre i pilastri su cui Torino punterà, come annunciato dal suo primo cittadino: la sostenibilità innanzitutto, con la volontà di tutelare l’ambiente in coerenza con le linee approntate dall’amministrazione attuale e dunque con un impatto energetico il più basso possibile, con menu flussi di traffico e con lo sforzo verso l’ottenimento di una certificazione di sostenibilità che, nelle parole della Appendino, potrebbe fungere da esempio e lezione per altri. Secondo pilastro, l’innovazione, di cui Torino fa vanto insieme a esperienze e tecnologie che, nel disegno della Città, accompagneranno il quinquennio di ATP Finals. «Vorremmo che l’evento possa essere una nuova esperienza per chi vorrà partecipare anche senza essere fisicamente a Torino – sono le parole della sindaca – metteremo quindi la tecnologia a servizio dei cittadini con match accessibili, una nuova esperienza di spettacolo ed eventi per tutti ben oltre il perimetro del Pala Alpitour. Tutta la città sarà coinvolta».

E proprio la città è il terzo spazio di attenzione a cui i lavori in previsione del 2021 saranno rivolti: Torino ha infatti battuto altre 39 città tra cui Londra, Singapore e Tokyo, dimostrando la sua eccellenza e il suo potenziale che, secondo Chiara Appendino, non ha bisogno di rinforzi: «credo che ciascuno debba mostrare quello che è in modo naturale» ha ribadito apprezzando ogni singolo componente della comunità torinese.

Cultura, quartieri, entusiasmo dei cittadini e passione, questi i fattori in gioco in quella che sembra essere un nuova ondata di gioia sortiva e urbana dopo le Olimpiadi del 2006. «Lavoreremo affinché tutti questi ingredienti continuino a definire un’immagine ancora più rafforzata della nostra città» non ha mancato di promettere la sindaca.

La giornata di festa per Torino ha un cuore nella capacità di fare squadra delle diverse istituzioni che hanno contribuito a segnare l’ambito traguardo. Presenti alla conferenza stampa erano infatti anche i diversi rappresentati di Governo ed enti territoriali. Tra loro il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, che ha ricordato la tenacia di Chiara Appendino, “stalker” insieme al presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi. «Quello verso ATP è stato un percorso complicato e difficile che ha richiesto anche una larga dose di condivisione tra tutte le forze politiche – ha detto – vista la consistente dote finanziaria elargita dallo Stato, si è registrata una larga condivisione ed è stato così possibile coltivare la candidatura anche superando tante prove e stress test».

Compito della città sarà dunque ora quello di dimostrarsi all’altezza, trasformando ulteriormente il valore di un evento di eccellenza internazionale che, come ha riassunto Chris Kermode, presidente di ATP, arriva a Torino dopo 12 anni a Londra. «Essere qui in Italia è un risultato di cui siamo orgogliosi – sono state le sue parole – ATP Finals è il più grande evento di tennis del mondo, per questa selezione abbiamo seguito un processo rigoroso ed essere qui oggi è una grande gioia. Perché Torino? La risposta è semplice: per la passione. Torino sarà una nuova casa e l’inizio di una nuova era, facciamo sì che questo sia uno dei più grandi eventi sportivi».

Una premessa che non può non rimandare alle attese ricadute sul territorio, che insieme al prestigio dell’evento sportivo e alla volontà di sviluppare l’attenzione per il tennis sono tra le priorità delle istituzioni. Sono diverse le circostanze che, secondo il presidente di FIT Angelo Binaghi hanno decretato il successo torinese, tra queste i recenti campioni del tennis e l’entusiasmo dei tifosi, ma anche la presenza di un’infrastruttura come il Pala Alpitour conforme agli standard di un evento di livello quale le ATP Finals, come ha ricordato il presidente del CONI Giovanni Malagò.

«Un conto è partecipare, un altro è vincere – ha chiarito Binaghi – per vincere serve un altro fattore, il territorio, con la sua gente appassionata, le imprese… Questo potrà trasformare una manifestazione in un grande successo». Allettanti le cifre calcolate per la ricaduta: in 5 anni ATP dovrebbe superare il numero di biglietti venduti delle Olimpiadi invernali del 2006, che registrarono 900mila biglietti. ATP punta invece a superare in cinque anni il milione di biglietti: la storia della manifestazione racconta infatti di oltre 96 milioni di persone che ogni anno seguono le partite, con 180 nazioni in cui sono trasmesse per tremila ore di tv e relative ore di trasmissioni dedicate attraverso le quali Torino viaggerà con le sue immagini in tutto il mondo. Un valore che, insieme a reputazione, visibilità e conoscenza, arriverà a sfiorare i 500 milioni di euro.

Un’eredità, quella di Torino e dei giochi olimpici, che potrebbe rispiccare il volo contando anche sulle allettanti qualità della vita in Italia: clima, storia, cibo e patrimonio artistico, come ha ricordato Malagò del CONI, sono un valore aggiunto per tutto il mondo dello sport, mentre il Pala Alpitour è un felice esempio di eredità che deriva dalle Olimpiadi, un evento che a suo tempo aveva già segnalato l’attitudine internazionale della città. Passion lives here, recitava il motto delle Olimpiadi, e a giudicare dai successi di tanti tennisti italiani, perché non accendere un’altra fiaccola e sognare che oltre a ospitare l’evento, alle ATP Finals di Torino partecipino e vincano anche atleti italiani?

Ma oltre ai sogni e alla festa per la vittoria della candidatura, ora bisognerà mettersi al lavoro con il Comitato promotore che presto entrerà in funzione. «Da domani – ha ricordato Chiara Appendino sottolineando il valore di un grande lavoro di squadra tra forze politiche anche differenti – lavoreremo al meglio per presentarci in forma all’appuntamento del 2021, ciascuno nel proprio ruolo dovrà operare affinché l’entusiasmo odierno non si spenga, anzi cresca con tutti i mezzi. Sono certa che questa città saprà trasmettere l’entusiasmo e trasformare le ATP in un’occasione di crescita per tutta la comunità. Da domani inizia la parte più difficile, un po’ mi spaventa ma insieme faremo un grande lavoro con emozione e gioia».

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