Libri Torino Giovedì 18 aprile 2019

Matota: a Torino il Festival letterario per bambini e ragazzi, da Moni Ovadia a Laura Curino e Carlo Pestelli

Torino - Matota, una parola che sembra un gioco e invece significa bambina in piemontese: è questo il nome del festival che nasce per coinvolgere nella lettura bambini e ragazzi e dar loro una parte di primo piano nella riflessione sui grandi temi sociali. Parole semplici per temi grandi, e un invito che dà il sottotitolo a questa edizione – la numero due – Non c’è storia: storie che raccontano la storia. Il festival si svolgerà in tutta Torino e non solo da giovedì 2 a lunedì 6 maggio, con un calendario folto di iniziative, piazze, feste e concerti, lezioni, ospiti da tutta Italia, musei e addirittura un tram, un rifugio antiaereo e il Consolato vietnamita.

Un’iniziativa che torna e si consolida, come conferma Pino Pace, tra gli organizzatori insieme a Babelica: «un appuntamento del genere a Torino mancava – spiega lo scrittore – Matota è legato alla promozione della lettura, proviamo a parlare di argomenti importanti, ma con un linguaggio comprensibile a tutti. Quest’anno il tema saranno le storie con la s minuscola che raccontano la storia con la s maiuscola, abbiamo una quarantina di appuntamenti in tre città diverse e un programma estremamente ricco».

Il Festival si aprirà giovedì 2 maggio con gli appuntamenti gratuiti dedicati alle scuole e coinvolgendo due comuni: Settimo Torinese e Torino. Alle 18 di giovedì l’inaugurazione ufficiale del Matota al Magazzino sul Po, ai Murazzi, lato sinistro, con il concerto dedicato alle famiglie con Michele Dal Lago e Giusy Pesenti: dai canti contadini al rock, passando per il blues, perché la musica del secolo scorso non è solo roba da grandi. La giornata di venerdì 3 maggio sarà dedicata alle scuole, con numerosi appuntamenti mattutini e pomeridiani in piazza Paravia e Risorgimento e nei circoli Arci Banfo,Basaglia e Risorgimento.

Tra le intenzioni del festival, quella di coinvolgere la città intera: «vorremmo riappropriarci di alcuni luoghi come le periferie di Torino – spiega ancora Pino Pace – dove sembra che non si possa fare cultura». Matota infatti non starà fermo. Sabato 4 maggio, alle 10, si inizia con la lettura della storia Mia mamma guida una balena (Lapis edizioni) di Pino Pace sul tram della linea 4 di Torino per raccontare la storia di una mamma lavoratrice. Il pomeriggio di sabato 4 e tutta la giornata di domenica 5 gli incontri si concentreranno in piazza Risorgimento. Dalle 14 del sabato è prevista l’apertura gratuita del Rifugio antiaereo con visite guidate a cura del Museo diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà e la proiezione sotterranea del video Resistere per essere liberi, a cura di Lacumbia Film. In contemporanea, si terranno letture a cura degli studenti del corso di recitazione di ODS supportati da Stefania Giuliano e sarà presente il bibliobus delle biblioteche civiche di Torino con una selezione speciale dedicata al tema del Matota 2019. Dalle 14,30, con l’appuntamento “Come giocare con i giochi - Istruzioni per i grandi”, sarà presente il progetto “Prima della terza” che scende in piazza e spiega ai genitori come usare con i più piccoli i principali giochi educativi affinché i momenti di gioco si trasformino in apprendimento, in collaborazione con Quercetti.  

«Tra gli appuntamenti – ha ricordato Pino Pace – avremo Bruno Maida con I treni della felicità, i convogli che portavano bambini indigenti da sud Italia al nord. Ci sarà poi un racconto di Bella ciao con Carlo Pestelli e il Coro Moro, una canzone antica conosciuta dai bambini ma che ha attraversato la storia del Nocento. Andremo anche al Consolato della Repubblica Socialista del Vietnam, con la lettura dei ca dao, la poesia popolare, e l’analisi dei poster, spiegheremo ai bambini i concetti di “colonialismo” e “resistenza” e l’azione di un popolo in lotta. Mi piace molto puntare lo sguardo non solo sull’Italia, cerchiamo di farci suggestionare e così dopo l’Argentina del 2018 ci sarà il Vietnam L’anno prossimo chissà».

In arrivo a Matota anche grandi nomi del panorama culturale, che impreziosiranno il ricco calendario. Tra loro Laura Curino, che racconterà la figura unica di Adriano Olivetti ai ragazzi delle superiori, e Moni Ovadia, che guiderà il pubblico in un tour attraverso le pietre di inciampo e la storia delle persone che ricordano.

«La premessa mai troppo scontata è che viviamo in anni in cui aumentano i numeri dell’analfabetismo funzionale e dei non lettori – sottolinea Andrea Polacchi, presidente di Arci Torino che coorganizza Matota -  i processi di comprensione del mondo vengono inoltre troppo spesso veicolati attraverso social network, immagini, spot e canali simili. Abbiamo quindi deciso di mettere al centro, a partire dai minori, la capacità di comprendere il mondo attraverso i libri, che è poi quella più complessa, faticosa. Ma pensiamo che possa far crescere dei cittadini migliori per il futuro».

Tre sono infatti secondo Polacchi gli aspetti inediti di Matota: al centro non c’è la vendita dei libri ma il coinvolgimento del pubblico, grande e piccolo, i luoghi del festival sono inediti, per cercare il più possibile di arrivare a pubblici differenti andando nei luoghi partecipati dalle persone come piazze, o addirittura tram. Matota è inoltre l’unico festival con queste caratteristiche: «spesso il rapporto con i piccoli è paternalistico – prosegue il presidente di Arci -  noi invece abbiamo deciso di considerare i bambini come degli attori in grado di collaborare da veri e propri soggetti attivi».

Matota tornerà anche a essere MatotOff, una dimensione più adulta che, pur parlando di bambini, guarderà al mondo dei grandi. Gli eventi del MatotOff spazieranno dal laboratorio Memoria, odori e immagini al caffè Basaglia, alle chiacchiere sulle Fiabe Sarde ed. Condaghes con Rossana Copez al circolo B-Locale, all’incontro con i lettori di Nicoletta Bortolotti con il suo Chiamami sottovoce (HarperCollins) alla Piola Sardo-Veneziana Bar Pietro fino alla cena sarda di finanziamento del festival al circolo dei sardi Antonio Gramsci e all’incontro con Fabio Bartolomei in Babelica con la presentazione del suo L’ultima volta che siamo stati bambini (edizioni e/o).

Dietro la regia di Matota c’è l’Associazione CulturaleBabelica, supportata dal Comitato Arci Torino, dal Comune, dalla Circoscrizione 4 e dalle Biblioteche Civiche Torinesi. Il programma completo e tutti i dettagli dei singoli eventi del Festival sono sul sito di Matota.

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