Cultura Torino Mercoledì 17 aprile 2019

Collezione Cerruti: il nuovo polo museale del Castello di Rivoli Museo d'Arte contemporanea

Torino - Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, grazie all’importante accordo siglato nel 2017 con la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, aprirà al pubblico il prossimo 4 maggio Villa Cerruti, straordinaria collezione d’arte, mai esposta fino ad ora, dell’imprenditore torinese da cui prende il nome la Fondazione.

Il nuovo polo museale Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea - Collezione Cerruti è il risultato di un progetto ambizioso, che riporta alla collettività nazionale e internazionale un patrimonio inestimabile grazie all’importante sinergia tra istituzioni pubbliche e private. La collaborazione ha conferito al primo museo dell’Arte Contemporanea italiano la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione di questo eccezionale corpus di opere, frutto della ricerca di Francesco Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), uno tra i più importanti collezionisti europei.

La raccolta di opere, iniziata alla fine degli anni Sessanta, rappresenta un unicum nella storia del collezionismo privato italiano, difficilmente paragonabile ad altre in Europa e al mondo. Il grande
progetto dell’imprenditore ebbe inizio con l’acquisto di un inchiostro e acquarello su carta del 1918 di
Kandinsky, e si arricchì negli anni, arrivando a contemplare quasi trecento opere scultoree e pittoriche,
che spaziano dal medioevo al contemporaneo, a cui si aggiunsero quasi duecento libri rari e antichi,
legature, fondi oro, e più di trecento elementi di arredo tra i quali tappeti e scrittoi di celebri ebanisti: un
viaggio nella storia dell’arte, dai mobili alle arti antiche, dal Rinascimento all’Ottocento fino alla
modernità.

Capolavori dei principali artisti al mondo, dalle opere di Segno di Bonaventura, Agnolo Gaddi e Pontormo fino a quelle di Renoir, Modigliani, Klee, Boccioni, Balla, Magritte, per arrivare a Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini. «Con l’apertura della sede della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte contribuiamo a restituire alla collettività un patrimonio di immenso valore, nonché la testimonianza di un grande amante dell’arte - Dichiara Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte - Un progetto straordinario, in termini culturali, che siamo orgogliosi sia stato reso possibile grazie a un accordo con il Castello di Rivoli: un’ulteriore dimostrazione della forte crescita di questa istituzione regionale e di quanto si stia affermando come un centro culturale di rilievo nazionale e internazionale. Il nostro impegno, al fianco delle istituzioni coinvolte, sarà quello di sostenere l’attività della Fondazione e garantire la valorizzazione della sua incredibile collezione».

Oltre a rappresentare un lascito storico-culturale di singolare importanza, portatore dell’espressione
artistica di alcuni dei più grandi interpreti della nostra storia, la raccolta si fa rivelatrice dello spirito e
del carattere del proprio fondatore. Così l’apertura della Villa diventa l’atto consacratore del desiderio di
Francesco Federico Cerruti, nel voler aprire al mondo la sua straordinaria collezione, per farla scoprire
nella sua bellezza e complessità. «La collezione - afferma Andreina Cerruti, Presidente della Fondazione
- è anche un racconto di vita, il dischiudersi di un’esistenza nel linguaggio esclusivo che è proprio
dell’arte e della poesia».

«Un importante accordo, siglato tra il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Francesco Federico Cerruti, conferisce al museo la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione della Collezione Cerruti, straordinaria raccolta finora sconosciuta ai più, restituendo in tal modo alla collettività un patrimonio inestimabile, frutto della vita discreta e riservata del ragioniere Francesco Federico Cerruti», sono le parole di Fiorenzo Alfieri, Presidente del Castello di Rivoli.

Nel suo testamento, Cerruti lasciò la sua Collezione alle future generazioni, in modo che potessero
scoprirne la bellezza e la complessità. Nello statuto della Fondazione egli scrisse come abbia “deciso di
donarla ad un pubblico nazionale e internazionale” nella speranza di «perpetuare i valori che lo
animarono, così come il suo senso di mecenatismo, in modo da aiutare a rendere la Collezione Cerruti
una realtà che possa continuare a vivere e stimolare una crescita culturale».

Il Castello di Rivoli, primo luogo di interscambio tra arte contemporanea e sperimentazione di nuovi
linguaggi, vuole dimostrare proprio attraverso questa importante collaborazione che conferisce la
gestione della Collezione e della casa al Museo, come sia possibile e fruttuoso il dialogo fra l’arte
contemporanea e il suo passato. Questo importante lascito, come dice il direttore del Castello di Rivoli
nonché della Fondazione stessa, Carolyn Christov-Bakargiev, sarà «un motore di creatività per il
Museo, in un dialogo inedito tra antico e contemporaneo, attraverso programmi educativi, artistici e
curatoriali. Dietro a questa straordinaria collezione c’è la figura ideale di un amante dell’arte come
Francesco Federico Cerruti, un uomo discreto e riservato, poco incline alla rumorosità del mondo che
ricercava nel silenzio del suo museo privato il trasalimento e lo stupore dinanzi all’enigma della
creazione artistica. Pur frequentando la casa di Rivoli e curandone la disposizione delle opere e degli arredi in un equilibrio che facesse convivere la prossimità e la lontananza delle opere, Cerruti scelse di
non abitarvi, continuando a vivere in un alloggio semplice nei pressi della sua fabbrica LIT (Legatoria
Industriale Torinese) a Torino. La sensibilità e la generosità del collezionista Cerruti, la trama nascosta
della sua passione sono ora parte integrante del nuovo polo museale, unico nello scenario italiano e
internazionale, uno spazio straordinario che sarà aperto al pubblico con visite guidate e che vedrà la
partecipazione di artisti, scrittori, filosofi, storici dell’arte, filmmaker, impegnati in un dialogo serrato
per cogliere la voce nascosta, le sfumature, le vibrazioni che si celano nelle pieghe dell’arte capace di
accogliere l’eredità del passato, il suo respiro, il suo ritmo e di collocarli nel cuore pulsante del tempo
presente. Nella nostra era digitale, innovativa, tecnologica ma proiettata all’archiviazione acritica del
passato, i musei enciclopedici come il Metropolitan a New York, l’Hermitage a San Pietroburgo e il
Louvre a Parigi aprono sezioni dedicate all’arte contemporanea; il Castello di Rivoli sceglie un percorso
diverso – nella consapevolezza del legame ineludibile tra le opere del passato e del presente, di un
cammino come quello dell’arte che è oltrepassamento di ogni soglia spazio temporale - e vuole essere il
primo museo d’arte contemporanea al mondo che, grazie a questo accordo, apre una sezione dedicata
all’arte del passato».

In occasione dell’apertura al pubblico della Collezione di Francesco Federico Cerruti (1922-2015) nella sua villa di Rivoli, il Castello di Rivoli dà inizio a un programma di presentazione di opere d’arte contemporanea in omaggio ai capolavori di questa straordinaria collezione, in alcuni casi vere e proprie commissioni di nuove opere che, a partire da maggio 2019, si susseguiranno nel corso degli anni. Intitolata Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa, questa serie inaugurerà a maggio 2019 con opere di Anna Boghiguian, Alex Cecchetti, Camille Henrot, Liu Ding, Giuseppe Penone, Susan Philipsz e Seth Price. Altri artisti, tra i quali Roberto Cuoghi, Elisa Sighicelli, Jimmie Durham, Maria Thereza Alves, Mario García Torres, Goshka Macuga, Michael Rakowitz, James Richards, Wael Shawky e Adrián Villar Rojas presenteranno le loro  creazioni in tempi successivi, in maniera organica e in un dialogo tra tempi e luoghi diversi.

Negli stessi giorni in cui si apriranno le porte di Villa Cerruti, le sale del Castello, i suoi spazi esterni e quelli della casa-museo ospiteranno opere ispirate nella loro eterogeneità sia ai capolavori del passato raccolti da Cerruti nella sua collezione sia all’eclettismo della villa e alla biografia stessa di questo riservato rilegatore e collezionista. La passione di Cerruti per libri e legature, per dipinti, grafiche e opere bidimensionali di piccolo formato porta a riconsiderare le origini storiche, i metodi, i tempi e le potenzialità narrative e concettuali di un racconto affidato alle superfici, poi arrotolate, piegate, legate o messe “a contatto” tra loro: di papiro, pelle (pergamena) e poi carta nel libro moderno, fino agli schermi dei nostri computer e smartphone.

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