Mostre Torino Lunedì 15 aprile 2019

Disegnare il Futuro: Leonardo Da Vinci in mostra a Torino. Info e orari

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Torino - «Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare»: personalità unica e geniale a cavallo tra umanesimo e scienza nel periodo d’oro per l’arte italiana, il Rinascimento, Leonardo da Vinci sembra trasportare nella propria opera questo assunto. Uno sguardo inedito, innovativo, geniale, e quanto mai attuale nella prospettiva universale con cui si accosta a scoprire e indagare il mondo: è questo il carattere determinante di una figura artistica poliedrica, unica per il suo pensiero ampio e visionario. A Leonardo e alla sua anima innovatrice è dedicata la grande mostra che i Musei Reali propongono in occasione del cinquecentenario dalla morte dell’artista, visitabile dal 16 aprile al 14 luglio 2019: Disegnare il futuro.

Un percorso di rara bellezza, dove stupirsi passo dopo passo, opera dopo opera, tra disegni autografi di cinque secoli fa che raccontano degli studi, dei bozzetti e dei tratti di inchiostri di Leonardo stesso, e degli artisti a lui coevi e non solo. Sguardi del cinquecento, e sguardi moderni si intrecciano nella proposta di una mostra che apre nuovi scorci e piste di studio sul genio assoluto del Rinascimento italiano, proponendo disegni preziosi come quelli custoditi dalla Biblioteca Reale di Torino, il celebre Autoritratto e il Codice sul volo degli uccelli.

«Questa mostra è un momento importante e un’occasione di valorizzazione delle nostre straordinarie collezioni museali – ha sottolineato infatti la direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, tra i curatori di Disegnare il futuro – il focus è certamente sui tredici disegni di Leonardo acquistati dalla famiglia Savoia nel 1893, un nucleo che molti conoscono e di cui fanno parte capolavori assoluti. Tra le intenzioni di questa mostra c’è anche quella di approfondire la conoscenza di questi disegni, ecco perché l’opera di Leonardo è presentata a dialogo, in un percorso di tappe e temi, con i suoi comprimari».

Ed ecco allora Michelangelo (i cui disegni sono in mostra anche alla Pinacoteca Agnelli), Raffaello, Botticelli affiancarsi agli affascinanti disegni di Leonardo: figure umane scolpite nella loro anatomia, studiata con la nuova voglia di conoscenza che ha contraddistinto il Rinascimento, e poi zampe di cavalli analizzate nei loro complessi dinamismi, volti scolpiti nelle loro fattezze più strane, oppure nella loro estrema dolcezza. Una galleria di capolavori che si mostrano al visitatore nella loro folgorante bellezza, intatta dopo cinque secoli di storia, e che contribuiscono a rileggere Leonardo, evidenziandone il carattere di innovazione e mettendo in risalto un intreccio oggi inedito di cultura umanistica e tecnologica. In mostra infatti c’è anche il famoso Codice sul volo, manifesto ed emblema leonardesco della volontà di andare oltre, cercare l’ignoto oltrepassando i limiti, nel segno di un periodo della storia e della cultura italiana, quello del Quattrocento e Cinquecento, caratterizzato dalla forza centrale dell’uomo tra arte e società, e dai suoi nuovi orizzonti. Corollario, sognante e visionario, ai disegni esposti, è dunque un curioso macchinario per il volo costruito proprio a partire dalle ipotesi leonardesche, in prestito alla mostra dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano.

La raccolta di opere in mostra, databili all’incirca tra il 1480 e il 1515, raccoglie lavori vari per soggetto e per ispirazione, in grado di documentare l’attività di Leonardo dalla giovinezza alla piena maturità scoprendone il tratto unico. Ci sono  i nudi per la Battaglia d’Anghiari, i cavalli per i monumenti Sforza e Trivulzio, lo straordinario studio per l’angelo della Vergine delle Rocce, noto come Volto di fanciulla. E poi eccolo, l’unicum, il celeberrimo Autoritratto di Leonardo, posto in dialogo con opere d’arte contemporanea, rappresentazioni di sé realizzate da Luigi Ontani, Salvo, Alberto Savinio.

Una sezione sorprendente che rivela come l’autoritratto resti un tema più che mai attuale. Nuovi studi sembrano inoltre attestare, come ha anticipato una dei curatori, Paola Salvi, l’origine francese di questo disegno, databile intorno al 1517, che indaga la rappresentazione del sé artistico, l’idea cioè che Leonardo avrebbe voluto lasciare di sé ai posteri. Un’idea che non è certamente estranea ai tanti studi sui volti, sui vecchi e giovani e la loro bellezza, disegni nei quali Leonardo ha inciso il proprio tratto riconoscibile. «Leonardo guardava all’antico in modo diverso rispetto agli altri artisti – ha spiegato ancora la curatrice– il suo modello è sì la statuaria antica, ma la sua osservazione della natura conferisce un aspetto particolare a tutte le sue opere».

In mostra è presente anche il Codice Trivulziano, concesso in prestito dalla Biblioteca Trivulziana del Castello Sforzesco di Milano per la prima volta dopo il 1935. Un’opera capitale, il quaderno sul quale Leonardo annotò i suoi pensieri e le sue riflessioni sul lessico. L’itinerario è suddiviso in sette sezioni corrispondenti ad altrettante possibili chiavi di lettura dell’opera del maestro e delle esperienze condotte dagli artisti del Rinascimento: l’eredità dell’arte antica; l’esplorazione dell’anatomia e delle proporzioni del corpo umano; il confronto tra l’arte e la poesia, con prove scritte di Michelangelo in persona, che si disegna intento a dipingere la Cappella Sistina, e poi, insieme all’autoritratto, una sezione sullo studio dei volti e la sfida della rappresentazione delle emozioni. Non potrebbero mancare gli studi sul volo, l’architettura e un tema finora inesplorato: la sezione Leonardo e il Piemonte con le citazioni dei luoghi presenti negli scritti di Leonardo e che il foglio del Codice Atlantico con il Naviglio di Ivrea.

Disegnare il futuro è anche una mostra condivisa, con il Politecnico e con l’Università di Torino, per esempio, che hanno curato rispettivamente un’installazione e un percorso che prosegue quello inaugurato dalla mostra, e un programma innovativo di partecipazione dei visitatori e di citizen science, ma anche con L’Accademia delle scienze, che durante il periodo di visita della mostra proporrà un approfondito programma di conferenze per approfondire i tanti temi affrontati da Leonardo, consentendo di intravedere la molteplicità dei campi in cui si è cimentato il genio del Rinascimento.

Allestita nelle Sale Palatine della Galleria Sabauda, la mostra è curata da Enrica Pagella, Francesco Paolo Di Teodoro e Paola Salvi e promossa dal Ministero per i beni e le attività culturali con il sostegno del Comitato nazionale per le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dalla morte di Leonardo da Vinci. La mostra sarà aperta dal 16 aprile al 14 luglio 2019, tutti i giorni da lunedì a domenica dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso ore 18), con ingresso su Piazzetta Reale, 1. Possibilità di ingressi ridotti, per tutte le informazioni vistare il sito dei Musei Reali di Torino dove si trovano anche tutti i dettagli riferiti alle visite guidate alla mostra e alla Galleria Sabauda di Torino.

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