Libri Torino Mercoledì 24 aprile 2019

Walking Dad: Dario Benedetto e l'arte di fare il papà

Torino - Lui è un autentico walking dad: attore, scrittore, e naturalmente papà. Da non molto, tanto che l’esperienza da neogenitore lo ha spinto a scrivere lettere ai suoi piccoli diventate prima monologhi e poi un vero e proprio libro: Walking Dad, nato sotto il segno dei gamberi. L’autore, ovvero il papà in questione, è Dario Benedetto, da poco in libreria con il suo romanzo-racconto edito da Bookabook con una storia tutta particolare, tra biciclette e pesce fresco.

«Volevo sfare i lati neri, quelli che i papà non dicono mai – spiega Dario a proposito del suo libro – i breaking dad esistono veramente: ci ritroviamo davvero in posti segreti per trattare con ironia argomenti misteriosi». L’ironia, del resto, non manca all’autore, che in Walking Dad crea un’inedita ricetta – metafora non casuale, visto che Dario ama cucinare – capace di mescolare insieme uno sguardo divertito e un’emozionante tenerezza, le armi vincenti di cui dispone un papà, come racconta lui. «Il breaking dad – dice – è una sorta di fight club di auto aiuto, tra papà che si ritrovano in gruppo senza un ordine prestabilito e chiacchierano di quel che succede. La cosa fondamentale è che non si lamentano ma esplorano dubbi che i nostri padri, in contesti diversi, non hanno mai avuto perché tornavano a casa dal lavoro e andava bene così. Essendo oggi spersi, ci troviamo per fare il punto. Poi ottieni la cintura nera e diventi un walking dad».

Niente “mammi” né sostituzione dell’altro genitore, ma nemmeno la sparizione dalla scena: sono i nuovi papà, i tanti che spesso, trovandosi in una sorta di imbarazzo nel raccontare la loro parte attiva di vita famigliare, restano avvolti dall’anonimato. «Per tutto il periodo della gravidanza sei attento, ma in fondo non succede niente dentro di te – spiega Dario focalizzandosi sul cuore del suo libro - vedi la pancia crescere, accogli la tua compagna, ma i pensieri che ti fai sono privi di sostanza. Invece quando si entra in sala parto sai che sicuramente succederà. Capita qualcosa, come accade a Spiderman ci si trasforma: diventi papà quando ti mettono tuo figlio in braccio. Non si è mai pronti, ma è una situazione ideale non esserlo: si peccherebbe di arroganza».

Meglio dunque rassegnarsi al fatto di dover – e poter – evolvere ogni giorno diventando papà in un percorso fatto di supposizioni e correzioni di quel che si credeva giusto. È questa l’anima di un papà “di oggi”, che diversamente dal passato non è costretto a sottostare a cliché e freni di alcun tipo: «su questo aspetto prima si fa pace, meglio è – scherza l’autore - la mia compagna e io non ci consideriamo mai né pronti né bravi genitori. Semplicemente siamo qui tutti i giorni, siamo una famiglia, tentiamo di restituire il sorriso a tutti prima di andare a dormire».

La felicità che si respira tra le pagine dei racconti di Dario Benedetto non è frutto di fiction, ma di un preciso atteggiamento verso la genitorialità e la famiglia, come conferma lui stesso: «è una felicità diversa, perché per la prima volta nella vita non è rivolta direttamente a te: è il fatto di stare con i tuoi bimbi che ti rende felice, incredibilmente se uno di loro fa un’esperienza, sorride ed è contento, quella cosa lì ti rende molto felice».

La semplicità delle piccole cose, che tuttavia sa rivelare la sua magia, come attentamente sottolinea al lettore Dario, che mette in guardia sull’incanto da scoprire dietro lo sguardo dei piccoli. «Mai avrei avuto intenzione di fare figli – parola dell’autore – è stato merito dell’incontro con la mia compagna: non è mai stato un fatto forzato dall’orologio biologico o da altri interessi, cosa che accade spesso. È stato invece tutto molto naturale: ci siamo detti “proviamo”, e tutt’ora stiamo provando. Diventare genitori è una cosa che si scopre vivendola».

Insomma, una lezione di vita, che però non è dedicata solo ai genitori o ai futuri tali, a confermarlo è lo stesso autore, un autentico nuovo papà che nel suo libro non esita a svelare di aver imparato ad andare in bicicletta a 40 anni. È tutto vero, ci tiene a sottolineare lui, che sulla gag di una perquisizione al parco a bordo di un vacillante mezzo a due ruote costruisce il suo testo. «I miei figli divevano crescere con un papà imbranato che non aveva mai imparato ad andare in bici – è il divertito racconto di Dario – ci saranno altre cose imbarazzanti, ma mi sono detto che se questa potevo risolverla, forse potevo davvero impegnarmi per farlo. Quando riesci a farle con le tue forze, le cose spingono ad avere meno timore».

Che sia questa la lezione di vita del walking dad? Di sicuro, oltre alla parte attiva in famiglia, c’è bisogno di tanta ironia, una caratteristica che contraddistingue Dario sul palco e tra le pagine del suo libro. «Sia come papà che come attore, la comicità è fondamentale – fa notare lui – ci sono situazioni di forte stress, inevitabili fonti di stress con i bambini. Con la mia compagna abbiamo sempre giocato sul fatto che quando saranno grandi rideremo di queste cose, e allora perché non iniziare fin da ora? Immagina un bimbo che ha le coliche tutta la notte: sul momento non c’è niente da ridere, ma se facciamo delle battute, ci facciamo una foto, questa cosa ammorbidisce molto. Sono sempre stato così, fin da ragazzino l’ironia mi ha salvato da situazioni pericolose e complesse, è un atteggiamento che ho ereditato da mio nonno materno: lui passava questa cosa a noi nipoti, con grandi battute trasformava capricci e pianti in qualcosa di divertente».

Anche Walking dad nasce da una sollecitazione privata: «ho iniziato a scriverlo per sciogliere la tensione dell’essere padre» dice Dario, che spinto da amici lettori ha poi pensato di farne un libro. Ma siccome i tempi di scrittura e lavorazione sono lunghi, ancora prima di prendere la forma di un libro, Walking dad è approdato a teatro sotto forma di uno spettacolo che ha debuttato al Torino Fringe 2018. «Mi ha stupito la presa dello spettacolo sui ragazzini molto giovani – ricorda Dario – credevo il target fosse tra i 30 e 50 anni, tra chi vedeva il mio testo come un manuale ironico, invece i ragazzini hanno pronunciato una frase magica “non tutti siamo genitori, ma tutti siamo figli": sentire un padre che racconta le cose che non racconta mai piace molto”».

E così mentre nasceva Martino, Walking dad debuttava a teatro e il libro prendeva forma con il percorso editoriale e le selezioni di Bookabook, è arrivata anche Viola. «Adesso ho tutto il materiale per un libro nuovo – ci scherza su Dario Benedetto – mi piacerebbe tenere Walking dad come titolo centrale, e siccome il primo sottotitolo è “nato sotto il segno dei gamberi”, vorrei creare una serie ispirata un po’ alla famiglia Malaussène di Pennac: ogni giorni accadono cose nuove, esperimenti, avventure. Sono fatti quotidiani che succedono a tutti, ma con il mio punto di vista».

Uno sguardo che si diletta in cucina, su due ruote, e molto spesso in ludoteca, segreto ritrovo per papà supereori senza poteri, proprio come Dario, che mentre si destreggia nella magia quotidiana di fare il papà è anche impegnato nei tanti progetti che lo coinvolgono tra teatro, libro e presentazioni. Li potete tenere d’occhio sul suo sito.

Potrebbe interessarti anche: , Letti di notte 2019: a Torino e in Piemonte la notte bianca dei libri e dei lettori , I cento anni di Nuto Revelli: il programma degli eventi a Cuneo e in Piemonte , Carte da decifrare: al Roccolo di Busca la rassegna di libri e musica , Mirabilia: in Piemonte il festival di circo e arti performative. Il programma 2019 , Premio Italo Calvino: vince l'edizione 2019 Gennaro Serio con L’attività letteraria a Gibilterra nel secolo XXI

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.