Disegni da Casa Buonarroti: a Torino in mostra il Cinquecento nell'arte di Michelangelo

Mostre Torino Mercoledì 3 aprile 2019

Disegni da Casa Buonarroti: a Torino in mostra il Cinquecento nell'arte di Michelangelo

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Torino - L’occasione è unica e preziosa: ammirare dal vivo alcuni dei disegni cinquecenteschi di Michelangelo Buonarroti, il genio della Cappella Sistina e della cupola di San Pietro. Lo si potrà fare dal 4 aprile al 21 luglio 2019 alla Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli grazie alla mostra Michelangelo. Disegni da Casa Buonarroti, curata da Alessandro Cecchi.

Figure anatomiche e architettoniche che raccontano il genio in occasione del cinquecentenario di un altro genio celebrato a Torino e in tutta Italia, quello diLeonardo. Non è un caso che le due figure siano idealmente accostate: delle novità e maestosità del Rinascimento raccontano anche i preziosi disegni originali che, da cinquecento anni, conservano il tratto unico di Michelangelo.

La piccola mostra allestita sui tetti del Lingotto, alla Pinacoteca Agnelli, è infatti un piccolo gioiello che ospita una tra le più grandi mostre torinesi degli ultimi anni dedicata a Michelangelo, grazie alla collaborazione con Casa Buonarroti, l’ente fiorentino che conserva i più di duecento originali fogli di carta vergati dal tratto di una delle figure artistiche più note del Rinascimento italiano.

Come ha spiegato il curatore della mostra, Alessandro Cecchi, Casa Buonarroti ospita una collezione tra le più importanti al mondo all’interno della quale trovano accurata conservazione disegni di anatomia e architettura, spesso frammenti con appunti o note, capaci di dare conto della capacità creativa e del lavoro di un artista la cui opera e le cui attività si contraddistinguono per poliedricità. Michelangelo, nato nel 1475, morirà nel 1564, ottantenne, a Roma dopo una sfolgorante vita fatta di importanti committenze e di capolavori lasciati a testimonianza dell’epoca d’oro dell’arte italiana.

Con questa mostra la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli prosegue la propria più che decennale ricerca sul panorama collezionistico nazionale e internazionale, incontrando in Casa Buonarroti un’altra esperienza di raccolta familiare resa disponibile alla fruizione pubblica. Ed è proprio entrando in un’immaginaria Casa Buonarroti, palazzo secentesco di via Ghibellina, che ci si immerge nella mostra, con la riproduzione di uno degli ambienti storici dell’edificio.

Uno degli intenti di Michelangelo. Disegni da Casa Buonarroti è quello di accostare disegni anatomici e architettonici perrestituire ai visitatori il senso del dialogo tra anatomia e architettura, essenziale nell’opera di Michelangelo. «Il disegno è il padre di tutte le arti – ha sottolineato Cecchi, illustrando le figure anatomiche sorprendenti, riprese spesso dalla dissezione di cadaveri con una riproduzione certosina degli apparati muscolari, dei tendini e dei nervi – non va dimenticato che Michelangelo è innanzitutto scultore, è abituato dunque a concepire le opere volumetricamente, evidenziando l’emergenza e la rotondità delle forme. In pochi tratti possiamo cogliere la forza del tratteggio, l’energia vitale che si sprigiona. I disegni sono frutto del travaglio interiore dell’artista, ci permettono così di entrare nella sua mente, ripercorrere le tappe della sua capacità creativa».

Schizzi a inchiostro marrone, talvolta a sanguigna o matita, tratti essenziali ma decisivi allo studio della figura umana che porterà Michelangelo agli affreschi della volta della Cappella Sistina. Presenti infatti in mostra due fogli preparatori necessari all’ideazione dell’Adamo della Cacciata dal Paradiso Terrestre e di un particolare degli Ignudi. La plasticità dei disegni è ripresa inoltre dal piccolo torso virile in terracotta, copia cinquecentesca forse di un originale modello michelangiolesco che evidenzia ancora un’anatomia energica e vigorosa.

A confronto con questo nucleo, in mostra sono esposti anche quattro splendidi disegni di studi per la facciata di San Lorenzo mai realizzata e per il vestibolo della Biblioteca Laurenziana dai quali emergono i tanti richiami alla classicità e, per contro, tante testimonianze pratiche e concrete del lavoro quotidiano in architettura tra maestranze, discussioni con i committenti, scalpellini. Il tratto di Michelangelo è costante ed evidente non solo nella novità dei classicismi rivisti e trasformati, ma nelle linee scultoree riprese anche ad acquarello per restituirne la corposità.

Come gli stessi preziosi fogli, spesso usati in recto e verso a causa del costo elevato della carta, i disegni raccontano progetti talvolta mai realizzati ed evoluzioni di grandiosi monumenti ancora vivi oggi in un dialogo costante tra arte, architettura, scultura. Pregio di Casa Buonarroti è infatti anche quello di conservare gli schizzi preparatori di tante delle opere incompiute oggi visibili solo sulle carte progettuali di Michelangelo. Carte che, dopo l’uscita torinese, torneranno con grande cura al buio delle loro cassettiere, condizione necessaria e indispensabile alla perfetta conservazione nel tempo del loro splendore cinquecentesco. Proprio per questo, la mostra alla Pinacoteca Agnelli è un’occasione unica per chi sarà a Torino e potrà ammirare gli studi di anatomia e di architettura abitualmente non esposti al pubblico.

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