Concerti Torino Venerdì 5 aprile 2019

Torino jazz Festival 2019: 9 giorni di musica in città, da John Paul Jones a Enrico Rava. Il programma

Torino - Nove giorni di programmazione, tante anteprime e produzioni dedicate, e un calendario di eventi che abbracceranno l’intera città di Torino. Gli ingredienti ci sono davvero tutti, e il Torino Jazz Festival può tornare a riempire di musica tanti luoghi di Torino dal 26 aprile al 4 maggio, con la sua programmazione ampliata rispetto agli anni passati e contraddistinta sempre più da varietà e qualità degli ospiti e delle iniziative.

Una scommessa, quella di un festival di jazz nella città della Mole, che con la sua edizione 2018 guidata da Diego Borotti e Giorgio Li Calzi, nuovamente ai comandi nel 2019, ha confermato un interesse e una curiosità da parte di tutta la città, dei suoi abitanti e dei tanti turisti che approfitteranno dei ponti di primavera tra il 25 aprile e il 1 maggio per visitare Torino e, perché no, approfittare della buona musica live che si espanderà in ogni angolo.

Nei nove giorni di festival si succederanno infatti 320 musicisti in 24 sedi, per più di 80 concerti, 70 dei quali gratuiti, ma anche workshop, incontri e una mostra, tutto in chiave jazz, la musica ribelle per antonomasia, che nel corso del tempo ha saputo conquistare il mondo e variegarsi in tante correnti, molte delle quali sperimentali, che non mancheranno di portare la loro ventata di novità al Torino Jazz Festival.

Come è stato notato da Diego Borotti, quest’edizione del Torino Jazz Festival non avrà una parte off, e dunque nemmeno una on: «non ci sarà un dentro e non ci sarà un fuori» – ha detto raccontando il programma. Tra i luoghi coinvolti, la new entry del Politecnico, e poi il palco delle OGR Torino, i circoli jazz centrali e periferici e diversi spazi della città dal Piccolo Regio Giacomo Puccini al Conservatorio Giuseppe Verdi, fino all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo.

Nell’edizione 2019 aumenteranno inoltre le esibizioni e le performance all’aperto per dar vita a una rassegna ‘diffusa’ nella città e per la città che, con i grandi concerti e le molte iniziative ospitate -  tra cui le jam session, i Torino Jazz Meetings (dove si incontrano gli operatori del settore) e le incursioni musicali dei jazz blitz in luoghi atipici (che coinvolgeranno anchegli allievi della Jazz School Torino, di Arcote e dei Corsi di formazione musicale della Città di Torino) -contribuirà a creare il classico ‘clima’ da festival.

Sulla peculiarità di un Festival ormai solido e coeso si è soffermata anche l’assessore alla cultura di Torino Francesca Leon, che ha ricordato come sia determinante il fatto che il Torino Jazz Festival suonerà in tutta la città: «senza off né on – ha evidenziato– il Torino Jazz Festival sarà tra i tanti spazi individuati e lavorerà sempre più con i musicisti della città, nell’intenzione di fare rete con la Regione e con realtà nazionali e internazionali, per i quali il Jazz Meeting è per esempio un appuntamento centrale nel rafforzare le capacità di produrre ed esportare jazz nel mondo». Intenzione dell’Amministrazione è quella di continuare a fare rete sul territorio, azione di cui è testimonianza il Torino Jazz Festival Piemonte: «Vorremmo valorizzare chi fa jazz tutto l’anno, i musicisti e i loro progetti – ha ribadito Leon – combinando anime e impostazioni dopo aver trovato terreni comuni e possibilità di dialogo. Ci siamo resi conto che è importante far sì che le persone si sentano protagoniste, è questo a dare un senso al fare cultura».

Nei nove giorni di programmazione il Festival offrirà una panoramica sulle varie anime del jazz - dal mainstream americano ai migliori talenti italiani ed europei - ospitando concerti di artisti che rappresentano l'evoluzione attuale del jazz nel rock, nella musica elettronica e nei nuovi linguaggi improvvisativi. Si potranno ascoltare jazzisti provenienti da tutto il mondo: Italia, Inghilterra, Olanda, Norvegia, Stati Uniti, Filippine, Algeria, Iran, Turchia, Portogallo, Israele, Svezia, Romania, Francia, Svizzera, Austria, Camerun e Ghana.

Tra gli appuntamenti, quattro sono realizzati in esclusiva per il TJF 2019 e, come le produzioni originali, si potranno vedere solo a Torino. Questi spettacoli esprimono al meglio la settima edizione della rassegna. Si tratta del concerto di Gavin Bryars (28 aprile, Conservatorio G. Verdi) compositore e contrabbassista inglese, autore di Jesus Blood never failed me yet cantata da Tom Waits e By the Vaar scritta per Charlie Haden (entrambe saranno eseguite a Torino). Il secondo è il concerto del quartetto di Eivind Aarset, artista  che il 3 maggio porterà alle OGR Torino il suo jazz nordico tra minimalismo e psichedelia. Per ultimo va evidenziato il filo rosso del rock, un flusso di energia che unisce 2 eventi: quello di Paolo Ricca con ospite il chitarrista dei Soft Machine John Etheridge (26 aprile, Laboratori di Barriera) e l’esibizione dei Tres Coyotes.

A far parte di questo gruppo e a salire sul palco del Conservatorio, il 4 maggio, ultimo giorno della manifestazione, sarà una leggenda della musica al suo primo concerto in Italia: John Paul Jones, il bassista dei Led Zeppelin, impegnato da anni in una carriera come produttore di giovani artisti, ma ancora attivo sui palchi di tutto il mondo. Appuntamenti di altissimo livello nell'ultima data di festival, il 4 maggio: dopo il bassista dei Led Zeppelin John Paul Jones, dalle ore 20.30, sul palco delle OGR Torino suoneranno infatti Michel Portal & Flavio Boltro Bbb Trio; Enrico Rava New Quartet 'Rava 80' e, Nik Bärtsch piano solo. Ma il programma è molto più ricco e vario, tutto da scoprire e gustare.

Sette saranno le produzioni originali: Icp Trio Feat. Han Bennink With Clgensemble; Jon Balke ‘Siwan’+ Ensemble d’archi del Conservatorio di Torino; Arto Tunçboyaciyan con Sfom Quartet; Randy Brecker & Chad Lefkowitz-Brown Meet Fabio Giachino Trio; Lapsus Lumine Feat. Jim Black ed Ernst Reijseger ‘Moondog Project’; Kyle Eastwood con Stefano Di Battista ‘Gran Torino’; Michel Portal & Flavio Boltro Bbb Trio. Evento speciale infine in piazza San Carlo in collaborazione con Piemonte dal vivo per una performance di danza e musica all’aperto in onore di Pina Bausch.

Portare il jazz laddove solitamente non arriva è un’altra delle mission del Torino Jazz Festival 2019 che affianca ai grandi nomi del mai stage anche iniziative rivolte a ospedali e istituti di pena come i Jazz Blitz, e come il felice intreccio tra la marching band Bandakadabra e le danze scatenate dei ballerini di lindy hop, che invaderanno i mercati.

Una formula nella quale, come ha testimoniato Giorgio Li Calzi, il pubblico ha creduto con il sold out replicato per tutti i concerti del 2018. Un obiettivo al quale si punta anche per questo 2019 in cui il Torino Jazz Festival è stato già premiato dagli enti pubblici potendo contare su una programmazione particolare, ricca di produzioni nuove e originali e di grandi nomi della scena internazionale. «L’anno scorso il nuovo forma del Torino Jazz Festival rappresentava una sfida – sono le parole di Chiara Appendino, sindaca – ciascuno si era messo in gioco permettendo così di fare un salto nella modalità di approccio. È stata una scommessa, ma i concerti sono stati straordinari e hanno confermato una sfida coraggiosa e vinta. Quest’anno la città fa un ulteriore passo per continuare a far crescere questo festival, sperando che possa trattarsi anche di un momento per suscitare la curiosità e l’interesse di tanti che ancora non conoscono il jazz. Il Torino Jazz Festival è un evento che vuole accogliere la comunità, per questo si intreccerà a tutte le parti della città ogni giorno».

L’entusiasmo è tanto, il Festival promette qualità e viaggi in tanti paesi e musiche del mondo: non resta che consultare il programma, e godersi il viaggio. Programma e info sui biglietti online.

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