Art Mapping in Piemonte: tre progetti site‑specific e una guida per scoprire il territorio - Torino

Art Mapping in Piemonte: tre progetti site‑specific e una guida per scoprire il territorio

Cultura Torino Martedì 2 aprile 2019

Torino - L’arte contemporanea abbraccia il Piemonte: è questa l’idea alla base di Art Mapping Piemonte, il nuovo progetto di Regione Piemonte in collaborazione con Fondazione Torino Musei e Artissima. Opere di grandi artisti contemporanei noti in tutto il mondo pensate e costruire in site specific per luoghi poco noti del Piemonte, di grande e impatto e accompagnate da una piccola guida alla scoperta dell’arte contemporanea sparsa per gli angoli della regione. Una regione che non perderà affatto i suoi connotati, attenta a preservare, insieme alle opere di arte contemporanea, il suo paesaggio nell’equilibrio delicato tra nuova ricchezza e comunità che lo vivono.

L’obiettivo, infatti, è quello di incentivare ulteriormente il turismo, ed ecco che, allo scopo, ad Art Mapping si affiancherà anche una guida turistica realizzata in collaborazione tra Gambero Rosso e Artribune. Articolata per aree, la guida mapperà opere contemporanee di diversa natura insieme ai comuni e alle istituzioni che le ospitano, fornendo dei suggerimenti sui ristoranti piemontesi da non perdere durante i diversi percorsi di visita con l’obiettivo di facilitare la scoperta trasversale di eccellenze artistiche, culturali ed enogastronomiche.

La Regione ha spostato il progetto nell’ambito di una convenzione con la Compagnia di Sanpaolo, il fine è quello, condiviso, della crescita degli interventi culturali per una ricaduta internazionale. «Vorremmo sempre più turisti sul nostro territorio – ha detto l’assessore alla cultura della Regione Antonella Parigi – non solo per l’enogastronomia e nemmeno legati a un turismo di élite, ma di qualità e intelligente, che sappia stare sul territorio con rispetto. Nelle nostre intenzioni c’è allungare il periodo di permanenza dei turisti per far aumentare le presenze. Lo scorso anno ha segnato un più 7% per le Langhe, con un turismo internazionale. L’obiettivo finali è che i luoghi restino vivi, ecco perché per Art Mapping abbiamo scelto luoghi piccoli».

Saranno quindi la chiesa sconsacrata del 1003 di San Remigio a Parodi (Alessandria), dove agirà Mario Airò, che ha progettato un’installazione dedicata, e ancora la torre dell’acqua di Novello (Cuneo), tuttora funzionante, sulla quale lavorerà Nathalie du Pasquier, per finire con il cinese Zhang Enli, che si occuperà invece del camouflage della chiesetta rurale di Montabone (Asti).

Le installazioni che accompagneranno il progetto di mappatura sono concepite ad hod da tre figure di spicco nel panorama dell’arte contemporanea internazionale: Mario Airò, Nathalie du Pasquier e Zhang Enli. Non potrebbe essere altrimenti vista la collaborazione con Artissima e con la sua direttrice Ilaria Bonacossa, che ha raccontato il progetto a partire dal suo titolo: «Art Mapping gioca sull’idea di video mapping, molto di moda – ha spiegato – l’idea è di mappare gli interventi pubblici di arte contemporanea. Lavoreremo, in tal senso, con Vittoria Martini per tutto il Piemonte, mentre gli interventi nello specifico saranno legati alle Langhe e al Monferrato. Volevamo offrire la possibilità di scoprire cose non così note: ci sono molti luoghi in tutta la regione di cui si sente parlare. Ecco perché una guida, concepita in modo che si possa andare, senza prenotare o pagare un biglietto perché si tratta di arte pubblica, di interventi contemporanei».

A proposito degli interventi in via di realizzazione e probabilmente completati per l’autunno a seconda delle condizioni meteo che ne renderanno più o meno semplice la realizzazione pubblica e all’aperto, la Bonacossa ha evidenziato come si tratti di artisti scelti arbitrariamente, ma con un curriculum di garantito spessore internazionale per assicurare visibilità internazionale e professionalità e attitudine sinergica al lavoro negli spazi pubblici. «Si tratterà – ha concluso – di un lavoro di scambio tra artisti e location, un lavoro che vuole lasciare il segno. È bello avere opere vive, che vivono fuori dal temo e da una vita veloce come quella delle mostre. Ci piacerebbe che chi fruisce dei luoghi viva questi eventi come una cosa speciale. Inizieremo i lavori con la primavera estate puntato ad avere gli interventi realizzati per fine anno».

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