Attualità Torino Lunedì 1 aprile 2019

Treno verde: i dati sull'inquinamento atmosferico a Torino e in Piemonte

© Alessandra Chiappori

Torino - In occasione della sosta del Treno Verde di Legambiente a Torino, dove il convoglio speciale è giunto il 30 marzo e starà fino al 1 aprile, sono stati presentati ufficialmente i risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell'aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura. L’occasione è stata quella del secondo Forum per la Mobilità Nuova in Piemonte Muoviamoci bene, che si è svolto durante la mattinata del 1 aprile nella storica sala Gonin della stazione di Torino Porta Nuova.

Brutte le notizie emerse dal report: il 2019 si caratterizza infatti per Torino come un anno avviatosi con una situazione affatto rosea per l’inquinamento atmosferico: dall’inizio dell’anno ilimiti normativi previsti per il PM10 – 35 superamenti giornalieri ammissibili in un anno – sono stati già abbondantemente superati. Ben 51, infatti, le giornate in cui sono stati oltrepassati i livelli critici di polveri sottili nella centralina di Torino-Grassi. Un andamento purtroppo in linea con i dati raccolti nei monitoraggi ambientali dello scorso anno, e che non deve passare inosservato all’attenzione delle amministrazioni.

«Una situazione drammatica – conferma Davide Sabbadin, Portavoce del Treno Verde – non è certo una specifica di Torino, ma accomuna diversi capoluoghi del Piemonte e di tutto il bacino Padano. A fine primavera tireremo le somme del piano di azione che ha riguardato proprio quest’area, ma bisogna ricordare che gli inquinanti atmosferici sono sempre dannosi, anche sotto le cifre assunte come soglie massime per convenzione. In particolare, a pagare il prezzo più alto sono bambini e anziani, con numeri che segnalano morti premature a Torino per l’aggravarsi di patologie, causate proprio dall’inquinamento».

L'obiettivo del Treno Verde è sensibilizzare la cittadinanza e valutare l'esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. Per questo, il 18 e 19 febbraio scorsi, sono stati realizzati due monitoraggi della qualità dell’aria in 8 punti “sensibili” segnalati dai cittadini e dai circoli di Legambiente per particolari condizioni di traffico, ingorghi, sosta selvaggia. Ogni misurazione delle polveri sottili, della durata di un'ora, ha delineato un quadro dell'inquinamento atmosferico presente nell'area, con particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. I valori registrati per le PM10 a Torino oscillano tra 47,63 e 66,85 µg /mc (media oraria). I punti monitorati sono piazza Pitagora (media oraria di 47,63 µg/mc), via Guido Reni (media oraria di 57,68 µg/mc), Rotonda Maroncelli (media oraria di 50,7 µg/mc), corso Vercelli (media oraria di 60,66 µg/mc), piazza Rebaudengo (media oraria di 61,67 µg/mc), piazza Baldissera (media oraria di 66,85 µg/mc), Rondò della Forca (media oraria di 55,12 µg/mc) e piazza Carducci (media oraria di 51,73 µg/mc). Tutti valori alti, condizionati probabilmente anche dalle condizioni meteorologiche poco favorevoli alla dispersione: scarsa ventilazione e assenza di precipitazioni.

Nell'insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente e inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti.Tra le zone “nere”, piazza Baldissera, cha ha registrato picchi altissimi, fino a ben 91 microgrammi di pm10 per metro cubo, a testimonianza di un problema molto grave che va a confermare dati e misurazioni già presentate da Arpa anche a livello regionale.

«Giova ricordare che i nostri rilevamenti non vogliono sostituirsi a quelli di Arpa Piemonte, ma fornire una fotografia puntuale della situazione – ha commentato Sabbadin – Dal Treno Verde lanciamo un allarme perché l’inquinamento urbano è un'emergenza che colpisce soprattutto i più deboli». Il tema dell’edizione 2019 del Treno Verde, non a caso, è quello della mobilità: la mostra all’interno dei vagoni presenta problemi, ma anche soluzioni concrete e realizzabili che vanno nella direzione di una mobilità green, contro il gravoso problema dell’inquinamento atmosferico che affligge le città.

Su questa problematica era infatti incentrato il Forum, che ha visto protagonisti anche gli enti pubblici, Regione Piemonte e Città di Torino, impegnati in politiche per l’ambiente, in particolare il nuovo Piano Aria della Regione, presentato dall’assessore all’ambiente Alberto Valmaggia. «Questo Forum riguarda insieme cittadini, istituzioni e imprese – ha ricordato Federico Vozza,vicepresidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, sottolineando la complessità del problema – la situazione è di certo migliorata negli ultimi 20 anni, ma negli ultimi cinque si è registrata un’altalena per cui per alcuni inquinanti siamo ben oltre i limiti consentiti. Per noi le soluzioni vanno trovate in capo alle istituzioni, ma non solo: diversi soggetti sono coinvolti, dal singolo cittadino alle aziende, ci sono moltissime eccellenze del territorio che fanno della mobilità sostenibile il proprio core business».

Da parte di Legambiente c’è un appoggio al Piano Aria regionale da una parte e alla revisione della ztl urbana torinese: «rivendichiamo il risultato del Piano Aria approvato dopo 4 anni durante i quali abbiamo fatto da pungolo – ha specificato Vozza – pensiamo sia una base fondamentale per politiche anche su scala più ampia. Condividiamo l’approccio al piano perché concentra la maggior parte delle misure nei trasporti, anche se si potrebbe essere ancora più ambiziosi sul piano locale. In quanto alla Ztl del Comune di Torino riteniamo sia un provvedimento giusto ma debole, questa è la nostra impressione. Da anni ci battiamo perché anche su Torino si sia più coraggiosi, abbiamo chiesto una misura analoga all’area c di Milano, quello attuale è un provvedimento debole che rischia di compromettere l’efficacia delle misure e che dovrebbe legarsi al tema del trasporto pubblico e della mobilità sostenibile a 360 gradi. Siamo sicuri che la maggior parte dei torinesi comprenderà il messaggio e stimoliamo l’amministrazione a essere molto più coraggiosa, vogliamo ottenere una città a zero emissioni a partire da buone basi».

Sulla centralità del Piano Aria e la trasversalità alle diverse politiche si è soffermato non a caso l’assessore Valmaggia, che ha allargato la considerazione dalle istituzioni alle scelte dei singoli e alla loro consapevolezza. «La qualità dell’aria è un tema che riguarda tutti, dal singolo cittadino alla Regione – queste le sue parole – il piano regionale avrà anche legami con le politiche locali dei comuni, per esempio attraverso il Piano urbano di mobilità sostenibile, parte di una programmazione strategica sul territorio fatta a 360 gradi per l’attuazione locale del Piano Aria regionale. Anche l’attenzione della società civile e dell’opinione pubblica aiuta chi fa scelte coraggiose per il benessere collettivo». Il Piano Aria regionale del Piemonte, nelle sue 47 misure operative, è consultabile online

Nel corso di Muoviamoci bene, inoltre, è stata presentata la ricerca CittAccessibili, di Legambiente e Fondazione Serono, che ha coinvolto i Comuni capoluogo di provincia di tutto il Paese nell'elaborazione di un quadro nazionale della situazione attuale dei centri urbani per quanto riguarda l'accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. A Torino la situazione non appare ottimale, sebbene il capoluogo piemontese abbia risposto in maniera molto dettagliata al questionario. Il Comune infatti dichiara di avere un ufficio preposto al tema Accessibilità e ha una politica dedicata per gli uffici comunali, per le scuole, per i trasporti e per i musei. L'ente ha predisposto anche una app dedicata a facilitare la fruizione di servizi pubblici da parte di persone con disabilità. A Torino, sulla base delle linee di indirizzo approvate dal Consiglio Comunale a ottobre 2015, è in corso di elaborazione il PEBA (Piano per l'Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligatorio tuttavia già dal 1986. Il sito web istituzionale è conforme ai requisiti di accessibilità per tutti.

Tra le note negative, inoltre, il fatto che nel capoluogo piemontese non esista un disability manager – anche se è stata annunciata proprio in questi giorni la volontà di istituire questa figura a breve – né un censimento dei residenti con disabilità. Il palazzo sede principale del Comune, infine, così come parte dei giardini e parchi pubblici, non sono ancora pienamente accessibili a tutti. Infine, Torino dichiara di avere stanziato nel 2018, poco più di 188 mila euro per interventi tesi a migliorare l'accessibilità per tutti, cominciando dall’eliminazione delle barriere architettoniche.

Dopo la tappa piemontese, il viaggio del Treno Verde prosegue verso Milano, per l'ultima tappa del tour che, a partire dallo scorso 18 febbraio, ha toccato già 11 città italiane.

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