Cultura Torino Giovedì 21 marzo 2019

Carol Rama: la casa‑studio di Torino diventa un museo

© Pino Dell'Aquila

Torino - La casa di Carol Rama diventerà un museo. Non uno di quelli sempre aperti, certo, ma visitabile regolarmente su prenotazione con una guida dell’Archivio Carol Rama, che si occuperà della gestione degli spazi. Il progetto è molto più ampio e vedrà la luce entro la fine dell’anno. Il merito è della Fondazione Sardi per l’arte, che con un investimento «pesante» – così dice la presidente, Pinuccia Sardi – ha sbloccato una vicenda nata all’indomani della scomparsa della pittrice, avvenuta il 24 settembre 2015, quando la Soprintendenza ha posto un vincolo sui beni conservati all’interno del piccolo appartamento di via Napione 15.

Già da prima della sua morte, l’Archivio Carol Rama e la Fondazione Sardi avevano iniziato a lavorare insieme per elaborare un catalogo delle sue opere (con l’importante lavoro di Cristina Mundici), che ha prima portato alla nascita di una prestigiosa pubblicazione, edita da Skira, e ora attende di creare un «catalogo ragionato». Un’opera imponente che potrebbe arrivare nel 2020. «L’iniziativa vuol dire molte cose – ha spiegato Enrica Pagella, direttrice dei Musei Reali, che hanno ospitato la presentazione del progetto museale –, un nuovo punto di interesse museale e l’inizio di un circuito diverso dai musei tradizionali».

Non c’è una data precisa, ma l’auspicio è di arrivare all’apertura della casa in autunno, con visite guidate a gruppi su prenotazione. «Questa mattina – ha rivelato Michele Carpano, presidente dell’Archivio – ho portato il documento ufficiale della Soprintendenza che attesta il passaggio». La Fondazione Sardi, infatti, ha acquistato i beni all’interno dell’abitazione dagli eredi della pittrice, per poi concederli in comodato d’uso all’Archivio Carol Rama. «La casa è in affitto – ha spiegato Carpano – e noi continueremo a pagarlo. Salvo che non sia possibile che Ream possa acquistare la proprietà dei muri, ma comunque pagheremmo un piccolo affitto anche a loro. La gestione, però, sarà nostra».

Come ha annunciato l’assessre regionale alla cultura, Antonella Parigi, ci sarebbe infatti un interesse della Fondazione Ream nell’acquisto dei muri. Il che consentirebbe non solo di mettere in sicurezza le spese di affitto – scongiurando eventuali aumenti – ma anche di procedere ad alcuni lavori di risistemazione all’interno della casa. Nessuno stravolgimento, in realtà, ma solo qualche piccolo intervento. «Solo con la Fondazione Sardi – ha spiegato Parigi – si è compiuta un’azione che noi come pubblico non abbiamo potuto fare. E spero che la Fondazione Ream intervenga sulla parte immobiliare. Questa è una bella storia di allenza, perché sempre di più su alcuni interventi è necessario il privato».

È dello stesso avviso anche Francesca Leon, assessore alla cultura del Comune di Torino. «Le nostre finanze – ha ammesso – non ci avrebbero consentito di intervenire direttamente. Questo intervento, quindi, ci restituisce un pezzo di anima». Non si conoscono, per ora, ulteriori dettagli dell’operazione. «Con il suo vincolo – ha commentato Pinuccia Sardi – la Sovrintendente, Luisa Papotti, ha fatto sì che lo studio, alla morte di Carol Rama, sia diventato un importante bene culturale del territorio. La scelta presentata oggi è stata laboriosa e di lunga gestazione».

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