Cultura Torino Martedì 19 marzo 2019

Rinasce L'Incontro: la storica testata di Bruno Segre presentata alle Ogr di Torino

© Alessandra Chiappori

Torino - La notizia era arrivata poco dopo il suo compleanno numero cento, festeggiato da tutta la città e dai tanti amici di Torino. Bruno Segre, così aveva annunciato, avrebbe chiuso la sua storica testata, L’incontro, per limiti di età e per la difficoltà di portare avanti un impegno editoriale oggi diventato gravoso: ultimo numero, quello del dicembre 2018, dato alle stampe nel febbraio 2019 con il dispiacere di tanti per la perdita di una testata così longeva e particolare. 

Ma alle soglie della primavera 2019, un segnale di rinascita è arrivato a salvare la testimonianza lunga quasi 70 anni dell’avvocato e giornalista che ha fatto della sua vita di impegno un simbolo per Torino e non solo. Il 27 febbraio è stato sottoscritto l’atto di acquisto del mensile, indipendente, politico, culturale, fondato a Torino nel 1949 con l’obiettivo di contrastare intolleranze e razzismi. L’incontro è salvo. A rendere possibile l’operazione è una società editrice appositamente fondata, divisa tra Torino e Milano, che presenterà nelle due città il nuovo giornale, pensato con una veste e una forma nuova, nel solco della solida e profonda tradizione che rappresenta e che ha saputo edificare nel tempo.

L’appello lanciato dal proprietario, fondatore e direttore della storica testata torinese, l'avvocato Bruno Segre, è stato accolto da un gruppo di professionisti e imprenditori torinesi, che hanno fondato la Società Editrice L’Incontro srl, guidata dal presidente Riccardo Rossotto, alla quale andrà l’incarico di mantenere vivo un giornale che dal 1949 si è occupato senza sosta di diritti civili, laicità, e delle tante battaglie che hanno segnato il corso del secondo Novecento e la vita del suo fondatore, dal riconoscimento del servizio civile al divorzio alla laicità delle istituzioni.

«Avevo letto il libro di Segre ma, per quanto entrambi siamo avvocati e abbiamo fatto i giornalisti, non lo conoscevo di persona – racconta Rossotto – l’ho incontrato nel settembre 2018 in occasione dei suoi cento anni, quando diversi colleghi parlarono di lui e io stesso dedicai un intervento alla modernità del suo pensiero, antesignano di tante battaglie sui diritti civili. Lui apprezzò molto il mio racconto e mi ringraziò. Poi lessi sul giornale un’intervista dove dichiarava di voler chiudere il suo foglio perché alla sua età non ce la faceva più». Segre ha infatti evidenziato nell’ultimo editoriale la volontà di chiudere L’incontro, appellandosi però alla serietà e determinazione di qualcuno che avrebbe potuto proseguire l’attività acquistando la testata e l’annesso archivio.

Una chiamata accolta con coraggio da Rossotto e da altri professionisti: «oggi fare un giornale è un’impresa quasi sicuramente perdente – spiega il presidente de L’Incontro Srl – ma ho percepito un tema di responsabilità civile e civica in un mondo che, al di là delle opinioni, ha delle tenebre e non sembra far sperare sul futuro. Spegnere questa fiammella di pensiero liberare mi preoccupava guardando ai miei figli e nipoti, mi sarebbe piaciuto lasciarla in vita. Sono quindi tornato da Segre a dicembre 2018 dopo aver trovato una prima parte della soluzione, ovvero 18 coraggiosi, 9 milanesi e 9 torinesi non a caso, che dietro questa testata vedono un grande messaggio in un mondo che alza muri. L’Incontro progetta ponti, è un incontro di opinioni diverse e capacità di ascolto, favorisce il dialogo e non lo spararsi addosso e insultarsi, non l’odio ma la costruzione. In questo pensiero si sono ritrovati i 18 che hanno chiuso l’acquisto della testata decidendo di andare avanti con una formula che facesse sperare in una prospettiva di sostenibilità. Abbiamo quindi scelto la prospettiva dell’online».

Il nuovo Incontro sarà dunque un sito, una sorta di blog a implementazione, non un quotidiano di approfondimento con dei numeri, ma sarà dotato di una timeline che si aggiornerà quando saranno presenti contenuti nuovi. Sarà una testata registrata regolarmente e proseguirà la sua attività sui valori condivisi con l’avvocato Segre: «sono poi i valori della nostra Costituzione, legati alla lotta contro ogni forma di razzismo, allo stato laico, i principi di una convivenza civile fatta in un certo modo» spiega Rossotto.

Sei saranno le sezioni del sito, che andrà online il 22 marzo con un saluto in home page dello stesso Segre e con un editoriale della società editrice che sancirà il passaggio di consegne e l’impegno. La prima sezione sarà dedicata alla memoria e alle storie, con l’obiettivo di raccontare un Novecento che a scuola non è più insegnato: solo conoscendo queste pagine di storia sarà possibile leggere meglio l’oggi, spazio quindi ad articoli che recupereranno la memoria storica, ai quali parteciperà anche Segre con vecchi collaboratori della testata.

La seconda sezione approfondirà economia, fisco e finanza sotto la guida di Bernardo Bertoldi, che avrà il compito di illustrare con i numeri e con un linguaggio divulgativo i problemi legati a quei temi. La sezione numero tre sarà dedicata alla storia dei diritti civili, tra diritti ma anche doveri. La novità più sostanziosa arriverà con la quarta sezione, rivolta al mondo dell’innovazione, dunque ai problemi derivati dalle rivoluzioni tecnologiche ed etiche, dall’intelligenza digitale ai big data e alle fake news. «Una rivoluzione sociale – ha spiegato Rossotto – che ha a che fare con la coesione sociale però: se non mettiamo le mani negli effetti, non togliamo né il malessere né le sue derive. E siccome non deve essere un gioco tra sessantenni appassionati ma un giornale rivolto ai giovani perché resti una fiammella per chi oggi non ha tempo ed è spesso vittima di ignoranza e propaganda, la quinta sezione sarà Next, che sta per next generation». A capo della sezione ci saranno il milanese Beniamino Bonardi, direttore responsabile della testata, e il torinese Alessandro Cappai, tutor del master in giornalismo Giorgio Bocca dell’Università di Torino che lavora con i licei torinesi e che proprio dal bacino delle classi scolastiche attingerà per portare i ragazzi a parlare dei loro problemi e sogni sull’Incontro.

Se il futuro entrerà così nella storica testata, lo farà anche con un’attenzione spiccata ai social, nella sua sesta sezione che sarà guidata da Giuseppe Tipaldo, sociologo dell’Università di Torino. A lui il compito di curare una rubrica con lo scopo di creare un termometro social e un riscontro sui discorsi della rete, sorta di microfono aperto sul web e sui suoi protagonisti, ma anche di monitorare se in rete si stia parlando dei temi trattati su L’Incontro, oppure al contrario se non interessano. «Il rischio di questa iniziativa è di fare qualcosa da élite, che non parli con gli altri ma si parli invece addosso – ha aggiunto Rossotto – per evitarlo, è necessario un monitoraggio di ciò di cui si parla, non per essere schiavi della rete, ma al contrario per essere dentro».

Non finisce però qui, il progetto per rivitalizzare la storica testata torinese prevede infatti, conti permettendo, di realizzare due eventi annuali, uno a Milano e uno a Torino, con l’obiettivo da un lato di riaprire un dialogo tra le due città spesso utilizzate per derby sterili, dall’altro di costruire una vera e propria community fisica dei lettori e sostenitori. Sarà in quelle occasioni che, probabilmente, sarà possibile acquistare uno speciale cartaceo de L’Incontro, in modo che la testata diventi qualcosa di identitario e riconoscibile, da conservare.

Intanto, il nuovo Incontro sarà un giornale free, senza abbonamento e senza costo finché non raggiungerà un pubblico ragguardevole: solo in quel momento si potrà fare ingresso sul mercato pubblicitario. All’inizio, l’unico carburante saranno le donazioni su modello memebership con delle carte che corrisponderanno ai diversi tagli di donazioni.

L’Incontro e le sue novità saranno presentati in un duplice appuntamento  a Torino il 22 marzo alle ore 19 presso le OGR (Officine Grandi Riparazioni), sala Duomo, e a Milano il 2 aprile alle ore 12 presso la Fondazione Feltrinelli.

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