Teatro Torino Mercoledì 13 marzo 2019

Stand Up Comedy: quando a Torino la comicità è donna

Torino - La sfida è doppia: parlare di comicità femminile, e ribaltare insieme lo stereotipo di genere, e quello culturale. Venerdì 15 marzo arriva infatti alla Luna’s Torta di Torino un nuovo appuntamento con la stand up comedy al femminile della rassegna Riserva Indiana, una serata che vedrà protagonista la comica inglese Fatiha El-Ghorri insieme alla torinese Elena Ascione. Primavera araba in Riserva Indiana, questo il titolo per l’appuntamento bilingue che vedrà in scena a Torino una comica musulmana pronta a parlare, tra una risata e l’altra di donne, religione, islamofobia.

Comprimaria di Fatiha sarà Elena Ascione, ideatrice della rassegna: «un paio di anni fa l’idea è nata chiacchierando con le ragazze della Luna’s Torta – racconta – volevamo creare delle serate con artiste donne singole, perché di solito la comicità femminile spaventa, si dice che le donne non facciano ridere quanto gli uomini, che non siano interessanti e finiscono per fare le “vallette” o in serate femminili con due o tre donne insieme. Le monologhiste sono molto rare: se pensiamo agli ultimi dieci anni ci sono Teresa Mannino, Geppi Cucciari, Luciana Littizzetto che però ora fa altro: ecco, se le donne fanno le comiche diventa per loro un’esperienza transitoria prima di fare altro».

Riserva Indiana si è così conformato come uno spazio protetto con un titolo che, insieme, potesse dare anche l’idea dell’esclusione femminile, un one women show che ha visto succedersi donne spesso per la prima volta sul palco con un monologo lungo che mai, prima, avevano potuto portare al pubblico.

«Quest’anno lavorando di fantasia e con la voglia di provare cose nuove, abbiamo deciso di invitare questa comica londinese di seconda generazione, figlia di immigrati marocchini che ho conosciuto una sera facendo stand up comedy a Londra – prosegue Elena – ho deciso di coinvolgerla ed è stata contentissima. Lei lavora molto sul sociale: in quanto comica di fede musulmana, in scena con lo hijab, ha una particolare connotazione, infatti racconta episodi di islamofobia di cui spesso sono oggetto le persone in Inghilterra, a volte nascosti dietro stereotipi di cui non si è coscienti».

Quante volte, credendo di “fare i simpatici”, ci si scontra con la sensibilità altrui? Quante volte lo stereotipo appiattisce differenze altrimenti rilevanti? Tra le battute più scontate e la percezione degli ascoltatori passa una sottile linea, ed è lì che si muoverà il monologo di Fatiha. «Mi ha colpito molto la sua storia – spiega Elena Ascione – perché riguardava la discriminazione della sua stessa comunità. Ci sono sempre due lati della realtà, Fatiha ne rende consapevoli le persone attraverso ironia e battute, che è poi la cosa più bella, liberatoria. Molto spesso la comicità nasce dal dolore e dalla sofferenza, quando non è la classica scivolata sulla buccia di banana: raccontarlo aiuta a superare il male, è un processo che parte dalla sua elaborazione».

Sulla comicità da “cabaret” ultimamente l’attenzione è molto alta, a livello nazionale così come a Torino. La stand up comedy, in particolare, attira l’interesse ora che modelli consolidati come quelli di Zelig o Colorado sono esauriti e si sta facendo avanti una nuova generazione di comici che scardina il modello classico della battuta. In scena iniziano a comparire nuove forme di umorismo, che si innestano su un tessuto come quello italiano fatto di grande storia della comicità.

Lo sa bene Elena Ascione, che racconta la sua storia personale con la comicità: «la stand up è nata come evoluzione del mio percorso teatrale: durante l’università avevo seguito una scuola di teatro e, da lì, fondato una compagnia amatoriale con gli amici». Da quell’esperienza, una lunga strada, che ha fatto sì che un’attività nata come hobby una decina di anni fa sia diventata sempre più intensa, tra maggiore sicurezza in scena e diverse occasioni che hanno aperto i palchi di locali e festival in città, come il Fringe, dove Elena è stata protagonista con dieci repliche del suo show nel 2018.

Questa stagione l’ha invece vista sul palco per una rassegna realizzata in collaborazione con le Biblioteche civiche di Torino, ma l’ha anche decretata vincitrice del primo girone di selezioni del concorso di scrittura Incipit Offresi. «Tutto quello che porto in scena lo scrivo io – conferma Elena – non saprei “dire” le cose degli altri, e forse è uno dei miei ostacoli nel mondo della tv dove il comico è affiancato dagli autori, non me la sento».

Ma è proprio vero che la comicità ha il potere di creare la cosiddetta catarsi? A giudicare da chi pratica stand up comedy, sì: «l’effetto finale è sicuramente quello – conferma Elena – spesso quando capita qualcosa che fa male, come un amore che finisce, si dice che quando si riuscirà a riderne sarà bellissimo. Succede davvero, è questo il momento catartico. Io lo dico in scena: questa è una psicoterapia: perché spendere 80 euro per andare da un terapeuta? In sena io mi consolo e dall’altra parte il pubblico si tira su il morale pensando che io sto messa molto peggio di loro. È liberatorio per tutti: è bello riconoscersi quando ti senti raccontare da un altro, molte persone me lo confermano alla fine degli spettacoli».

Riderci su, per capirsi meglio e condividere. È anche questo l’intento di Riserva Indiana che, dopo l’appuntamento con Fatiha El-Ghorri ed Elena Ascione ritornerà una volta al mese fino a giugno. Per restare aggiornati sul calendario, è possibile visitare il sito di Luna’s Torta.

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