Libri Torino Mercoledì 6 marzo 2019

Il Salone del libro di Torino celebra il gioco del mondo: al via l'edizione 2019

Torino - La data c’è, gli spazi anche, seppur riorganizzati, mancava solo il via ufficiale, che è arrivato nella mattinata del 6 marzo con la prima conferenza pubblica del Salone del Libro di Torino 2019, alla presenza dei rappresentati di tutta la complessa e ampia macchina organizzativa che contribuirà a riaccendere i riflettori su Torino dal prossimo 9 al 13 maggio per l’evento editoriale più atteso di Italia.

Una festa, un rituale, un modo per prendere atto che la bufera alle spalle è passata e sulla nuova base è possibile oggi edificare una manifestazione all’altezza delle precedenti. Necessaria la premessa che recuperava i fili dei complessi mesi che il Salone e tutti i suoi ingranaggi hanno passato, dalla liquidazione generale della Fondazione per il libro e la cultura, proprietaria dei beni materiali e immateriali del Salone, all’asta per il marchio, sul quale l’incertezza ha serpeggiato per mesi, così come il rischio di veder sottrarre a Torino il suo fiore all’occhiello. Ma poi è arrivato quel dickensiano – così lo ha definito il direttore editoriale Nicola Lagioia – 24 dicembre, una Vigilia di Natale conclusa con l’acquisizione del marchio da parte dell’Associazione culturare Torino la città del libro, e la sua messa in salvo.

Salone del libro bene comune

«Tutti difendiamo il marchio del Salone e ci possiamo sentire titolari di questo straordinario evento – ha esordito infatti Silvio Viale, presidente dell’Associazione culturale Torino la città del libro -  c’è stato un momento, prima dell’asta di dicembre 2018, in cui abbiamo capito che il Salone era un bene supremo, in quell’istante tutti hanno dovuto rinunciare a qualcosa e pensare al bene del Salone». Il ringraziamento è andato alle fondazioni bancarie che si sono fatte carico della spesa, nonché a tutte le istituzioni, dalla Regione alla città di Torino, che hanno fatto la propria parte per salvare il Salone. «Sappiamo fin da oggi che mancheranno delle risorse alle nostre aziende, che hanno agito sulla base di sacrifici – ha ribadito Viale senza dimenticare i problemi ancora non risolti – da oggi però parte un nuovo Salone che può progettarsi e tutti possiamo lavorare pensando al futuro». Un salone, ha scherzato il presidente, che vuole essere come il Festival di Sanremo, dove nessuno parla mai della macchina organizzativa, ma dove invece l’attenzione è rivolta solo a cantanti e canzoni.

E se Sanremo è Sanremo, il Salone è il Salone: evento unico in Italia, con una storia lunga ormai 31 anni nella città della Mole che gli ha dato i natali e che vanta un patrimonio di autori, editori e intellettuali forse unico in tutta Italia. Non solo libri però: il Salone è determinante per la città anche e soprattutto dal punto di vista economico, e sarà infatti tenendolo vivo e sviluppandolo che, come ha ricordato Viale, tutti potranno beneficiare del suo effetto: «vorrei dare un senso etico al Salone anche nelle proposte che tutti faranno dal punto di vista organizzativo – ha ribadito Viale sottolineando la natura del Salone di Torino di bene comune – cerchiamo tutti insieme il bene di questo evento».

La casa di tutti

Ringraziamenti e storie da ripercorrere hanno contraddistinto l’ultimo anno, dopo la conclusione del Salone 2018, portando alla nascita della Fondazione regionale Circolo dei lettori, oggi incaricata di dirigere la regia del Salone e la sua parte legata ai contenuti. «Oggi finalmente ho la risposta a come sta andando il Salone – ha ironizzato Giulio Biino, presidente della Fondazione - Quando ormai 6 mesi fa la Regione mi propose di impegnarmi in questa follia, molti mi chiesero se l’avrei fatto sul serio, invece io pensavo che sarei stato pazzo a dire di no, non solo per l’amore per libri, ma perché come disse Martin Luther King può darsi che siate responsabili della situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla. La nostra intenzione è di fare di nuovo del Salone la casa di tutti: mi sono sentito il signor Wolf di Pulp Fiction, chiamato a risolvere problemi. Ma ho la prova che entusiasmo, impegno, determinazione e un po’ di ottimismo pagano: facciamo in modo che per cinque giorni Torino sia veramente la città del libro, colorata, entusiasta, felice e spensierata».

Sotto il tetto della casa di tutti, il Salone vedrà insieme nel 2019 ADEI, AIB, AIE, ALI e SIL, editori, bibliotecari e sindacati dei librai, annunciati come i veri messaggeri del libro, prima durante e dopo il Salone, in un rinnovato messaggio di unità e armonia che ha visto presenti alla conferenza stampa anche il Cepell, con il suo presidente Romano Montroni, e ha annunciato il lavoro con il Miur e le molteplici collaborazioni con la fiera di Francoforte, quella di Bologna e Lucca Comics & games, tra le tante, senza dimenticare Bookcity Milano, dove il Salone di Torino presenzierà in aprile in segno di “pace fatta”.

Lo spazio riformulato

«Sono state fin troppe le emozioni degli ultimi anni – ha esordito Lagioia durante la presentazione – è stato confortante organizzare la conferenza del Salone potendo già festeggiare qualcosa e non dovendo aspettare: il Salone è salvo, ed è la casa comune dell’editoria. Ogni anno questa città e l’Italia sono al centro della scena internazionale della cultura grazie al Salone, anche se in effetti gli ultimi mesi sono stati una sorta di teatro elisabettiano, o anche un film di Frank Capra. Complimenti, ma anche polemica: il Salone scatena tutto questo perché è circondato dall’affetto comune».

Ormai abituati alla formula, gli affezionati del Salone sanno già che i cinque giorni di maggio prevedranno le ore diurne al Lingotto, quelle notturne in giro per i tantissimi eventi in città in una girandola che non ha confini perché, come ha ricordato Lagioia, in tempo di dicotomia tra popolo ed élites, il Salone riesce a essere una manifestazione popolare che, al contempo, si basa su contenuti molto alti. E se questa formula in passato ha generato code ai cancelli e la momentanea chiusura dovuta al pienone, dal 2019 la mappa del Lingotto cara agli affezionati sarà rivoluzionata con un nuovo progetto che allargherà gli spazi a disposizione includendo l’Oval.

13mila saranno i metri quadri aggiunti senza l’uso del padiglione 5 ma con l’introduzione dell’Oval che consentirà un secondo ingresso, pratico per chi arriverà in auto o in treno, mentre per quanti useranno la metropolitana il cancello sarà sempre sul piazzale Nizza. Tra gli obiettivi, come ha sottolineato Viale, c’è quello di trattare meglio il pubblico fornendo maggiori servizi a tutti. Per questo anche la mappa cambierà fisionomia, con la sala gialla reinterpretata in modo differente, una nuova sala oro che conterrà il caffè letterario, e servizi per espositori e professionisti. Altra grande novità, il Bookstock village, l’area per bambini e scuole, si trasferirà al padiglione due, nel cuore del Salone. L’idea, è stato ribadito, è quella di organizzare gli spazi in modo omogeneo per favorire tutti e garantire visibilità.

Il gioco del mondo

La parte più attesa dal pubblico resta sicuramente il programma, sul quale Nicola Lagioia ha dato alcuni indizi e anticipato nomi. Il tema dell’edizione 2019 sarà Il gioco del mondo, a indicare il rinnovato interesse del mondo letterario per ciò che ci circonda, oltre i confini e, anzi, favorendo l’interscambio tra idee, persone, culture. Ne è la prova il fatto che non ci sarà un paese ospite, ma una lingua, entità senza confini stabiliti: «non c’è cultura che possa fare a meno di tutte le altre, ovunque andiamo ci portiamo dietro le Langhe di Fenoglio, la Roma di Pasolini, l’Algeria di Camus, la Praga di Kafka e la Mancha di Don Chisciotte – ha detto Lagioia – il nostro progetto forse più ambizioso parte dal presupposto che i paesi hanno confini ma la cultura e le lingue no, ed ecco che la lingua ospite sarà lo spagnolo, una delle lingue più parlate al mondo e che la letteratura ha scelto per scrutare a fondo il cuore degli uomini».

In arrivo a Torino, già prima di maggio per le anticipazioni dell’evento al Lingotto numerosi autori dal mondo ispanico e sudamericano: durante il Salone si ritroveranno alla Plaza des los lectores all’Oval, una biblioteca con libri in spagnolo, una libreria e uno spazio istituzionale che vedrà alternarsi incontri. Regione ospite, in onore ai due secoli dell’Infinito di Leopardi, che scrisse il celebre sonetto dalla sua Recanati, le Marche, mentre si volerà nell’emirato arabo di Sharja per festeggiare la città mondiale Unesco del libro 2019.

Il gioco del mondo non scorderà i trent’anni dal crollo del Muro di Berlino, rievocando l’evento e cercando di leggere quel che è successo nei tre decenni che lo separano dall’oggi. Ne parlerà in anteprima Fukuyama, autore di La fine della storia, ospite in marzo al Polo del 900. Tra le altre ricorrenze del 2019 non potrebbe mancare il centenario dalla nascita di Primo Levi, al quale il Salone ripenserà con diversi eventi e una sezione titolata Questo è un uomo, destinata a raccontare storie di marginalizzato e assetati di giustizia del mondo contemporaneo. Sarà a Torino Matt Salinger, figlio del celebre autore de Il giovane Holden, di cui ricorre il centenario, mentre sarà Christian Raimo a dedicare un evento speciale per i trent’anni dalla morte di Sciascia.

In quanto a feste, non mancheranno quelle degli editori, con tanti compleanni importanti: i 50 di Sellerio, i 40 di E/O, i 25 di Fazi e Minimum Fax, i 20 di Fandango, i 10 di Bao, e ancora i 50 anni dei Meridiani Mondadori, i 70 di BUR, i 90 di Bompiani e i 50 di Newton Compton.

Affrontare i problemi del nostro tempo

Festa fino a notte a ritmi spagnoli, ma non di solo mondo spagnolo sarà fatto un Salone internazionale dove arriveranno ospiti dalla Germania, dalla Francia, dagli States e dove per il secondo anno passeranno anche gli autori finalisti del Premio Strega europeo. In quanto ai premi, torneranno anche lo Strega ragazze e ragazzi e il Premio Mondello con giudice monocratico Giorgio Fontana.

Tra i temi, tornerà il focus sulla scienza, con il transumanesimo affrontato con scienziati e autori di fantascienza. Si parlerà poi di donne, con una mostra realizzata con la fiera di Bologna e una biblioteca con titoli che parleranno di donne, mentre per i ragazzi i temi di discussione avranno a che fare con cittadinanza, democrazia, doveri nei confronti del pianeta. Se già è tornatao Adotta uno scrittore, anche in questo 2019 la Regione Piemonte promuoverà il buono da leggere del valore di 10 euro.

«Il Salone affonda le mani nei problemi del tempo – ha ricordato Lagioia - il post crisi, l’età del risnetimento e l’arrabbiatura che ci fa sentire in credito di qualcosa verso qualcuno», spazio dunque alla riflessione sulle rabbie sociali, il “mal di pancia” da sondare anche attraverso la lente dei libri. Con Radio3 alcuni scrittori gireranno inoltre l’Italia per raccogliere domande e risposte sul tema del risentimento. Numerose infatti saranno le collaborazioni, di cui è fatto lo stesso dna del Salone: l’università di Padova, il Superfestival, e ancora il Museo Nazionale del Cinema per una rassegna sul grande schermo insieme agli autori, i programmi degli editori e della Scuola Holden.

Non potrebbe mancare Festa Mobile, il programma di letture da parte degli scrittori organizzato da Giuseppe Culicchia che otre al Lingotto si svolgerà anche nel nuovo mercato centrale di Porta Palazzo. E poi traduzioni, serie tv e l’importante mercato di scambio di IBF tra diritti editoriali e produttori cinematografici, passando per anime arabe e per il magmatico programma in costruzione del Salone Off, che coinvolgerà ancora una volta le otto circoscrizioni torinesi e i comuni della Città metropolitana e che abbraccerà anche Pagine in corsia, dedicata agli ospedali, e Voltare pagina, pensata per le carceri.

Attendendo il 9 maggio, quando inaugurerà il Salone la lectio di Fernando Savater sull'identità culturale Europea (ma già si sa che seguiranno, tra gli altri, Wole Soyinka, premio Nobel africano, e il russo Masha Gessen), ci sarà poi un fitto programma di anticipazioni che vedrà il Salone volare all’estero per raccontarsi fuori da Torino e, in città, proseguirà con grandi autori in arrivo e con il Grand Tour: Nicola Lagioia e Marco Pautasso saranno infatti in viaggio per biblioteche e librerie a raccontare e anticipare il grande e vulcanico mondo del Salone del libro 2019 in attesa di metà aprile, quando verrà svelato il programma completo.

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