Biennale Democrazia compie 10 anni: a Torino grandi ospiti per indagare il visibile e l'invisibile

Cultura Torino Martedì 5 marzo 2019

Biennale Democrazia compie 10 anni: a Torino grandi ospiti per indagare il visibile e l'invisibile

© The Vanishing Man - Paolo Ventura

Torino - Biennale Democrazia compie dieci anni, e lo fa con un’edizione dei record, la più grande di sempre, a eccezione forse solo per quella che celebrava i 150 anni di Italia. Da mercoledì 27 a domenica 31 marzo in città arriveranno ospiti italiani e internazionali per affrontare nelle sue varie prospettive il tema che contrassegna l’edizione 2019: visibile invisibile. I numeri raccontano la dimensione dell’evento, con 251 personalità in arrivo per un totale di 133 appuntamenti che si divideranno tra dialoghi, discorsi, performance, dibattiti, e coinvolgeranno anche iniziative partite dagli studenti di 90 classi.

A scendere nei dettagli della manifestazione, il presidente Gustavo Zagrebelsky, che ha ricordato come l’edizione 2019 sia idealmente dedicata a Luigi Bobbio, citandone l’emblematica frase: «prima di contare le opinioni è importante dare la possibilità che si formino e si confrontino». 

«Luigi Bobbio è stato con noi per tutte le precedenti manifestazioni, il suo scritto riassume il senso di Biennale Democrazia pensato dieci anni fa – ha sottolineato il presidente – l’essenza della democrazia è un tessuto di incontri e scontri, ma sempre nel comune intento di migliorare la cultura politica del nostro paese. Il titolo di questa edizione è Visibile Invisibile: è ambiguo, e come tutte le cose ambigue fa pensare».

Tante le domande che si incrociano attraverso i dibattiti in programma, come scrive l’organizzazione: viviamo in un mondo ad altissima visibilità, ma in tutti i panorami costellati di luci si nascondono coni d’ombra: come mutano le relazioni umane e sociali - e con esse come cambia la politica - nell’epoca dell’esibizione, della celebrità, della fiction, della realtà che si è fatta reality? Come fronteggiare vecchi e nuovi poteri invisibili coperti dal velo della segretezza? Come uscire dalla posizione di semplici spettatori di fronte alla crisi della democrazia, ogni giorno più profonda?

«Sono stati dieci anni di attività continuativa – ha proseguito Zagrebelsky – auspichiamo che Biennale Democrazia prosegua, pur con i marosi che attendono la vita pubblica dei prossimi anni. Cambia tutto, ma Biennale Democrazia resta. L’idea del tema di quest’anno è riferita alla nostra società attuale, che ci consente di guardare tante cose senza che sia scontato vederle davvero. Vedere è impegnativo, è percepire qualcosa che entra nella mente e nella cultura e fa procedere le strade della vita pubblica. Percepiamo tante cose, ma molte, anche se le vediamo, restano impercettibili. Vorremmo illuminare zone oscure dell’esistenza perché trascurate o perché non hanno traccia nel nostro modo di affrontare la vita pubblica. Pensiamo, ottimisticamente, che la novità sia un segno di vitalità».

Ci sarà naturalmente la politica, ma i dialoghi che intrecceranno i quattro percorsi tematici di Biennale Democrazia 2019 includeranno anche incursioni nel mondo dell’arte, senza tralasciare l’economia, l’architettura, la scienza e lo sport. Luci e ombre; La società̀ della trasparenza; Legami invisibili; Dal tramonto all’alba, questi i quattro percorsi che vedranno arrivare a Torino, tra i tanti ospiti internazionali tra cui il sociologo ed economista tedesco Wolfgang Streeck, che terrà una lectio sulla fine del capitalismo; il reporter turco-tedesco Deniz Yücel, che ha raccontato la rivolta di Gezi Park del 2013 ed è stato per un anno incarcerato in Turchia; Branko Milanović, economista specializzato in diseguaglianze globali; il filosofo francese Jacques Rancière, che indagherà le radici del crescente odio per la democrazia; Rupert Younger, dell’Università di Oxford, che ha scritto il Manifesto degli Attivisti rivisitando in chiave contemporanea il Manifesto del Partito Comunista di Marx e Engels; Joan R. Rosés; direttore del Dipartimento di Storia Economica presso la London School of Economics, esperto di economia della conoscenza; e ancora Jean-Claude Guédon, accademico e scrittore canadese, che esplorerà i legami tra conoscenza scientifica e democrazia e le studiose e attiviste Emilia Roig e Amal Yacef, che tratteranno discriminazioni di genere, etnia, religione e classe sociale.

Tra gli ospiti “di casa”, Alessandro Baricco, Goran Bregović, Massimo Cacciari, Luciano Canfora, Eva Cantarella, Flavio Caroli, Luigi Ciotti, Vanni Codeluppi, Carlo Cottarelli, Serena Dandini, Carlo Freccero, Nadia Fusini, Fabio Geda, Giuseppe Genna, Massimo Giannini, Maurizio Molinari, Michela Murgia, Paolo Nespoli, Antonio Padoa-Schioppa, Pif, Isabella Ragonese, Carlotta Sami, Luca Sofri, Aboubakar Soumahoro.

Tanti i temi, tante le proposte sul ricco programma illustrato in conferenza stampa dal curatore scientifico Gabriele Magrin. Tra i numerosi appuntamenti di rilievo, l’apertura dell’edizione 2019 con Fabrizio Gifuni che leggerà I sommersi e i salvati di Primo Levi, in una rima non casuale con un secondo autore del Novecento capace di coniugare l’attenzione per il linguaggio e la curiosità scientifica, Italo Calvino, che sarà il protagonista dello spettacolo di chiusura di Lella Costa, ispirato a Le città invisibili. Ancora, il concerto di Goran Bregović, un light-show di Serena Dandini, le letture-spettacolo di Nadia Fusini, Piero Boitani, Ernesto Franco.

Le collaborazioni tra saperi e l’approccio transdisciplinare saranno le basi per un’esplorazione del mondo contemporaneo, inaccessibile se non affrontando complessità, diversità e intersezioni che lo abitano e lo attraversano. Palestra preparatoria a Biennale Democrazia è stata non a caso Spotlight, ciclo di incontri realizzati con il board dei giovani del Polo del 900, che negli scorsi mesi ha portato in città numerosi personaggi per dibattiti e dialoghi pubblici. Saranno 80, quest'anno, i soggetti coinvolti in città tra associazioni e organizzazioni culturali tra cui anche l’Università e il Politecnico di Torino perché, come ha sottolineato Zagrebelsky, oggi non c’è umanesimo possibile senza interscambio con la cultura scientifica e con le scienze esatte che condizionano la nostra esistenza più dell’ideologia.

Biennale Democrazia 2019 sarà un’edizione aperta al territorio grazie a diverse partnership che estenderanno i luoghi classici, quelli del centro città, portando i dibattiti al quartiere di Aurora e coinvolgendo le scuole, un tassello fondamentale per la manifestazione, non solo a Torino ma a Cuneo. Welcome Aurora, nello specifico, sarà durante Biennale Democrazia il progetto di coinvolgimento attivo della cittadinanza che arricchirà il programma di incontri.

L’inaugurazione di Biennale Democrazia si terrà mercoledì 27 marzo, alle 18:00, come da tradizione al Teatro Regio, con una lectio magistralis di Adriano Prosperi. L’intervento, intitolato La visibilità dell’altro, ripercorrerà le relazioni tra diverse umanità nella storia del mondo: in passato questi inaspettati incontri hanno generato la spinta d’immaginazione alla base delle grandi rivoluzioni europee, mentre oggi paiono suscitare paura e chiusura. Come tornare a vivere l’incontro come una scoperta? L’appuntamento è introdotto da un intervento musicale dei giovani del Coro PoliEtnico del Politecnico di Torino.

Nella serata di venerdì 29 marzo la Sala Fucine delle OGR ospiterà Three Letters From Sarajevo, un concerto di Goran Bregović accompagnato dai 18 elementi della Wedding & Funeral Orchestra. A mezzanotte di sabato 30 marzo, a San Pietro in Vincoli, andrà in scena Liturgia. Rivolta E Mistero: una performance interattiva dedicata al potere della liturgia di e con Domenico Castaldo, realizzata da LabPerm - Laboratorio Permanente di Ricerca sull'Arte dell'Attore. Sabato 30 marzo, alle 21 presso La Centrale della Nuvola Lavazza, Serena Dandini sarà protagonista de Lo Strabismo Di Venere: un light-show con Maura Misiti, Isabella Ragonese e Carla Signoris, dedicato alle donne coraggiose che hanno fatto la storia, pur restando nell’ombra.

Nel quadro di Welcome Aurora saranno promosse diverse mostre e installazioni. Il tratto di via Cuneo compreso tra Corso Giulio Cesare e corso Vercelli ospiterà Demokratie Macht Frei (la democrazia rende liberi), un’installazione artistica che consiste in un originale percorso di scoperta dei grandi discorsi che hanno segnato la storia della democrazia; Aurora. Lavorincorso, poi, è il titolo di una mostra realizzata con le fotografie di Marco Marucci: volti, storie e mestieri di donne e uomini che vivono e lavorano in Borgo Aurora; e ancora, Frontiere Tra Visibile E Invisibile è una mostra fotografica a cura di Acmos e realizzata in prima persona dai migranti, per aprire nuove prospettive di osservazione della realtà, del territorio e della nostra società. In occasione di Biennale, poi, verrà inaugurato un nuovo allestimento di edicolarte realizzato da Togaci, con Paola Gandini e Alessandro Mantovan. Infine, l’artista di quartiere Gerardo Di Fonzo si è avvalso della collaborazione di Ornella Rovera con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino per realizzare Il Gioco Della Democrazia che, rivisitando in chiave artistica il gioco dell’oca, vuole promuovere i principi della convivenza democratica in un punto nevralgico per il quartiere: il Giardino Alimonda.

Come nelle precedenti edizioni, l'ingresso è gratuito per tutti gli appuntamenti fino a esaurimento dei posti disponibili, fatta eccezione per gli spettacoli con biglietto d’ingresso.
I biglietti potranno essere ritirati a partire da un'ora prima presso la sede in cui si svolge l'incontro. Per chi vuole evitare le file e avere la certezza di un posto riservato, sarà possibile effettuare una prenotazione anticipata al costo di 5 euro. 

Programma e informazioni dettagliate sull’accesso sono online sul sito di Biennale Democrazia.

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