Cultura Torino Mercoledì 27 febbraio 2019

Storia di un Campione: 100 anni di Fausto Coppi, il programma a Torino e in Piemonte

© Riccardo Guasco

Torino - Il Campionissimo, l’Airone, l’uomo solo in fuga, la leggenda: Fausto Coppi è stato il corridore più famoso e vincente dell’epoca d’oro del ciclismo, tra i più grandi e popolari atleti di tutti i tempi. A distanza di cento anni dalla sua nascita a Castellania, il 15 settembre del 1919, il Piemonte rende omaggio al suo mito con una rassegna fitta di appuntamenti nel segno del ciclismo e della cultura, ricordando un’epoca che, tra ricordi e immagini, ha segnato tutti. Lo fa con un calendario ricco e con l'immagine creata appositamente da Riccardo Guasco, che raduna tutti gli eventi in programma.

«Fausto Coppi è una gloria internazionale di cui essere orgogliosi – ha evidenziato Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo dei lettori tra i soggetti promotori del calendario dedicato al ciclista – Davanti a lui si emozionano grandi e piccoli. La Regione celebra il centenario dalla sua nascita ricordandolo e tornando a vivere lo smalto di quell’epoca in cui il campionissimo saliva sulla bici e con essa diventava un tutt’uno. Sarà una valorizzazione non solo culturale ma turistica tra tutti i comuni che hanno segnato la storia di Coppi».

Venuto al mondo nel piccolo comune della provincia di Alessandria, Fausto Coppi è cresciuto tra Novi Ligure e Tortona, lavorando come garzone e usando la bicicletta, all’epoca, solo per fare consegne per 5 lire a settimana. Percorrendo la strada tra le colline per tornare a casa, quel ragazzo alto e magro, ma dotato di una resistenza insospettabile, ha sentito crescere la passione per il ciclismo, nata ascoltando le storie del campione novese Costante Girardengo. Un amore che, forgiato dalla disciplina, l’ha portato a straordinarie vittorie, come quella del Giro d’Italia, per ben cinque volte.

E nel centenario sarà proprio il Giro a passare nel Piemonte di Coppi con ben 4 tappe, ulteriore motivo per festeggiare il ciclismo e ricordare i suoi protagonisti immortali sulle strade che hanno percorso durante il Novecento. Di Coppi, sulla scorta della passione per il Giro, ha fatto un ricordo personale e di infanzia anche Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte: «Coppi è un ciclista che tutti ricordano, è un’icona dello sport ma anche della cultura italiana, una delle figure positive intorno cui ruota: l’immagine celebre del passaggio della borraccia tra lui e Bartali è iconica, ma Coppi fu anche protagonista di uno dei primi dibattiti sui diritti civili a partire dalle sue vicende personali. Un mito del suo tempo, sportivamente e culturalmente un simbolo fortissimo e un messaggero e ambasciatore di un’Italia che aveva voglia di costruire».

Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi è un progetto della Regione Piemonte, realizzato dalla Fondazione Circolo dei lettori e Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, in collaborazione con DMO Piemonte Marketing e Piemonte Dal Vivo. Competenze, idee, visioni e storie in un coinvolgente programma, capace di celebrare, con la sua varietà, il mito dell’Airone e raccontarlo alle nuove generazioni. Tra le tante realtà coinvolte, Storia di un campione vede infatti la partecipazione di Alexala – Agenzia Turistica Locale della provincia di Alessandria, Comune di Castellania, Comune di Novi Ligure, Comune di Tortona, Camera di Commercio di Alessandria, Casa Coppi, Comitato Colli di Coppi, Comitato Sestriere Bike, Comune di Cuneo, Consorzio Turistico Terre di Fausto Coppi, Museo Alessandria Città delle Biciclette, Museo dei Campionissimi, Veloce Club Tortonese.

«La programmazione è stata un lavoro di mesi – ha spiegato Antonella Parigi, assessore regionale alla cultura e turismo – le istituzioni si sono messe a servizio dei territori in un momento di crescita per tutti dedicato a Coppi, non solo un campione ma un pezzo della nostra storia culturale a cui si guarda con nostalgia a volte, per i valori che ha trasmesso. Il più grande è la fatica, l’impegno, il valore principe al quale guardiamo con nostalgia, un valore storico. Quella di Coppi è una storia internazionale, nazionale, ma anche profondamente radicata al nostro Piemonte. Ecco perché il ciclismo è anche motivo di attrazione turistica grazie alle tante istituzioni e manifestazioni che vi sono legate». Sulla stessa onda l’assessore regionale allo sport Giovanni Maria Ferraris, che ha ribadito il valore speciale del ricordo di Coppi, capace di appassionare tutti. «Vorremmo contaminare le generazioni di oggi con il modo di porso di Coppi, attraverso la fatica, apprezzare la fatica come valore, che lo portò a distinguersi nella storica tappa Cuneo-Pinerolo del Giro. Coppi è stato il gusto della sfida, il simbolo del fatto che per arrivare al traguardo bisogna crederci».

All'icona della storia sportiva italiana e piemontese sarà dedicato un calendario di incontri nei luoghi della sua vita, tra Castellania, Novi Ligure e Tortona, a Torino e dintorni, nonché a Cuneo, scenario della sua impresa più celebre, i 192 chilometri di fuga nella tappa Cuneo-Pinerolo del Giro d’Italia nel 1949. Nell’ottica di estendere il racconto di Fausto Coppi a tutto il Piemonte e ben oltre, è stato inoltre realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile un reading che sarà distribuito nei prossimi mesi da Piemonte dal vivo, tra i teatri e – potenzialmente – anche altri media. «Si tratta di un atto culturale dovuto, e un’opportunità per parlare di un territorio legato alla ciclabilità e al mito di Coppi» ha aggiunto la Parigi.

Fausto Coppi. L’affollata solitudine del campione, questo il titolo del reading creato da Gian Luca Favetto, che racconta di essere tornato sui luoghi di Coppi, da cui tutto è partito: «non sarà un ricordo ma un racconto – ha chiarito Favetto – servirà a riflettere su quanto noi siamo contemporanei a lui. Racconterà un pezzo di Italia per capire quanto siamo diversi da allora, e come Coppi ha cambiato il modo di essere, oggi, di tutti noi».

Eccezionale passista, formidabile scalatore, l’incedere è stato celebrato anche dallo scrittore Dino Buzzati che ne ha colto «l’incanto del pedalare emerso nell’infernale fatica» e da giornalisti innamorati dell’airone, un eroe che permetteva a tutti di uscire dalla guerra. «Tutti noi possiamo incontrare Coppi – ha raccontato Favetto ricordando delle giornate passate tra le tappe del Giro, per l’Italia – è maggio, primavera, il periodo più bello, e ti rendi conto, in quelle ore che passi lì, che il Giro è tutta l’Italia, e tutta l’Italia è una provincia che tu, lì, abiti. Il ciclismo e il Giro sono luoghi dove giovani e anziani, ma anche morti stanno tutti insieme, in viaggio. Abiteremo questo luogo con il racconto e la musica, come se non fossimo sul palcoscenico, come un’epoca d’oro dove non c’era la tv, torniamo a raccontare Coppi come si faceva allora. Fare, costruire, produrre hanno origine dal greco poiein: è la radice della poesia, ed è questo che cerchiamo di fare in teatro».

In programma da aprile all’autunno 2019 anche incontri, talk, escursioni in bicicletta, eventi per famiglie e bambini, spettacoli su ruote, mostre, libri e arte. Un intreccio di esperienze per tutti, pensate per ricordare il protagonista del panorama ciclistico nazionale e internazionale, nella sua terra, quella piemontese, in cui questo sport è storia e tradizione. Letteratura, sport, musei, murales, e annulli filatelici speciali: il nutrito calendario è consultabile sull’apposito sito dedicato al centenario di Coppi, e mese dopo mese si arricchirà di eventi e novità.

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