Monet e Renoir: a Torino le opere mai esposte in Italia

Monet e Renoir: a Torino le opere mai esposte in Italia

Mostre Torino Martedì 26 febbraio 2019

Torino - Due Renoir e un Monet arrivano ad arricchire la mostra Van Gogh Multimedia & Friends allo Spazio Lancia, in via Lancia 27 a Torino. L’esposizione, inaugurata lo scorso 26 gennaio e aperta al pubblico fino al 28 aprile, e visitata finora da 9mila persone, arriva così a presentare sei opere originali, proprietà di privati e mai mostrate al pubblico finora. Le opere si trovano tutte nella sezione La Stanza dei segreti, a cura dello storico d’arte Alberto D’Atanasio.

Le tre new entry sono un olio su tela Le Charitè sur Loire (1876) di Claude Oscar Monet, l’olio su tela Donna con cappello (1895) e una tempera su cartone dalla peculiare forma ovale Donne al bagno (1918-1919 ) entrambi di Pierre Auguste Renoir. I quadri si vanno ad aggiungere al mirabile disegno a matita di Vincent Van Gogh (1888 – 1890) del valore di oltre 30 milioni di euro, il Paesaggio con veduta di Argenteuil dipinto su legno (1874) di Monet, e una statua in bronzo di Degas, anche questa intitolata Donna col cappello (1881-1883). Non è più in esposizione un altro Paesaggio di Renoir, restituito nel frattempo al proprietario.

I lavori, che provengono tutte da collezioni private e sono certificati da studi di restauro rinomati, sono piccoli tesori che gli amanti dell’impressionismo non possono non apprezzare. «Alcune di queste opere sono parte del tesoro rubato dai nazisti e recuperato dagli americani finita la guerra, come raccontava il film Monuments Men di George Clooney», svela D’Atanasio attento però a non aggiungere altri particolari. La mostra le ha riunite per permettere di approfondire il contesto storico e artistico del genio olandese: «Sono tutti autori che hanno interloquito con  Van Gogh. Abbiamo cercato di unire queste opere nel contesto di Vincent Van Gogh, perché Degas, Monet e Renoir lo conobbero proprio nel periodo del disegno che abbiamo qui esposto».

Quella di Torino è la quarta edizione di Van Gogh Multimedia Experience che prima ha fatto tappa a Taormina nel 2017 e Monreale e Venezia nel 2018, ma la sezione di opere originali e inedite è la novità che rende più ricca l’esposizione. «Torino ha permesso non solo la mostra su Van Gogh, ma anche di vedere questi tesori e di realizzare nuovi approfondimenti, come lavori di restauro dei beni esposti, o le traduzioni inedite delle lettere originali di Van Gogh, che verranno poi presentate nel libro che farà da catalogo all’esposizione», aggiunge il curatore.

I tre quadri presentati oggi si sono aggiunti in corsa perché «non è stato semplice mettere tutti i privati d’accordo – racconta lo storico d’arte – anzi avrebbe dovuto esserci anche un Gauguin che purtroppo è conteso tra due compratori e non abbiamo potuto aggiungerlo. Questa è una mostra impossibile che è stata resa possibile grazie a Torino, all’organizzatore Salvatore Lacagnina e a dei coraggiosi che hanno messo in gioco i loro capolavori».

Tutte le opere hanno in comune un senso estetico «del classico impressionismo, visibile dai tratti, dalle pennellate, dai rapporti tra luci e ombre, tra cielo e terra nei paesaggi», spiega D’Atanasio. Sono eteree le figure delle donne che si bagnano di Renoir come verso l’infinito va lo sguardo della giovane donna da lui ritratta. Sconfinato è il cielo del paesaggio dell’Argenteuil e quello di Le Charitè sur Loire di Monet, come sconfinate sono le nuvole nel paesaggio disegnato da Van Gogh. «Van Gogh è stato fino all’ultimo un mistico e un artista, ma ai posteri è passato il gossip, soprattutto l’immagine di lui come il disperato e il bevitore. Ma era una mente mistica e rivoluzionaria e la mostra vuole dare risalto a questo aspetto», conclude il curatore.

Prima di raggiungere La stanza dei segreti che è l’ultima sezione della mostra, il percorso offre al visitatore la possibilità di ripercorrere la vita e i lavori di Van Gogh attraverso 2500 immagini di grandi dimensioni proiettate in alta definizione, che danno risalto all’uso del colore, alla tecnica e alle fonti di ispirazione. La sezione multimediale esplora il lavoro dell’artista nel periodo tra il 1880 e il 1890, durante il periodo trascorso a Arles, Saint Rémy e Auvers-sur-Oise.

C’è una sezione che permette al visitatore di vivere un’esperienza di realtà aumentata: grazie agli Oculus Samsung Gear VR, si può entrare all’interno delle opere percependone tridimensionalmente i dettagli figurativi e cromatici. Tra le curiosità in mostra, la ricostruzione della stanza del pittore e lo Spazio di Vincent in cui sono esposte alcune opere ricreate da falsari certificati con la stessa tecnica, con gli stessi utensili e materiali del Maestro, così che i visitatori possano toccare con mano i quadri. Arricchiscono il percorso espositivo otto abiti della fashion art designer Gisella Scibona che richiamano le opere più importanti dell’artista olandese.

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