La tomba di Kha e Merit: il tesoro del Museo Egizio di Torino

La tomba di Kha e Merit: il tesoro del Museo Egizio di Torino

Mostre Torino Venerdì 15 febbraio 2019

© www.museoegizio.it

Torino - 15 febbraio: un giorno speciale per la storia dell’archeologia italiana, un giorno da ricordare anche per il Museo Egizio di Torino. È infatti proprio il 15 febbraio 1906 che la Missione Archeologica Italiana guidata dall’egittologo piemontese Ernesto Schiaparelli, impegnata negli scavi della necropoli di Deir el Medina, nei pressi di Tebe, fece una delle scoperte più importanti e preziose dell’egittologia. A tornare alla luce quel giorno di più di un secolo fa fu infatti la tomba di Kha e di sua moglie Merit, una tomba ancora perfettamente intatta, contenente non solo le mummie, ma anche l’intero corredo funerario della coppia con le sue centinaia di oggetti preziosi, testimonianza della vita quotidiana di una coppia agiata.

Scriba reale, Kha era anche soprintendente ai lavori della grande necropoli della Valle dei Re. Lui e la moglie vissero a cavallo tra il quindicesimo e il quattordicesimo secolo avanti Cristo, visto che l’attività di Kha si svolse dal 1425 al 1353 attraversando il regno di tre faraoni,Amenhotep II, Tutmosi IV e Amenhotep III.

Come racconta la storia del Museo Egizio di Torino, tra i più prestigiosi al mondo e vanto della città (non ultima, la sua partecipazione come ente capofila del progetto internazionale per la riqualificazione del Museo Egizio del Cairo) «tra il 1903 e il 1937 gli scavi archeologici condotti in Egitto da Ernesto Schiaparelli e poi da Giulio Farina portarono a Torino circa 30.000 reperti. Il Museo ebbe una prima risistemazione delle sale nel 1908 e una seconda, più importante, nel 1924, con la visita ufficiale del Re. A tal proposito, per sopperire alla mancanza di spazio, Schiaparelli ristrutturò la nuova ala del Museo (chiamata poi “ala Schiaparelli”), nella quale espose reperti provenienti da Assiut e Gebelein».

La ricchezza di reperti della tomba, trovata integra, ha permesso al Museo Egizio di esporre oggi gran parte del corredo funerario, in una delle sale più ricche e affascinanti del percorso museale. Ed è proprio a partire dai sarcofagi dei due amanti e dalla loro storia antica che si è lasciata ispirare la regista Alice Rohrwacher, che nell’ambito del progetto Luoghi Viventi ha dato voce a Merit, sposa di Kha, ispirata dalla sua tomba, ritrovata intatta e piena degli oggetti del corredo funerario.

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