Pittura, spazio, scultura: alla Gam di Torino il riallestimento delle collezioni contemporanee

Attualità Torino Giovedì 14 febbraio 2019

Pittura, spazio, scultura: alla Gam di Torino il riallestimento delle collezioni contemporanee

© Photo Robino
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Torino - C’è più respiro per il contemporaneo nel nuovo allestimento presentato dalla Gam di Torino. Il piano interrato della galleria di via Magenta, infatti, è stato completamente ristrutturato e ripensato, per ospitare una grande mostra di arte contemporanea con pezzi dalla collezione interna, grazie al forte contributo della Fondazione per l’arte contemporanea Crt. Lo spazio è più ampio, più snello, con pareti bianche e un’illuminazione più delicata ma al tempo stesso efficace. Si chiama Pittura spazio scultura e ospita 32 opere di artisti italiani fra gli anni Sessanta e Ottanta, con un'area dedicata ai libri d’artista, un’altra ventina di opere.

La curatela è di Elena Volpato, già conservatrice della Gam. «Tutte le opere – ha spiegato – sono state create per essere in tutto e per tutto opere, si aprono quindi allo spazio in modo inedito. Nel fare questo, riconquistano il valore sacrale dell’opera d’arte. Il percorso punta a farle dialogare tra loro». L’intento, già ben visibile, è quello di portare il visitatore a soffermarsi su ogni lavoro per contemplarlo, immergersi e scoprirne i diversi livelli espressivi. Dalla tela di apertura, il grande «Animale terribile» di Mario Merz (1981), all targa di Salvo, «L’uomo che spaccò la statua del Dio» (1972), fino ad arrivare allo spiazzante «DadAndroginErmete» di Luigi Ontani (1987). Si offre così una panoramica di ciò che è stata l’arte italiana nell’arco di due decenni.

La rotazione delle opere, per consentire di esporre anche altri pezzi attualmente in magazzino, sarà biennale. «Mancava una delle parti del contemporaneo – ha commentato Riccardo Passoni, direttore della Gam – che fa parte del nostro dna. Abbiamo ricostruito lo spazio con una connotazione diversa e potremo rilanciare periodicamente l’immagine della Gam, con un patrimonio che è nostro e formidabile». Ma c’è anche l’idea, già palesata tempo fa, di utilizzare queste collezioni per portarle «fuori dai confini» di Torino, prospettiva che piace al presidente di Fondazione Torino Musei, Maurizio Cibrario, e all’assessora alla cultura del Comune di Torino, Francesca Leon. «Finalmente – ha detto quest’ultima – la Gam riprende in pieno la sua funzione sull’arte contemporanea».

«Sono contento – ha aggiunto Riccardo Montanaro, consigliere della Fondazione per l’arte contemporanea di Crt – che il tavolo dei libri vada avanti perché si abbia una visione completa». Il progetto prosegue da due anni e ha già raggiunto la quota di 193 libri nella collezione di Gam (sono di proprietà di Crt, concessi in comodato al museo praticamente senza limiti di tempo) e che sanciscono una stretta collaborazione con Flat, la Fiera del libro d’arte che nel 2018 si è tenuta, per la sua seconda edizione, alla Nuvola Lavazza.

Mentre al primo piano è ancora in corso la mostra sui Macchiaioli, la Gam, che pensa a una mostra dedicata all’artista torinese Paolo Icaro, si concede un viaggio nel contemporaneo grazie alle creazioni di Marco Bagnoli (due recenti acquisizioni), Alighiero Boetti o Marco Gastini, ma si trovano anche opere di Giulio Paolini, Franco Guerzoni e Luigi Mainolfi. Opere in dialogo «arioso» tra loro, che spingono il visitatore a cercare legami, influenze e suggestioni.

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