Mostre Torino Venerdì 8 febbraio 2019

La bottega di Leonardo: la mostra a Palazzo Cavour di Torino

Torino - Sarà visitabile dal 9 febbraio al prossimo 12 maggio La bottega di Leonardo, opere e disegni in mostra, allestita nelle sontuose sale di Palazzo Cavour a Torino.

Si tratta della quinta mostra organizzata nella sede di via Cavour da Next Exhibition, dedicata, nella ricorrenza del cinquecentenario dalla morte, al genio immenso di Leonardo, e parte di un più grande programma di incontri, mostre ed eventi che la città di Torino sta preparando per rendere omaggio al simbolo italiano del Rinascimento, inclusa l’esposizione del celebre Autoritratto.

La bottega di Leonardo, come suggerisce il nome, è un percorso che indaga diverse opere dall’attribuzione alla cosiddetta scuola leonardesca, includendo alcuni frammenti probabilmente autografi o attribuibili allo stesso Leonardo, e si tratta del primo allestimento a tematica vinciana del genere portato a Torino. «A caratterizzare questa mostra è l’attenzione agli allievi di Leonardo – ha spiegato il curatore, Nicola Barbatelli – è un progetto ambizioso legato allo studio della bottega di Leonardo, ancora oggi, a cinquecento anni dalla morte, una questione problematica, aperta e intrigante».

Un percorso che, indagando i successori di Leonardo, permette al visitatore una riconsiderazione generale dell’opera del Genio: forme, colori, temi e iconografie, che collidono spesso con la rappresentazione sacra introducendo dettagli preziosi, geometrie ricorsive nell’indagine leonardesca tra natura umana e scienza, arte e tecnica. C’è infatti il richiamo alla composizione e alla prospettiva della Vergine delle Rocce, l’iconografia del Cristo Salvator Mundi: contaminazione e germogli di una bottega da cui si fa evidente la genialità del Maestro.

Tra le opere più note presenti a Palazzo Cavour la problematica Maddalena discinta, già assegnata daldecano degli studi vinciani, Carlo Pedretti, alla collaborazione tra Leonardo e il capace allievo Giampietrino.  

E ancora,lo studio per una testa d’uomo, attribuito anch’esso a Leonardo e probabilmente ripassato a inchiostro da un allievo, parte dei tanti bozzetti e studi per il Cenacolo, e un frammento del disegno che costituiva con tutta probabilità una bozza preparatoria e di studio per la Battaglia di Anghiari, arcinota e disastrata opera realizzata da Leonardo per il Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, Firenze. Pochi tratti, che però bastano per suggerire la complessità del processo di ricerca, il tormentato lavoro per una grande opera che purtroppo non ci è arrivata nella sua integrità.

A parte queste tre significative opere, già note agli studi e conosciute attraverso una letteratura otto/novecentesca, l’eredità artistica di Leonardo sarà completamente rivista attraverso le opere dei suoi maggiori seguaci: tra i tanti Giovan Pietro Rizzoli detto Giampietrino, Marco d’Oggiono, Cesare da Sesto, Gian Giacomo Caprotti detto Salai e Bernardino Luini. Le opere racconteranno di un legame con Leonardo costruito sulle trame di una scolarizzazione avvenuta all’ombra di conoscenze, più o meno dirette, dei maggiori capolavori del Maestro.

«Questa è una mostra problematica – ha proseguito nella spiegazione del progetto il curatore – il suo intento è anche quello di essere una risposta alla verità di Leonardo, attraverso l’indagine accurata degli allievi più prossimi e vicini al suo pensiero. Gli esiti sono diversi, si arriverà, come visibile in mostra, persino in Francia. È anche, dunque, un’occasione per ricapitolare e fare il punto sulla diffusione della dottrina di Leonardo, per capire quale è stata e come si è fusa la filosofia leonardesca con quella romana, dei cantieri di Raffaello e Michelangelo».

La linea che unisce la dialettica figurativa di Leonardo a tali diretti discendenti è calcolata sulla base delle suggestioni e delle riflessioni che la cultura del tempo recepì: un genere assolutamente innovativo di proporre argomenti umanistici, scientifici e figurativi, sino a quel momento ignoti.

La mostra sarà aperta tutti i giorni, inclusi i festivi:

-       dal lunedì al venerdì dalle h 10 alle h 18
-       sabato e giorni festivi dalle h 10 alle h 20
-       domenica dalle h 10 alle h 18
Ultimo ingresso consentito in mostra un’ora prima dell’orario di chiusura.

La bottega di Leoanrdo rientra nell’Abbonamento Musei: chi è in possesso della tessera potrà quindi entrare gratuitamente in mostra. Biglietti acquistabili online.

Potrebbe interessarti anche: , Mostre a Torino nell’autunno 2019: street art, fotografia, spazio e Giappone , Uomo Virtuale. Corpo, Mente, Cyborg: la mostra al Mastio della Cittadella , Mostre a Torino ad agosto 2019: tra musei, arte, design e scienza , Street art in Blu: da Banksy a Blu in mostra al Teatro Colosseo di Torino , L'arte in viaggio verso l'astro d'argento: a Palazzo Madama la grande mostra sulla Luna

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.