Via Francigena: la candidatura all'Unesco. Nella tentative list anche il tratto in Piemonte - Torino

Via Francigena: la candidatura all'Unesco. Nella tentative list anche il tratto in Piemonte

Cultura Torino Lunedì 28 gennaio 2019

Torino - C’è soddisfazione nelle parole dell’assessore regionale del Piemonte alla Cultura e al Turismo, Antonella Parigi dopo l’ufficializzazione dell'inserimento della Via Francigena nella Tentative List nazionale UNESCO.

«La candidatura della Via Francigena è entrata ufficialmente in questi giorni nella lista propositiva nazionale per diventare patrimonio dell'umanità UNESCO – spiega l’assessore - una notizia bellissima per un progetto in cui abbiamo creduto molto, per la sua capacità di valorizzare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico di alcune aree della nostra regione, nonché di dare impulso a un turismo lento e sostenibile. Un risultato importante, quindi, frutto di un grande lavoro di squadra, a livello regionale come nazionale, che continueremo per portare fino in fondo l'iter di questa candidatura».

Lo scorso 24 gennaio il Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’ UNESCO ha espresso infatti parere positivo all’iscrizione nella Lista propositiva nazionale della candidatura della “Via Francigena in Italia”. Si tratta di un passo importante per l'Itinerario Culturale del Consiglio d'Europa nell'iter di candidatura alla lista del Patrimonio Mondiale. La prima fase della candidatura prevede, infatti, la richiesta di iscrizione nella Tentative List nazionale, con la quale lo Stato evidenzia al Centro del Patrimonio Mondiale, World Heritage Center-WHC, i motivi dell’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale.

Il percorso della candidatura UNESCO della Via Francigena, iniziato nel 2010 e poi sospeso l'anno successivo, dal 2017 è entrato in una nuova fase operativa che vede coinvolto il MIBAC, le Regioni italiane e l'Associazione Europea delle Vie Francigene (AEVF). La fase dell’analisi preliminare del tratto italiano, presentata nella primavera 2018 grazie al lavoro congiunto delle sette Regioni (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio, con la Regione Toscana capofila) con MIBAC e Associazione Europea delle Vie Francigene, si conclude dunque positivamente con l’inserimento nella tentative list.

È iniziata nel frattempo la seconda fase per la definizione dello studio di fattibilità europeo della candidatura che coinvolge Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia. All’interno di questo studio sarà sviluppata una strategia di candidatura della Via Francigena comprendente una proposta generale dell’intero itinerario, in cui sarà sottolineato come, le sue distinte sezioni, potranno essere individualmente e in tempi diversi, candidate nella Lista del Patrimonio Mondiale, lasciando comunque indiscusso il valore universale della Via.

«L'itinerario europeo merita di veder riconosciuta la sua straordinaria particolarità e importanza sia sotto il profilo culturale che naturale - commenta l'Associazione Europea delle Vie Francigene, incaricata dalle Regione Toscana di svolgere un ruolo di supporto tecnico ed istituzionale al progetto di candidatura UNESCO - La Via Francigena rappresenta una grande opportunità di crescita e sviluppo per i territori, ma anche di tutte le comunità locali che dovranno essere coinvolte in questo progetto. Si tratta di un bene complesso, patrimonio dell'umanità, da tutelare e valorizzare all’interno della rete UNESCO, la quale andrebbe ad aggiungersi a quella del Consiglio d’Europa che ha certificato la Via Francigena dal 1994».

Il Piemonte ha colto già da tempo le opportunità del turismo lento e dei percorsi a piedi, anticipando l’anno del turismo lento con la proposta del percorso che unisce Piemonte e Lombardia sulla via dei Sacri Monti, e con la recente proposta di unire le residenze sabaude in un itinerario da percorrere a piedi, solcato dallo scrittore Enrico Brizzi e raccontato nel libro La via dei re.

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