Mostre Torino Martedì 15 gennaio 2019

Le assaggiatrici di Hitler: dal romanzo di Rosella Postorino le fotografie di Carola Cunzolo in mostra

© Carola Cunzolo

Torino - Prussia Orientale, 1943: è qui, vicino alla “tana del lupo” di Hitler, che si svolge la vicenda raccontata ne Le assaggiatrici, il romanzo di Rosella Postorino uscito a gennaio del 2018 e nel corso di un anno diventato un vero caso editoriale, con la vittoria al Premio Campiello e a molti altri riconoscimenti letterari, e decine di traduzioni in corso in tutto il mondo. Una storia di fiction inventata a partire da una vicenda autentica, quella che riguarda le donne assunte dal Führer per assaggiare il cibo così da evitare possibili avvelenamenti. Sono loro le cosiddette assaggiatrici, tra cui Margot Wölk, donna da cui Rosella Postorino ha preso lo spunto per la sua Rosa Sauer, protagonista di un romanzo che scava dentro la complessità e le contraddizioni umane, accendendo inquietanti riflettori sul senso di colpa, la fede, il rapporto con il corpo.

Dopo un anno di successi e presentazioni, Rosella Postorino arriverà a Torino il 19 gennaio per parlare delle assaggiatrici nell’ambito di Giorni Selvaggi, la rassegna letteraria che vede protagonisti tanti attori della filiera editoriale torinese. Sarà un appuntamento speciale, che non vedrà solo l’autrice dialogare con Elena Varvello al Polo del ‘900, ma includerà anche una speciale mostra fotografica, Le assaggiatrici (di Hitler) e una cena “a tema”.

Ad aver curato gli scatti in mostra, un percorso che sarà inaugurato alle 18.30 di sabato 19 gennaio nelle sale sotterranee di Palazzo San Daniele al Polo del ‘900 e sarà visitabile per tutto il weekend (ingresso gratuito), è Carola Cunzolo, art director e fotografa torinese. Classe 1983, Carola lavora in un’agenzia di pubblicità, ed è proprio a partire da questa esperienza che si è sviluppata la sua attenzione per la fotografia: «la scintilla – racconta – sono stati i documentari sui grandi fotografi: il mio percorso è iniziato da lì». Macchine fotografiche, e una passione da indagare: «mi dedico principalmente alla street photography – spiega Carola –negli anni me ne sono innamorata e ho cercato di svilupparla. Invece i progetti fotografici più personali sono una passione nata negli ultimi tempi, quando dopo essermi dedicata alle mie cose ho iniziato a guardare anche oltre. È capitato un po’ per caso proprio con il libro di Rosella Postorino».

La mostra si snoda in una relazione particolare con il romanzo: vi si ispira, e ne riprende scene e immagini in un percorso in cui il cibo che nutre diventa strumento di tortura e incubo, e il corpo di chi lo mangia luogo di narrazione.  «Mi sono imbattuta in questo romanzo che mi ha incuriosita – spiega Carola – a fine lettura mi sono detta che sarebbe stato bello da trattare come progetto fotografico, era pieno di spunti che mi stimolavano rispetto a temi di cui mi ero occupata: il cibo, il controllo, il corpo, l’amore e l’odio, la prevaricazione. Sono tutti aspetti che mi affascinavano e che ho cercato di esplorare».

Per le assaggiatrici, infatti, il cibo è contraddizione: sfama ma potrebbe essere letale. Come conferma la fotografa, «Mi sono soffermata molto sul cibo, ma confrontandomi con altri colleghi è emerso l’aspetto umano del libro. Ho cercato così di interpretarlo: la mia volontà con queste fotografie era anche quella di raccontare in maniera un po’ didascalica il libro, volevo riprendere esattamente le parole che usava l’autrice, l’intenzione era che ci fosse poca interpretazione simbolica da parte mia sulle immagini».

Come si intuisce esplorando la parte del progetto Le assaggiatrici (di Hitler) presente sul sito di Carola, si tratta di foto di dettagli: una ragazza che fuma, una che si mordicchia le unghie, piccole scene che raccontano l’ansia, il dolore. Nella mostra al Polo del ‘900 saranno esposti tutti questi scatti, con qualche sorpresa e inedito rispetto alla versione web, affinché l’impatto di persona sia maggiore, proprio come l’impatto della lettura del romanzo.

«Ho cercato di essere il più possibile fedele a quel che si racconta – aggiunge l’autrice delle foto – mi piaceva il fatto che, essendo una storia vera, attraverso non solo il mio punto di vista ma le parole venisse fuori il racconto delle donne che hanno subito questa violenza. Non conoscevo la storia e pensando al progetto avevo il timore di imbattermi in qualcosa di già visto, ma per fortuna nessuno ci aveva ancora pensato!».

Vista la natura peculiare del progetto, intrecciato con la storia raccontata nel romanzo, de Le assaggiatrici (di Hitler) Carola Cunzolo ha parlato anche con Rosella Postorino, come racconta: «l’ho contattata sui social, mi faceva piacere condividere con lei il progetto una volta pubblicato online, a luglio. Mi ero resa conto che era avvenuto un incontro di due mondi, il racconto scritto e quello per immagini, la fusione dei due elementi, un aspetto che mi interessava molto e sul quale avevo piacere di parlare con la scrittrice. Rosella Postorino è stata molto disponibile, era entusiasta del progetto, le è piaciuto molto». 

Un progetto particolare, in dialogo aperto con un romanzo di grande potenza, di cui si fa racconto per immagini. «Ho cercato di essere più fedele possibile a quel che scriveva l’autrice – dice Carola – anche se mi sono sentita libera sia di raccontare sia di interpretare quello che avevo letto». Intanto, un’altra ispirazione è quella che accompagna il progetto della cena organizzata da Les Petites Madeleines e realizzata insieme ai giovani detenuti del Ferrante Aporti, grazie al supporto di Aporti Aperte, che ha reso noto il menù ispirato al libro: tortino di porri con salsa e peperoni arrostiti; capunet di verza con salsa al formaggio, insalata di cavolo e senape, zuppa di avena con borlotti, zucca e cavolo nero, "schiaccia" alle mele con ricotta. La cena, a posti limitati e su prenotazione, è un’idea originale per indagare il rapporto tra desiderio e colpa, tra cibo e fame, perno intorno al quale ruota il romanzo di Rosella Postorino. Per info e prenotazioni: mail, web.

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