Concerti Torino Giovedì 10 gennaio 2019

Umberto Eco: a Torino un concerto omaggio, tra i boschi narrativi con Trovesi e Coscia

© Di Università Reggio Calabria - Ufficio Stampa Università Mediterranea di Reggio Calabria, CC BY-SA

Torino - Chissà come si sentirebbe lui, Umberto Eco, citato in un concerto e probabilmente seduto in prima fila ad ascoltarlo con un sorriso complice. La misteriosa musica della Regina Loana è infatti l’appuntamento che Rivolimusica propone per il 12 gennaio all’ex Maison Musique, con protagonisti Gianni Coscia e Gianluigi Trovesi. Il primo, fisarmonicista alessandrino, è stato compagno di classe del concittadino Umberto Eco, a cui è dedicato idealmente il concerto, il secondo, clarinettista e sassofonista, è la seconda parte di un duo evocativo, capace di trasformarsi, parola di Paolo Fresu, in un’orchestra, e di far volare gli ascoltatori in angoli remoti del pianeta, in una fusione di tradizione e innovazione mai cervellotica e pretenziosa, tutta da gustare.

In fondo, è un po’ lo stile di Umberto Eco, coniugare alto, basso, mescolare, apprezzare citazioni e divertirsi con generi popolari. Ed è proprio in questi “boschi narrativi” a più piani che condurranno Coscia e Troversi, in un omaggio che da un lato riprenderà temi della grande musica universale, mentre dall’altro indagherà il mondo de La misteriosa fiamma della Regina Loana. Pubblicato da Bompiani nel 2004, il romanzo di Eco racconta di una perdita di memoria episodica da parte di un protagonista, Giambattista Bodoni, che ritrova i propri ricordi soltanto nell’affollata soffitta piena di dischi, fumetti e libri. Memoria di carta e di musica, immaginazioni ascoltate e lette che restano l’unico appiglio di una vita avvolta dalla nebbia.

Sulla stessa struttura, lo spettacolo diventerà così un calembour di racconti, aneddoti di jazz e di vita, ricordi, partiture e poesie musicati che contribuiranno a creare un doppio parallelismo attuato da Trovesi e Coscia attraverso la musica, quello tra il romanzo e i ricordi di Eco stesso, autore ma soprattutto uomo e intellettuale. «Negli anni della mia adolescenza, da poco finita la guerra, per ascoltare jazz in una città di provincia non c’era che da riunirsi a casa di qualche amico abbastanza agiato da possedere un grammofono e alcuni dischi a settantotto giri – raccontava lo stesso Umberto Eco nel saggio Diavoli in musica - Al di là di quelle sedute quasi clandestine, debbo in quegli anni la mia iniziazione jazzistica alla fisarmonica di Gianni Coscia, che egli stava già sottraendo alle balere popolari per portarla alle soglie (ideali) delle case di piacere di New Orleans. In quel tempo il jazz era una cosa, e l’altra musica un’altra. La radio ci dava le canzoni, tranne al venerdì un concerto sinfonico, e per il resto bisognò attendere che un gruppo di appassionati costituisse ad Alessandria una sorta di società del quartetto, invitando settimanalmente degli esecutori famosi. Ma i tre universi rimanevano separati»

La misteriosa musica della regina Loana è il risultato di un meticoloso lavoro condotto in prima istanza da Gianni Coscia, che dello scrittore-semiologo alessandrino è stato infatti amico fraterno, insospettabile compagno di vita e di esperienze musicali e intellettuali fin dai tempi della scuola. Quello che in origine nasce per sua idea come La misteriosa fisarmonica della Regina Loana, spettacolo in solo ispirato al romanzo di Eco, cresce e si nutre dell’esperienza e delle sonorità clarinetto/ sax di Gianluigi Trovesi diventano un racconto di ricordi che riportano alla giovinezza di Eco laddove – così come nell’omonimo romanzo, segnato dai dischi della giovinezza di Bodoni - la musica è protagonista e insieme anche colonna sonora.

Tra standard e brani originali Coscia e Trovesi si raccontano sul palco, rendendo omaggio al lavoro e al profilo privato e intellettuale di Eco. Fu proprio lui del resto, tra gli estimatori del duo, a scrivere i saggi introduttivi destinati a dischi come In cerca di cibo e Round about Weill. «Ho seguito la maturazione di Coscia sino al suo incontro con Trovesi e ormai riconosco nelle loro sperimentazioni qualcosa di particolare, che non è più il jazz delle origini e non è neppure un tentativo di fare entrare Armstrong al Carnegie Hall – scrive ancora Eco -  Attraverso strizzate d’occhio, a sé stessi, all’opera e all’ascoltatore, Coscia e Trovesi giocano su entrambi i fronti – [quelli dell’improvvisazione e delle forme rigide]-, permettendosi, all’interno dell’omaggio a un altro musicista, una gioiosa poetica della cadenza. In questo loro gioco di richiami tra testi ed eredità diverse, essi inducono talora nell’ascoltatore sistemi di atteso che d’improvviso frustrano, cambiando le regole del gioco. Che è una delle caratteristiche dell’esperimento, questa volta assunta senza rinunciare a qualcosa a cui la musica sperimentale spesso rinuncia, e cioè il piacere. Coscia e Trovesi sanno contaminare senza che, salva restando la possibilità di riconoscere la citazione, ne venga a soffrire l’unità del pezzo. Anzi che dirci – con tratto che è stato riconosciuto tipico del post-moderno - mettono in scena un double-coding. L’esecuzione può essere apprezzata a livello “alto”, cogliendo i rinvii intertestuali, e a livello “basso”, come musica tout court, senza essere disturbati dal rimando erudito e malizioso. Non c’e nulla di più seducente della malizia, quando ha l’umiltà di mascherarsi da ingenuità. E soprattutto quando genera, a ogni nuova citazione o invenzione, una festa timbrica che sa trarre tutto il possibile dagli strumenti, e in modo naturale, senza ricorso all’elettronica. Ecco dunque un modo di rendere popolare la musica colta e colta la musica popolare. E allora non chiediamoci in quale tempio collocare le esecuzioni di Coscia e Trovesi. All’angolo della strada come in una sala di concerto, esse si troverebbero a proprio agio».

La “fiamma” che “misteriosamente” si accenderà tra il palco e il pubblico dell’Ex Maison Musique sabato 12 gennaio sarà una sorta di rara e inestimabile “traduzione intersemiotica” dell’immenso cosmo senza spazio e senza tempo della vita così come raccontata e percepita dalle pagine de La misteriosa fiamma della Regina Loana: una collezione universale e sincronica di ricordi, suggestioni, immagini, suoni ed esperienze che, proprio come accadeva a Bodoni nel romanzo, mentre vengono rievocati sono già inscritti nella dimensione del mito.

Lo spettacolo fa parte del cartellone condiviso con Scena Ovest, info sui biglietti online.

Potrebbe interessarti anche: , Gruvillage 2019: da Tony Hadley a Ben Harper, con Irama e Achille Lauro. Il programma , Marchesato Opera Festival: a Saluzzo musica antica e atmosfera culturale della Spagna , Torino jazz Festival 2019: 9 giorni di musica in città, da John Paul Jones a Enrico Rava. Il programma , All you can Italy: parte da Torino il nuovo tour dei Twee. L'intervista , Torino Jazz Festival in Piemonte: il programma 2019, da Fred Wesley a Frankie Hi NRG

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.