A Piero Angela il premio Torinese del 2017: «l'eccellenza premia sempre» - Torino

A Piero Angela il premio Torinese del 2017: «l'eccellenza premia sempre»

Cultura Torino Lunedì 3 dicembre 2018

Torino - «Sembra una commemorazione!» non si è risparmiato la battuta ironica Piero Angela davanti all’intero pubblico dell’Audiotium Rai che domenica 2 dicembre l’ha applaudito alzandosi in piedi. Una standing ovation a cui il giornalista e divulgatore scientifico più famoso e amato di Italia dovrebbe essere abituato, visti i successi che lo accompagnano dagli esordi della sua carriera, ma che tuttavia non si aspettava per la consegna del premio Torinese dell’anno 2017, 41esima edizione del riconoscimento promosso dalla Camera di Commercio di Torino.

«Noi torinesi siamo abituati a stare zitti per discrezione – ha commentato Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio – ma è giusto uscire dalla sabauda riservatezza per celebrare quei torinesi di nascita o adozione che hanno saputo dare lustro alla nostra città». Piero Angela è tra questi: una carriera nata agli albori della televisione, dagli anni Cinquanta in cui lo stesso Auditorium Rai di Torino veniva inaugurato, alla carriera all’estero, fino alla passione per la scienza, portata avanti con documentari e servizi entrati ormai nella storia della divulgazione italiana, e della piccola storia personale di ogni spettatore affascinato e incuriosito. «Oggi – ha proseguito Ilotte, vediamo in tv una buona parte del brutto, e non più l’aspetto nobile dello spettacolo, Piero Angela ha saputo al contrario incarnare a pieno il ruolo della funzione pubblica della tv».

Ed è proprio la capacità di allargare i confini della cultura e renderla così disponibile a tutti che hanno reso Piero Angela uno dei personaggi televisivi più apprezzati di sempre. Lo ha ricordato anche Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, sottolineando le origini piemontesi di quello che, ragazzo, prima di diventare giornalista avrebbe voluto fare il musicista, e si esibiva nei jazz club della città della Mole. «Piero Angela non si è accontentato di restare qui, ha studiato, girato il mondo e approfondito discipline e temi per poi trasmetterli a tutti con ogni mezzo a disposizione - è stato il commento di Chiamparino – è difficile trovare una figura che rappresenti la torinesità a un livello così alto, per la sobrietà applicata al più grande esercizio cui una persona può dedicarsi, quello della conoscenza, per le radici e per il rigore nell’eloquio e la convinzione che non possa essere un patrimonio di pochi».

Identici affetto e stima da parte del sindaco di Torino, Chiara Appendino, che ha ricordato la recente nomina a cittadino onorario conferita a Piero Angela e ha sottolineato ancora una volta la capacità del giornalista di saper parlare a tutti i pubblici sapendo generare curiosità e rendendo la conoscenza accessibile. «Forse anche all’interno dell’amministrazione avremmo bisogno di imparare da questo metodo per avvicinare le persone e lavorare per una maggiore fiducia nelle istituzioni. È un grande orgoglio sapere che ci sono persone che hanno dedicato anni a questa impresa» ha commentato il sindaco, invitando poi i ragazzi tra il pubblico ad avere coraggio nell’affrontare le inevitabili sfide di un futuro pronto a disegnare una nuova realtà, diversa da quella stabile del lavoro.

Ed è infatti sul tema che è tornato a commentare Piero Angela, dopo il commosso applauso e la dimostrazione di affetto dei concittadini torinesi. «Gli scienziati italiani sono apprezzati all’estero – ha ricordato - ma per vari motivi in questo paese abbiamo dei buchi, sia perché siamo un paese giovane, sia forse per la prevalenza della cultura umanistica che lascia la scienza in un angolo e per l’impopolarità degli investimenti sulla ricerca. Tutto questo si riverbera in soluzioni tecnologiche che possono mancare: essere in ritardo oggi è essere perdenti, basti pensare al mio campo, quello del giornalismo. Il mondo non ci aspetta».

Dall’alto dei suoi 66 anni trascorsi in Rai, Piero Angela si è poi rivolto ai giovani in sala. Insieme al premio Torinese dell’anno 2017 sono stati infatti conferiti anche il 66° Premio della Fedeltà al Lavoro a 109 lavoratori e a 49 imprenditori e quello a 110 ragazzi, diplomati eccellenti di 48 istituti tecnici-professionali di Torino e provincia. Il tema sul piatto è stato quello dell’attuale trasformazione del mondo e del lavoro, una sfida lanciata ai giovani che Piero Angela già dal 2017 ha deciso di affrontare offrendo, proprio a partire dal Politecnico di Torino, dei corsi di approfondimento per i ragazzi condotti da alcuni tra i più grandi personaggi e scienziati del mondo contemporaneo.

«Non è solo la tecnologia che modifica il futuro – ha spiegato Angela – c’è un aspetto strisciante meno noto, quello demografico, che creerà nuovi problemi. L’equilibrio-sequenza tra studio, lavoro e pensione cambierà, i giovani avranno ali pesantissime con una durata degli studi prolungata nel tempo e una massa di persone anziane non produttive da mantenere. Il mondo cambia rapidamente, sarà un secolo pieno di opportunità e problemi». L’invito è stato dunque quello alla ricerca dell’eccellenza, alla flessibilità come caratteristica necessaria per adattarsi all’ambiente ogni volta, e trovare chiavi diverse per aprire le porte del futuro: «l’eccellenza premia sempre, il lavoro cambierà sempre più e bisognerà essere flessibili ed eccellenti per affrontare le nuove sfide».

Intanto, mentre annuncia una nuova edizione dell’amato Superquark in produzione per il prossimo anno e – novità – realizzata sul web per cercare di abbracciare un pubblico sempre maggiore, Piero Angela continua a dare un esempio di passione per il lavoro ed eccellenza, anche dall’alto dei suoi 90 anni: «sento il vostro affetto, ed è per questo che continuo a lavorare – ha infatti spiegato – vorrei riprendere a suonare il pianoforte, magari farò un disco un giorno, ma devo ancora perfezionarmi».

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