Il Forum del Libro a Torino: «diffondiamo la lettura come pratica sociale»

Il Forum del Libro a Torino: «diffondiamo la lettura come pratica sociale»

Libri Torino Mercoledì 21 novembre 2018

Torino - Per la prima volta in città, venerdì 24 e sabato 25 novembre farà tappa a Torino il Forum del libro, una quindicesima edizione che celebra, tra dibattiti, incontri e workshop, la Città che legge, e che riflette sul libro e la lettura come motori di aggregazione urbana.

L’edizione 2018 del Forum, organismo che riunisce a livello nazionale librai, editori, bibliotecari, insegnanti e rappresentanti dell’intera filiera editoriale, guarderà con particolare attenzione al legame della città di Torino con i libri e la lettura, includendo anche, nel calendario che vedrà ospiti tanti autori e nomi noti, la simbolica firma condivisa del Patto per la lettura approvato dalla Città.

«Il Forum arriva per la prima volta a Torino, ma in realtà ha già lavorato qui per Torino che legge – spiega Maurizio Caminito, presidente dell’Associazione Forum del libro – siamo inoltre tra i promotori del patto per la lettura, approvato da Torino e che sarà firmato congiuntamente da noi, dal Comune e dal Centro per il libro e la lettura, del Mibac. Abbiamo lavorato a Torino e intendiamo continuare: Torino che legge è una delle manifestazioni cui il Forum tiene di più: in città c’è una rete molto attiva che permette di costruire realtà solide, non solo mettendo insieme una serie di persone intorno a un tavolo, ma attivando progettualità sulla promozione della lettura che durino tutto l’anno. Le premesse ci sono tutte: una rete di biblioteche, le librerie indipendenti riunite in consorzio e un Salone del libro che da tempo si spinge oltre la sua forma classica».

Non a caso, ad aprire il Forum sabato 24 novembre all’Istituto Avogadro sarà proprio un intervento di Nicola Lagioia, direttore del Salone, che potrebbe annunciare novità sull’edizione 2019.  Seguirà una sessione dedicata a Libro, lettura e sistema urbano con Marino Sinibaldi e le esperienze di città che hanno ridisegnato la propria identità grazie a iniziative sulla lettura e i libri come Mantova, Pordenone, Obidos in Portogallo e naturalmente Torino.

«Rispetto ad altre città dove operiamo – prosegue Caminito – Torino è molto attiva, soprattutto per quanto riguarda il discorso delle reti. A noi interessa infatti che quelli sulla lettura non siano interventi isolati e sporadici, ma che ci sia una programmazione. A questo proposito aspettiamo con interesse la presenza della Regione e del sistema bibliotecario regionale per discutere della proposta di creare Piemonte che legge, estendendo l’attività già presente a Torino su tutto il territorio».  L’idea era già nell’aria tra l’edizione 2018 di Torino che legge e l’autunnale Portici di carta, alla luce della recente legge regionale sulla cultura che, in virtù della sua struttura, fornisce le condizioni per allargare le attività del Forum al territorio piemontese.

«A Torino c’è una tradizione culturale avanzata – così Caminito si spiega la particolare condizione del capoluogo piemontese, che sul libro e la lettura lavora da anni – e poi il Salone del libro, specialmente dopo la famosa polemica con Milano, ha rinsaldato molto l’idea dell’identità cittadina intorno al libro. Credo la forza sia lì, in una comunità che si identifica con le iniziative legate al libro, alla lettura, all’editoria e alle librerie».

Per questo motivo, l’edizione torinese del Forum saluterà anche alcune novità tra cui una più spiccata partecipazione del pubblico grazie a diversi workshop in programma per il sabato, finalizzati a ragionare sull’edizione 2019 di Torino che legge, sul futuro prossimo nell’ambito del progetto con Save the Children e sull’impatto del digitale nella lettura. Per partecipare è necessario iscriversi scrivendo una mail. Ma soprattutto, il sabato sera sarà tempo per una festa letteraria e musicale che coinvolgerà diversi autori per raccontare la periferia. Ci saranno Christian Frascella, Margherita Oggero, Enrico Pandiani, Massimo Tallone e Dario Voltolini, con il chitarrista argentino Miguel Acosta.

«Abbiamo dato spazio anche ad Anci per presentare il nuovo premio Le parole e le città rivolto a uno scrittore e un libro che raccontasse il territorio urbano – racconta il presidente del Forum – per promuovere l’iniziativa abbiamo pensato di riunire una serie di scrittori torinesi che si sono occupati dello stesso quartiere periferico, Barriera di Milano. Vorremmo partire proprio da qui per sviluppare il tema delle periferie. A questo proposito abbiamo già presentato un Atlante delle periferie e stiamo lavorando sul discorso della povertà educativa, che include una serie di questioni da analizzare e contestualizzare. Prossimamente attiveremo un progetto con Save the Children a Sassari, Napoli e Marghera, che introdurremo in uno dei workshop torinesi». Al tema sarà dedicato l’incontro di domenica mattina al Circolo dei lettori, un dialogo sulla città futura e sulle trasformazioni in atto tra convivenza e forme di aggregazione. «Torino – aggiunge Caminito – ospita una serie di intellettuali del sud che vivono e lavorano qui osservando i cambiamenti, ognuno dal proprio punto di vista: è interessante, fa della città una sorta di osservatorio su un fenomeno che però è nazionale. È solo un inizio: domenica mattina avremo poco tempo, ma ci sembrava un tema originale su cui in città stanno riflettendo singoli e istituzioni».

Una città laboratorio, da cui forse sarà possibile far partire un’onda di interesse ed entusiasmo in grado di animare i prossimi passi del forum che, per l’edizione 2019, guarda a Taranto come meta: «vorremmo lasciare qualcosa in ogni città che tocchiamo – spiega il presidente del Forum – l’entusiasmo che c’è a Torino sarebbe molto utile in altri luoghi».

Il Forum del libro è impegnato costantemente in un’attività di aggiornamento e riflessione sul tema della lettura, sempre più complesso in un mondo dove le modalità di lettura cambiano letteralmente sotto gli occhi di tutti. Ecco dunque la promozione di progetti particolari legati al digitale e al mondo della scuola, come The Living Book (al centro di uno dei workshop), che include una serie di strumenti utili ai ragazzi per passare dalla lettura del libro cartaceo a una serie di approfondimenti multimediali su web. E poi non solo Torino che legge ma anche Roma che legge: «abbiamo un rapporto consolidato con il Centro per il libro e la lettura – dice Caminito – da qui nascono bandi tra cui quello dedicato alla Città che legge, contenitore di tanti progetti legati a piccoli e grandi centri. Alcuni saranno presentati proprio a Torino, sono progetti meritevoli che cerchiamo di seguire nel corso dell’anno». Arborea (Oristano), Cavriago (Reggio Emilia), Dorgali (Nuoro), Fano (Pesaro e Urbino), Nichelino (Torino), Rosarno (Reggio Calabria) e Zollino (Lecce) saranno protagonisti quindi di un incontro il sabato mattina.

«Il problema della lettura in Italia è che la base di lettori è molto piccola – prosegue Caminito illustrando l’impegno del Forum anche in ambito più politico – insistere su chi già legge non è la strada giusta, ecco perché ci piacerebbe ci fosse una legge che si occupasse del libro come filiera, non solo sconti e distribuzione, ma biblioteche, scuole, progetti educativi. È necessario trovare i modi per coinvolgere nuovi lettori».

Non a caso, dunque, il tema dell’edizione torinese del Forum sarà il passaparola, parola chiave per chi legge e, tra un consiglio e una chiacchiera, permette ai libri e alle idee di viaggiare, ma anche idea che simboleggia lo spirito del Forum: «Passaparola –conclude il Presidente – è il voler passare l’amore per la lettura da una persona all’altra, da una città all’altra: è la prima cosa. Ma non basta: a noi interessa la lettura come pratica sociale. Ognuno di noi è un accanito lettore, ma al centro c’è il bisogno di passare la parola, condividere la lettura. Secondo noi è così che la città può fare un salto in avanti: la lettura diventa consapevolezza, cittadinanza attiva, allarga e approfondisce temi. Insomma, diventa uno stimolo positivo su più fronti».

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