Cultura Torino Lunedì 5 novembre 2018

Bosco bene comune: a Torino una settimana dedicata ad alberi e foreste

© Alessandra Chiappori

Torino - Alberi caduti sulle case e sulle auto, larici sradicati dal vento, boschi e foreste rasi al suolo dal maltempo. Sono gli alberi i protagonisti dell’agenda mediatica del momento, vittime del cambiamento climatico e del dissesto idrogeologico che coinvolge l’Italia, colonne portanti di ecosistemi preziosi per l’intero pianeta.

Saranno proprio gli alberi i protagonisti a Torino dal 5 al 9 novembre in occasione del IV Congresso nazionale di Selvicoltura organizzato dall’Accademia Italiana di Scienze Forestali con la collaborazione della Regione Piemonte, che vedrà partecipare i rappresentati delle Regioni e delle più importanti istituzioni accademiche e scientifiche italiane, del mondo ambientalista e naturalista, delle organizzazioni professionali e del settore produttivo e industriale.

Cinque giornate di confronto sulla gestione forestale e sul suo sviluppo sostenibile al Centro Congressi Torino Incontra, ma anche di incontri, dibattiti. proiezioni, installazioni artistiche e visite guidate aperte al pubblico. L’Accademia italiana di Scienze forestali, la Regione Piemonte, la Città di Torino e l’Università di Torino promuovono inoltre una serie di iniziative, in collaborazione con l’Ordine dei dottori agronomi e forestali e dell’Ipla (Istituto Piante da Legno). Le attività collaterali al congresso sono rivolte a tutti i cittadini che hanno voglia di scoprire il bosco, bene comune. 

Alle tavole rotonde del congresso sono attesi rappresentanti istituzionali di Ministeri, Regioni italiane e ospiti internazionali (questo il programma). Il tema sul piatto è quanto mai attuale e urgente: la gestione delle foreste, e l’individuazione di una strada che sappia tenere insieme protezione della natura, della biodiversità, ma anche conservazione del paesaggio e del territorio, preservando l’opportunità di ricavare materie prime ed energia in modo sostenibile.

Il congresso è un’occasione importante di riflessione collettiva e istituzionale, dal momento che si svolge ogni dieci anni. «Dal 1954, anno in cui si svolse a Firenze il primo Congresso Nazionale di Selvicoltura, al bosco sono state attribuite funzioni diverse a seconda del contesto storico e sociale in cui si trovava il nostro Paese – spiegal’Accademia Italiana di Scienze Forestali  sul suo sito - A livello globale la selvicoltura ha assunto un ruolo sempre più importante che va ben oltre la coltivazione e il miglioramento dei boschi esistenti: insieme alle tradizionali funzioni di produzione di materia prima legno e di protezione dei versanti, in questi ultimi anni i progressi scientifici e le nuove aspettative della società hanno affidato al bosco nuovi ruoli che hanno trovato spazio in Protocolli e Agende internazionali e hanno cambiato la visione del bosco nell’immaginario collettivo».

Ma, prosegue: «A una sempre maggiore presenza del bosco nei dibattiti internazionali e nei mezzi di comunicazione non è sempre corrisposta una adeguata attenzione nella gestione e nella programmazione di breve e, soprattutto, di medio-lungo termine, indispensabile per i cicli produttivi pluridecennali, per i lunghi tempi di ricostituzione e per la longevità che caratterizzano i popolamenti naturali».

Non sono alberi, ma più in generale green economy, asse portante del dibattito attuale, su cui anche il congresso avrà materiale per confrontarsi: «L’evento rappresenta un forum dove i rappresentanti governativi e delle Regioni, quelli delle università e degli istituti di ricerca, della società civile e del settore pubblico e privato forestale e ambientale, possono scambiare le loro esperienze al fine di formulare linee guida e conseguenti raccomandazioni a livello regionale e nazionale – conclude l’Associazione - L’obiettivo è di pervenire a sintesi conoscitive, scientifiche e tecniche innovative, proiettate al futuro e alla piena implementazione del concetto di gestione forestale sostenibile attraverso risposte scientificamente fondate e percorribili sul piano tecnico-programmatico».

Se le immagini che arrivano dal Veneto in questi giorni non fossero eloquenti, per sottolineare l’importanza dei temi anche ai non addetti ai lavori, il calendario prevede una sezione “off” con diverse iniziative svolte in città.

Lunedì 5 novembre, dalle 17:30 alle 19:30 nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale, in via Verdi si terrà l’incontro Il bosco quotidiano. Relazioni tra uomo e foresta.  L’uomo ha bisogno del bosco, si può dire anche il contrario? Quale tipo di relazione condiziona la gestione del nostro territorio? Dibattito sul rapporto uomo e foresta, in apertura la proiezione del documentario Il capolavoro del bosco di Fabio Toncelli.

Da lunedì 5 novembre a sabato 10 novembre il cortile del #Rettorato dell’Università, tra via Po e via Verdi, ospita la sezione Il bosco quotidiano. Arte e divulgazione con l’installazione artistica Radura di Stefano Boeri e punti informativi e proiezioni sull’importanza della gestione del bosco.

Sabato 10 novembre, dalle 10:00 alle 17:00, in Piazza Castello va in scena Il bosco quotidiano. I diversi utilizzi del legno. Il legno: come viene raccolto e lavorato per arrivare nelle nostre case? Lo si spiega in piazza con stand, filmati e dimostrazioni. Giornata dedicata alla gestione sostenibile delle foreste animata da IPLA SpA e Regione Piemonte.

Sempre sabato 10 novembre, dalle 10:00 alle 17:00, in Piazza Cavour partità Il bosco quotidiano. A spasso tra giardini e alberi monumentali, percorso a piedi guidato dagli esperti del Verde pubblico della Città di Torino e dell'Ordine dei dottori agronomi e forestali per osservare gli spazi verdi della città dal punto di vista dei tecnici che ci lavorano quotidianamente e per comprendere perché la città ha bisogno sempre più di verde e alberi. Luogo di partenza e ritorno: piazza Cavour - Partenza ogni 30 minuti dalle 10

Infine sabato 10 novembre, dalle 21:30 alle 23:00 al Museo Nazionale della Montagna, piazzale Monte dei Cappuccini, Il bosco quotidiano: alberi e celluloide: sarà proiettato il lungometraggio The New Wild. Vita nelle terre abbandonate di Christopher Thomson. L’emozionante documentario, girato interamente in Friuli, indaga il fenomeno, sempre più diffuso in Europa, dei nuovi paesaggi sorti dallo spopolamento delle zone rurali.

Tra un incontro e l’altro, perché non approfittare della recente riscoperta del libricino di Jean Giono, L’uomo che piantava gli alberi? È la storia diElzéard Bouffier, che piano piano, ghianda dopo ghianda, ha piantato decine di migliaia di querce, restituendo linfa, ossigeno e umanità a zone altrimenti brulle. Un libro che è un manifesto di impegno e rinascita, e che non a caso è stato il testo scelto dai librai del Consorzio torinese COLTI come simbolo dell’impegno per ripopolare di alberi i boschi della Valle di Susa, distrutti dagli incendi del 2017. Di anno in anno, l’emergenza alberi non cessa: la settimana dedicata agli alberi a Torino avrà dunque il fondamentale ruolo di riportarli nella loro enorme importanza sotto gli occhi di tutti.

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